venerdì 9 novembre 2012

Spending review: negli ospedali 7.389 posti letto in meno

È questo l'effetto che produrrà l'applicazione dell'articolo 15 comma 13 del decreto sulla spending review. A comunicarlo è stato il ministero della Salute, spiegando che ciò è quanto prevede lo schema di regolamento sulla "Definizione degli standard qualitativi, strutturali, tecnologici e quantitativi relativi all'assistenza ospedaliera", inviato alla conferenza Stato-Regioni dal ministro della Salute Renato Balduzzi in accordo con il ministro dell'Economia Vittorio Grilli. Il regolamento indica il metodo di calcolo per la riduzione delle unità operative complesse e la riconversione delle strutture ospedaliere.
Una media di 3,7 posti per mille abitanti. Al 1 gennaio 2012 - spiega il ministero - in Italia erano presenti 231.707 posti letti (3,82 ogni mille abitanti) di cui 195.922 per acuti (3,23 ogni mille abitanti) e 35.785 per post-acuti (0,59). La legge 135/2012 indica come obiettivo una media complessiva di 3,7 posti letto per mille abitanti, di cui 0,7 deve essere dedicato a riabilitazione e lungo-degenti e i restanti 3 per gli acuti. E "le Regioni che ad oggi presentano un numero di posti letto superiore a quello previsto dai nuovi standard dovranno provvedere alla riorganizzazione. Laddove, invece, il numero dei posti letto attuali fosse inferiore, le Regioni potranno aumentarli fino alla soglia indicata".
I posti letto - spiega il ministero - dovranno arrivare in totale a 224.318. Di questi 181.879 dovranno essere per acuti (- 14.043) e fino a 42.438 per post-acuti (+ 6635). "I calcoli sottolineano dal ministero - si basano sulla popolazione generale di ogni Regione pesata e corretta in base alla percentuale di anziani e ai flussi di mobilità ospedaliera tra Regioni". E "il correttivo tiene conto del fatto che alcune Regioni registrano una mobilità attiva, in quanto i propri ospedali attraggono pazienti residenti altrove".

In cinque regioni (Lombardia, Provincia autonoma di Trento, Emilia Romagna, Lazio e Molise) si riscontra una diminuzione dei posti letto di entrambe le tipologie. L'Umbria è l'unica regione che potrà aumentare i posti letto in entrambe le tipologie. In Piemonte diminuiranno i posti per post-acuti e potranno aumentare quelli per acuti. Le regioni rimanenti (Valle d'Aosta, Provincia autonoma di Bolzano, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Liguria, Toscana, Marche, Abruzzo, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia e Sardegna) al contrario potranno aumentare i posti per post-acuti e dovranno diminuire quelli per acuti. In sei di queste regioni (Liguria, Toscana, Abruzzo, Campania, Puglia e Sicilia) il numero dei posti letto, per effetto del gioco dei saldi, potrà complessivamente aumentare.

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