lunedì 12 novembre 2012

Chemioterapia "mirata": maggiore efficacia e minori effetti collaterali

La chemioterapia rappresenta ancora oggi il trattamento più utilizzato nella cura del cancro.
Tuttavia, non è esente da numerosi e pesanti effetti collaterali. Uno di questi è l’azione tossica, oltre che sulle cellule cancerose, anche su quelle sane. Un problema che da molto tempo i ricercatori tentano di risolvere così da offrire una cura che sia efficace e al tempo stesso più sicura.
Oggi, a tal proposito, un team di medici del Southampton General Hospital del Regno Unito sta utilizzando su alcuni pazienti un tipo di chemioterapia “mirata”. Gli scienziati sono convinti che prendere di mira un solo organo – quello colpito dal tumore – possa prevenire gli effetti collaterali offendo una cura migliore, anche a dosi maggiori del farmaco.
I primi test sono stati eseguiti su due pazienti affetti da un raro tipo di tumore all’occhio che si è poi esteso al fegato. Per trattare soltanto l’organo colpito, gli scienziati hanno isolato il fegato dal resto del corpo medianti dei palloncini poi gonfiati all’interno dei vasi sanguigni, riporta BBC UK. In questo modo, il trattamento chemioterapico si diffonde principalmente nel fegato e soltanto una piccola frazione finisce nell’organismo. «Isolare un organo dal corpo per 60 minuti, immergendolo in una elevata dose del farmaco e quindi filtrare il sangue in modo che sia quasi completamente pulito prima che ritorni a circolare è davvero innovativo – ha commentato alla BBC il dottor Brian Stedman, consulente radiologo interventista – In precedenza, la prospettiva per i pazienti affetti specificamente da cancro che si è diffuso al fegato è stata scarsa perché l’effetto della chemioterapia standard è limitato per via dei danni indesiderati del farmaco provocati al resto del corpo».
Ma, con questo nuovo tipo d’intervento gli effetti dannosi sono ridotti e i tumori trattati appaiono ridotti, ha aggiunto l’esperto.
Dopo i test condotti, questa nuova tecnica si sta sperimentando anche in altri Paesi europei e negli Stati Uniti. Sebbene in questo test sia stato preso di mira il cancro al fegato, il dottor Stedman ritiene che sia possibile fare lo stesso anche per altri organi colpiti come pancreas, reni e polmoni.

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