martedì 25 settembre 2012

Gomito del tennista: nessuna incisione chirurgica

Gomito del tennista, patologia che comporta una degenerazone (e non una infiammazione) del tendine estensore breve del carpo e di altri tendini epicondilari, che non riguarda esclusivamente chi gioca a tennis, ma così frequente tra questi sportivi da aver dato il nome al disturbo. Colpisce dilettanti e professionisti e per entrambe le categorie di pazienti la chirurgia sta facendo passi da gigante promettendo di rimettere presto in campo il giocatore.

LA NUOVA TECNICA
Rapida e affidabile tecnica percutanea che permette di guarire dalla affezione tendinea e di tornare a giocare in poche settimane. Nessuna incisione chirurgica: è sufficiente una anestesia locale per consentire al chirurgo di manovrare, sotto il controllo ecografico, un ago di grosso calibro nel tendine compromesso. Questo, viene punto ripetutamente nella zona di origine, proprio dove il dolore al gomito è più vivo. Tanto basta ad avviare la riparazione del tessuto tendineo e ad annullare gli invalidanti sintomi dolorosi.
Questi i risultati di una tecnica che si è incominciata a sviluppare a partire dagli anni ottanta e che dimostra risultati sorprendenti anche a confronto di tecniche classiche come l'artroscopia. Circa il 95% dei pazienti operati con la tecnica percutanea risolve in modo eccellente o soddisfacente il suo problema e la percentuale di complicanze post-operatorie con la tecnica percutanea risulta quasi nulla rispetto alle altre tecniche open o mininvasive.

TIPOLOGIA DI PAZIENTE
Sono candidati sicuri alla chirurgia percutanea tutti quei pazienti che soffrono di gomito del tennista da almeno sei mesi, con un dolore invalidante e ribelle a tutti i comuni trattamenti (riposo, antinfiammatori, infiltrazioni locali di cortisone, fisioterapia e terapia ad onde d'urto), oppure quei pazienti che inizialmente rispondono bene ai trattamenti, ma che periodicamente sono vittime di recidiva del dolore. 

TECNICHE OBSOLETE
Il principio su cui si basano tutti gli interventi chirurgici, classici e mininvasivi, compresa la tecnica percutanea, è quello di avviare la rigenerazione del tessuto tendineo implicato, che perde di lucentezza e resistenza e viene gradualmente sostituito da un tessuto fibroso iperplastico (angiofibromatosi). Questa condizione, non l'infiammazione, è responsabile del dolore. Si comprende così perché tutte le terapie utilizzate per combattere l'infiammazione (antinfiammatori, cortisone e fisioterapie) non guariscono il gomito del tennista cronicizzato.

La chirurgia invece attiva la formazione di tessuto tendineo e di riparazione stimolando un nuovo processo infiammatorio acuto. Il tendine infatti viene aggredito con incisioni che lo fanno sanguinare abbondantemente e con il distacco parziale del tendine stesso. Di qui l'avvio dei processi di riparazione che passano attraverso una fase di intensa infiammazione con attivazione di citochine, cellule infiammatorie e produzione di nuovi vasi sanguigni e fibre tendinee sane. Superata la fase della convalescenza il tendine risanato potrà nuovamente essere sottoposto agli sforzi richiesti dallo sport (tennis compreso) o da attività lavorative intense e ripetitive. 

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