mercoledì 10 ottobre 2012

Junk food: abbassa l'intelligenza maggiormente nei bambini


Pasti pronti, troppi grassi e con troppi zuccheri rappresentano la dieta che allontana dai libri e abbassa il quoziente intellettivo dei più piccoli.
Lo sostiene uno studio dell'Università Goldsmith di Londra
Talvolta, la scelta di piatti veloci e ingredienti poco sani è quasi obbligata, come nel caso delle famiglie meno agiate, spiega la ricercatrice Sophie von Stumm, che ha voluto indagare sulle differenze tra le diete di 4.000 bambini scozzesi di età compresa tra i 3 e i 5 anni che avevano una differente estrazione sociale.
Ingredienti freschi, QI più alto – Dallo studio emerge che nelle famiglie economicamente più fortunate, pasti e merende sono preparati solitamente con cibi freschi e cotti al momento e questo a lungo andare sembra influenzare anche le capacità intellettive dei bambini. “È noto che il tipo di cibo che mangiamo influenzi lo sviluppo del cervello – spiega von Stumm -, ma le ricerche precedenti avevano osservato solo gli effetti di specifici gruppi di alimenti sul quoziente intellettivo piuttosto che un tipo generico di pasto”.
I bambini che provengono da famiglie con uno status socio-economico più basso nel quale le mamme “hanno meno tempo di preparare pasti freschi” nei test di intelligenza “totalizzano punteggi più bassi e spesso hanno difficoltà a scuola". Difficile capire, perché lo studio non lo dice, se oltre ai piatti che arrivano a tavola ci sono altre variabili, legate alla minore disponibilità economica, che influenzano in un senso o nell'altro la crescita dei più piccoli.

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