lunedì 24 settembre 2012

Cicatrici da ustione (ma non solo): nuovo rimedio con il laser a luce pulsata

È questo il risultato di uno studio pubblicato sulla rivista Dermatological Surgery che contribuisce a fare chiarezza sull’efficacia di uno dei trattamenti che negli ultimi anni ha avuto maggiore diffusione. 
Lo scopo della ricerca era trovare dati oggettivi su questa tecnica. Benché la le possibilità di sopravvivere a gravi ustioni sia molto aumentata negli ultima anni e la disponibilità di tecniche per il trattamento delle cicatrici si sia ampliato, non è ancora stato ancora individuato un protocollo che abbia dimostrato di avere benefici terapeutici rispetto ad altri, hanno spiegato gli autori.
Pertanto, molto spesso, gli specialisti si affidano al giudizio e all’esperienza personale per valutare i trattamenti.

I ricercatori hanno perciò sperimentato il trattamento laser su bambini che avevano subito ustioni così serie da richiedere il ricorso a innesti cutanei. Hanno trattato metà delle cicatrici con la modalità tradizionale, la compressione, vale a dire l’applicazione di indumenti elastici che comprimono la ferita impedendo alle cicatrici di ingrossarsi. Nell’altra metà hanno impiegato, oltre alla compressione, il laser a luce pulsata, ogni 6 settimane. La porzione di pelle trattata con il laser mostrava miglioramenti in tutti gli aspetti. La colorazione era più simile alla pelle che non aveva subito traumi, così come l’elasticità e lo spessore.
UN NUOVO METODO - I ricercatori, oltre ad aver chiarito l’efficacia del trattamento, sono convinti di aver messo a punto un metodo oggettivo per misurare i risultati ottenuti con il laser che ora può essere usato da qualunque medico. Per quanto riguarda il colore della pelle, per esempio, è stato misurato scattando fotografie digitali ad alta risoluzione e contando la percentuale di pixel rossi. «Abbiamo standardizzato ogni passo del processo», ha spiegato Bailey. «Per ogni immagine, abbiamo potuto vedere la percentuale di colorazione rossa della cicatrice, traducendo quindi le caratteristiche della pelle in numeri». «Abbiamo messo a punto un buon modo per valutare se i trattamenti stanno funzionando e quanto bene stanno funzionando», gli ha fatto eco Marty Visscher, coautrice dello studio e direttore del Cincinnati Children's Skin Sciences Program che si dice convinta che le implicazioni di questo nuovo metodo possano essere di grande impatto sulla pratica clinica. Non solo per i pazienti con gravi ustioni, ma per tutti quelli che si sottopongono ai trattamenti laser per fini estetici.

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