mercoledì 26 settembre 2012

Cercano un rimedio al cancro e trovano un modo di produrre nylon (plastica biologica)

La scoperta è dei i ricercatori del Duke Cancer Institute del North Carolina (Usa).
La notizia è apparsa su Nature Chemical Biology e riporta come alcune delle mutazioni genetiche e chimiche che sono alla base dello sviluppo di certi tipi di cancro possano essere sfruttate per usi ecologici.
«Nel nostro laboratorio abbiamo studiato i cambiamenti genetici che spingono i tessuti sani ad ammalarsi e sviluppare i tumori. L’obiettivo di questa ricerca era quello di capire come i tumori si sviluppano per progettare trattamenti migliori ma una parte delle informazioni che abbiamo ricavato in questo processo apre invece la strada a un metodo migliore per la produzione di nylon».
Come è noto, la produzione di nylon oggi è altamente inquinante. Si utilizza l’acido adipico che è ricavato da combustibili fossili (gasolio, benzina eccetera) che, a loro volta, sono inquinanti. Il processo di raffinazione rilascia fumi tossici che si ritiene siano anche coinvolti nel riscaldamento globale.
Ma qual è il parallelo tra ricerca sul cancro e produzione di nylon? Il collegamento, secondo i ricercatori, starebbe negli enzimi. La ricerca sul cancro e quella sulla produzione di sostanze chimiche pare si basi proprio sugli enzimi, i quali sono molecole in grado di convertire una sostanza chimica in un’altra.
Questi enzimi, che svolgerebbero un ruolo importante sia nei tessuti sani che in quelli cancerosi, hanno altresì un ruolo nella conversione di materia organica in materiali sintetici come, per esempio, l’acido adipico.

L’idea di base di chi studia le possibili applicazioni degli enzimi nella produzione di acido adipico ecologico è quella di convertire gli zuccheri. Tuttavia, fino a oggi, vi era un anello mancante rappresentato da un enzima chiamato “2-hydroxyadipate deidrogenasi”.
A colmare dunque questa lacuna sarebbero stati i ricercatori del Duke che, in verità e come detto, cercavano una cura per il cancro.
Nella fattispecie, il team di ricerca Duke avrebbe identificato una mutazione genetica occorsa nei glioblastomi e in altri tipi di tumori cerebrali. Questa mutazione provoca un’alterazione nella funzione di un enzima che si chiama “isocitrato deidrogenasi” (NADP+).
La mutazione, secondo i ricercatori, potrebbe rapportarsi a ciò che avviene a livello di funzioni in un enzima correlato che si trova in lieviti e batteri, il cosiddetto “homoisocitrate deidrogenasi” (isocitrato-omoisocitrato deidrogenasi). Da questo processo si verrebbe a creare l’enzima mancante, il già citato 2-hydroxyadipate deidrogenasi.

Ecco pertanto che l’osservazione di un determinato processo implicato nell’alterazione delle funzioni di un enzima trova il suo parallelo in enzimi che potrebbero essere sfruttati per la produzione a basso costo e pulita di acido adipico per la produzione del nylon.
L’ultimo scoglio da superare è quello di innescare un processo che sia in grado di produrre questo acido in grandi quantità.

«E’ eccitante sapere che il sequenziamento del genoma del cancro può aiutarci a scoprire nuove attività enzimatiche – dichiara Reitman ha detto – Anche i cambiamenti genetici che si verificano solo in alcuni pazienti potrebbero rivelare nuove utili funzioni enzimatiche che non erano evidenti prima».
Secondo il professor Hai Yan, coautore dello studio, questa scoperta conferma il ruolo fondamentale che ricopre la ricerca, la quale può anche finire per risolvere problemi apparentemente lontani. Da qui l’importanza di incoraggiare i giovani a intraprendere la via della scienza.

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