venerdì 2 novembre 2012

Per dimagrire, mangiare lentamente

Mangiare in fretta espone a una serie di svantaggi, che vanno ben oltre il difficile controllo del peso. Uno studio, recentemente pubblicato da Nutrition, Metabolism and Cardiovascular Disease e condotto in Corea su più di 8 mila persone, ha evidenziato che gli uomini «mangiatori veloci» avrebbero, rispetto al gruppo di «mangiatori più lenti», una probabilità significativamente maggiore di presentare alcuni fattori di rischio cardio-metabolico, come elevati livelli di glucosio nel sangue e bassi livelli di colesterolo "buono" (HDL), indipendentemente dall'Indice di Massa Corporea.
 In un’altra ricerca, apparsa su Nutrition e condotta in Giappone su 170 uomini di 40-59 anni, si è invece osservato che l'abitudine di consumare i pasti in fretta era associata con livelli più elevati in circolo di una citochina infiammatoria, l'interleuchina-1 beta. «Per la prima volta — commenta Maria Grazia Carbonelli, direttore dell’Unità operativa di dietologia e nutrizione-Azienda ospedaliera San Camillo Forlanini di Roma — il mangiare velocemente viene messo in relazione con un indicatore dello stato infiammatorio dell'organismo, e l’infiammazione, si sa, è correlata all’obesità e alle sue principali complicanze: il diabete e le malattie cardiovascolari. È evidente, però, che questa osservazione preliminare dovrà essere approfondita». 
«Ciò che invece è assodato è che 20 minuti, da quando si comincia a mangiare, è il tempo minimo che occorre affinché al nostro cervello arrivi il segnale di sazietà. Per questo, chi mangia più in fretta introduce più calorie del necessario. Non dobbiamo, poi, dimenticare che la prima digestione avviene in bocca: chi mangia rapidamente digerisce con più difficoltà. Per tutti questi motivi è importante dedicare il giusto tempo a tutti i pasti, anche a quelli consumati fuori casa».
STRATEGIE: «Mangiare sempre seduti evitando di fare altre cose (cucinare, guardare la tv, apparecchiare o sparecchiare); fare bocconi piccoli masticando molto bene; appoggiare le posate dopo ogni boccone; intervallare il cibo con piccoli sorsi d'acqua. E, prima ancora, frazionare opportunamente le calorie nella giornata, per non arrivare mai troppo affamati ai pasti».

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