martedì 27 novembre 2012

Contro l'obesità infantile: allattamento al seno, tanto buon riposo e poca Tv


L'allattamento esclusivo al seno fino a 6 mesi; non eccedere con le proteine nei primi due anni di vita; controllare l’accrescimento del neonato con visite periodiche dal pediatra; non trascurare l’importanza del sonno (sono necessarie 14-16 ore nell’arco della giornata per il lattante; 12-14 ore da 1 a 3 anni; 11-12 ore nell’infanzia e 9-10 adolescenza); vietare la televisione prima dei 2 anni; limitare il tempo passato davanti a tv e pc al massimo a 2 ore al giorno, e mai in camera da letto, tra i 2 e i 4 anni. E dai 5 anni in poi attività fisica (compreso camminare, andare a scuola a piedi ecc.) per 60 minuti al giorno.

Queste le azioni per prevenire sovrappeso e obesità entro i primi 4 anni di vita dei bambini raccomandate dalla Società Italiana di Pediatria (SIP) in occasione degli Stati Generali della Pediatria che si sono svolti durante la "Giornata mondiale del bambino e dell’adolescente", celebrata lo scorso 17 novembre e giunta alla seconda edizione.
In Europa, dove la prevalenza di obesità è triplicata dagli anni Ottanta, è mediamente in sovrappeso un bambino su cinque, uno su tre nella fascia 6-9 anni. Secondo l’OMS, l’obesità in Europa è responsabile del 2-8% dei costi sanitari e del 10-13% dei decessi. L’Italia conta oltre un milione di bambini in sovrappeso (di cui 400 mila obesi) quindi a rischio di andare incontro in età adulta a diabete, malattie cardiovascolari e tumori. "L’obesità è diventato un problema di salute pubblica - spiega il Presidente della Società Italiana di Pediatria Alberto Ugazio -. Non possiamo pensare di fermarla con provvedimenti isolati e frammentari come la tassa sulle bibite gassate e similari. Serve invece un impegno comune tra tutti coloro che si occupano di indirizzi nutrizionali e di stili di vita del bambino, un impegno che parta da quello che sta via via emergendo dalla letteratura scientifica, cioè l’origine nell’infanzia, addirittura nella gravidanza, delle patologie che si sviluppano nella vita adulta". Ecco perché diventa fondamentale la prevenzione in età prescolare, da 0 a 4 anni: "Agire sulla nutrizione 'pre' e 'post' natale, in quel periodo sensibile della vita in cui il bambino matura la capacità di regolare il metabolismo sia a breve sia a lungo termine, è la prima e più efficace arma per prevenire non solo sovrappeso e obesità ma diabete, ipertensione, malattie cardioischemiche, allergie ed osteoporosi".

Allattamento al seno e obesità -  “In particolare - spiega Claudio Maffeis, direttore dell’Unità di Diabetologia, Nutrizione Clinica e Obesità in Età Pediatrica dell’ULSS 20 e Università di Verona - l’allattamento materno nei primi mesi di vita riduce il rischio di obesità in età scolare del 16-28%. Inoltre occorre tener presente che in gravidanza eccessi o carenze nutrizionali, condizioni metaboliche alterate (obesità, diabete, ipertensione) ed età avanzata della madre aumentano il rischio per il nascituro di avere un basso (meno di 2,5 kg) o elevato peso (oltre 4,5 kg) alla nascita rispetto all’età gestazionale: entrambi fattori di rischio per lo sviluppo dell’obesità nelle età successive”.

Se i bimbi dormono poco - Se da un lato occorre agire sugli aspetti nutrizionali, la Società Italiana di Pediatria sottolinea anche la necessità di tenere alta l’attenzione sul ruolo di fattori non nutrizionali che possono interferire con l’insorgenza di sovrappeso e obesità: il sonno insufficiente nell’infanzia, nella preadolescenza e nell’adolescenza, spiegano, è un fattore di rischio. Secondo uno studio americano, condotto dall’Università di Washington e pubblicato su Archives of Pediatrics & Adolescent Medicine, i bambini che da 0 a 4 anni dormono meno di quanto avrebbero bisogno hanno un rischio quasi doppio di sviluppare sovrappeso o obesità nelle età successive della vita.

No a troppa tv - Autorevoli studi dimostrano una correlazione tra eccesso di tv e sovrappeso e obesità. Un recente studio olandese su International Journal of Obesity condotto su 4072 bambini dimostra che dai 4 agli 8 anni chi guarda la tv più di un’ora e mezza al giorno ha il 75% di rischio in più di diventare obeso rispetto a chi la guarda meno di 1 ora. Il tempo passato davanti alla tv aumenta del 37% se la famiglia ha 2 tv in casa, del 138% se ne ha più di 2, del 60% se il bimbo ha tv in camera da letto; del 65% se i genitori lasciano i bambini davanti allo schermo.

Maternità dopo i 35, più rischio obesità per i figli - Basso o elevato peso alla nascita in rapporto all’età gestazionale rappresentano un fattore di rischio per l’obesità. Uno studio condotto in Svezia su 874 mila donne ha rilevato come le donne di età compresa tra 30 e 35 anni hanno il 24% in più di possibilità di avere un figlio con maggiore o minore peso alla nascita, a parità di età gestazionale, rispetto alle donne che partoriscono a 29 anni. Al di sopra dei 35 anni il rischio aumenta del 42%.

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