lunedì 12 novembre 2012

Uno studio svela il mistero dei capelli rossi

Le persone con i capelli rossi vengono da Paesi molto nuvolosi infatti e questo spiega come mai la Gran Bretagna sia una terra così ricca di chiome rosse.
Lo sostiene un progetto specializzato nello studio genetico di alcune variabili ereditarie (BritainsDNA) e che ha analizzato il DNA di 4mila casi di rutilismo per capire meglio il difficile cammino che fa il gene dei capelli rossi e arrivare alla conclusione che i capelli fulvi sarebbero semplicemente una risposta fisiologica a un determinato clima ancestrale.
 Si chiama rutilismo (o anche eritrismo) e viene trasmesso come carattere recessivo. Ma i geni che determinano la chioma fulva sono molto complessi. Uno dei principali, ha ben 40 varianti tra le quali solo sei generano i capelli rossi. Inoltre si tratta di un gene recessivo e un bambino, per nascere con i capelli rossi, deve ereditare ben due di questi geni, uno da ciascun genitore. In realtà il gene dei capelli rossi si può trasmettere anche se i due genitori non hanno i capelli rossi, ma sono portatori del gene, oppure se uno dei due genitori ha i capelli rossi e l’altro è portatore del gene (in questo caso le probabilità di avere un figlio con i capelli rossi salgono al 50 per cento). Normale dunque che i salti generazionali siano piuttosto frequenti vista la difficoltà a tramandare questo carattere.

Mediamente nel nostro pianeta, i rossi sono solo una percentuale che va dall’uno al due per cento della popolazione. Una quota di rossi che oscilla dal due al sei per cento si trova invece in Nordeuropea, ma la nazione in assoluto con il maggior numero di persone con i capelli rossi è la Gran Bretagna e in particolare le chiome fulve abbondano in Scozia e Irlanda, dove rappresentano rispettivamente il 13 e il 10 per cento della popolazione. Il progetto BritainsDNA ha anche evidenziato come, al di là della percentuale di rossi presenti in Gran Bretagna, esistano moltissimi casi di portatori di questo carattere (in Irlanda quasi una persona su due). E come si spiega questa esuberanza di rossi? Con il brutto tempo e le nuvole che popolano il cielo britannico.
Si potrebbe pensare in effetti che sia semplicemente la pelle chiara, le lentiggini e una generica intolleranza al sole a favorire il rutilismo, ma se così fosse la percentuale di chiome rosse dovrebbe essere collegata alle coordinate geografiche e aumentare più si va a nord. In realtà però le ore di luce solare in Gran Bretagna scarseggiano più che ad altre latitudini. Basta pensare che in Svezia le ore di luce giornaliere sono in media 5,4, mentre in Scozia sono solo 3,1. Come fa notare Alistair Moffat, rettore della St Andrews University e tra i fondatori del BritainsDNA project, è la vitamina D, stimolata dall’illuminazione solare, la responsabile della pelle chiara e di tutta una serie di caratteristiche associate all’eritrismo. E ciò spiega come mai la Gran Bretagna, particolarmente nuvolosa a causa di un clima marittimo, sia la patria dei rossi. In tutti i casi come conferma lo studio è credibile che il rutilismo origini da una mutazione genetica avvenuta in alcune popolazioni nordiche circa 20.000 anni fa a causa di un cambiamento climatico e per favorire la vitamina D.

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