giovedì 20 dicembre 2012

Crisi economica e rinuncia alle cure


Una donna su quattro ha rinunciato a prendersi cura di sé a causa delle problematiche economiche correlate alla crisi, destinando i risparmi alle esigenze familiari, in particolare ai figli. 
A risentirne è l'aumento dell’incidenza di tutte le maggiori patologie di genere – dai tumori, ai disturbi psichici, alle malattie cardiovascolari – dovuto non soltanto all’innalzamento delle vita media, ma anche alla bassa adesione alle grandi campagne di sensibilizzazione. Sono alcuni dei dati di cui si discute nel libro “La salute della donna. Analisi e strategie di intervento” – curato dall’Osservatorio Nazionale sulla salute della Donna con la collaborazione di Farmindustria.
Dal volume emerge che le problematiche legate alla salute della donna non sono una questione solo italiana: un quinto delle donne europee sviluppa un tumore prima dei 75 anni, ma di questi un terzo potrebbe essere evitato con una buona prevenzione e la riduzione dei fattori di rischio.
Destano attenzione anche i disturbi psichici, in particolare la depressione con un’incidenza annua intorno al 7% nella popolazione con età inferiore ai 65 anni (27-30 milioni di casi di cui 2/3 fra le donne), e le malattie cardiache (infarto e angina pectoris) e cerebrovascolari (ictus), divenute entrambe fra i principali problemi di sanità pubblica tra le donne per il peggioramento della qualità della vita, esasperata anche dalle difficoltà economiche.
«Di salute della donna – afferma Massimo Scaccabarozzi, presidente Farmindustria – è necessario parlare sempre più. Per questo l’Associazione delle imprese del farmaco è a fianco di O.N.Da che, con il volume 2012, offre uno spaccato dei bisogni di salute di ogni singola donna. Anche se l’aspettativa di vita alla nascita è aumentata ciò non significa che c’è stato un pari miglioramento della qualità di vita. Un fenomeno che in tempi di crisi diventa ancora più difficile da contrastare. Aumentano i disturbi del comportamento e le malattie psichiatriche in ambo i sessi, ma è proprio la donna che spesso rappresenta l’anello debole del sistema».

Nessun commento:

Posta un commento

Grazie per aver commentato ;)