sabato 30 marzo 2013

Anche in Sicilia arriva il "giubbotto salvacuore"


Sbarca in Sicilia il giubbotto salvacuore: un defibrillatore esterno portatile
utilizzato per la prima volta all'unità operativa di Cardiologia e Utic dell'ospedale Gravina di Caltagirone, diretta da Giacomo Chiarandà. Lo ha indossato una paziente affetta da cardiomiopatia dilatativa ad alto rischio di gravi aritmie.
Almeno 3.000 nel mondo i malati che hanno portato il giubbotto, con un'aderenza alla terapia superiore al 90% e un'efficacia del primo shock erogato prossima al 100%. Consiste di un defibrillatore del peso di circa 3-4 chili, indossabile sia di giorno sia di notte che monitora costantemente il ritmo cardiaco del paziente, riconoscendo le aritmie potenzialmente fatali e segnalandole con un allarme. Se il paziente è cosciente, cioè si tratta di un'aritmia transitoria, il dispositivo può essere bloccato con la pressione contemporanea di due pulsanti. Se invece il soggetto è incosciente entro 30 secondi parte la scarica salvavita.
Le caratteristiche tecniche del giubbotto salvacuore sono sovrapponibili ai defibrillatori impiantabili per via sottocutanea. «Il giubbotto viene utilizzato in particolare - spiega Chiarandà - nelle situazioni transitorie in cui non è possibile o non è raccomandato, per motivi clinici, impiantare un dispositivo definitivo sottocutaneo». L'utilizzo richiede un semplice addestramento e una programmazione individuale che dura all'incirca 20 minuti all'atto della
dimissione del paziente. Il funzionamento è automatico. Grazie ad un sistema computerizzato, i medici potranno verificare l'andamento di ogni singolo paziente e intervenire se necessario. 

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