martedì 3 luglio 2012

L'impetigine nei bambini va curata subito

L'impetigine è un processo infiammatorio contagioso della pelle. È una tra le più comuni malattie cutanee e colpisce soprattutto i bambini e i giovani e si osserva più spesso in estate. La lesione elementare è una bolla, che rapidamente si trasforma in pustola e, successivamente, in crosta  questa, quando cade, scopre un’erosione superficiale, esclusivamente epidermica.
Va riconosciuta subito affinché non causi complicanze. «È causata da due batteri, loStaphylococcus aureus e lo Streptococcus pyogenes. Il primo si trova di solito nel naso, il secondo nella faringe. Talvolta questi germi diventano aggressivi e infettano la pelle, penetrandovi attraverso piccole ferite o tramite una puntura di zanzara — spiega Carlo Gelmetti, responsabile dell'Unità di dermatologia pediatrica del Policlinico di Milano —. L'infezione colpisce soprattutto i bambini perché la loro pelle è povera di sebo, di cui viene così a mancare l'azione impermeabilizzante e di barriera».
E' più frequente in estate «perché la pelle dei bambini è spesso "macerata" per il troppo caldo (e quindi sudore) o i continui bagni al mare. Non solo, l'intensa esposizione al sole in poco tempo favorisce una riduzione delle difese immunitarie della cute. Ancora, lo sfregamento continuo con la sabbia può favorire microlesioni che possono essere infettate. Basta che il bambino abbia un po’ di raffreddore o sbavi un po' perché i batteri presenti in naso e faringe possano giungere sulla cute e aggredirla. L'infezione è poi molto contagiosa tra bambini a stretto contatto tra loro».
Si riconosce perché «si presenta con bolle sierose prima limpide, poi torbide, che si trasformano in abrasioni e croste giallastre. Le bolle, che possono dare prurito, di solito appaiono prima attorno a naso e bocca. Si tratta di lesioni molto contagiose che si espandono a macchia d'olio per autoinoculazione: basta che il bambino le tocchi e poi tocchi qualche altra parte del corpo per diffondere l'infezione in altre zone. La semplice visione delle bolle da un occhio esperto consente in genere di fare la diagnosi. I sintomi iniziali possono ricordare l'Herpes delle labbra e la boccheruola da Candida che vanno quindi escluse. Lo stesso vale per la tigna del corpo e l'eczema da contatto che hanno alcune analogie con le lesioni impetiginose in fase avanzata».
Quali sono le terapie? 
«Prima si interviene minore è il rischio che la malattia si diffonda e che contagi altri bimbi. La cura è a base di antibiotici da applicare localmente 2-3 volte al giorno per una settimana. Prima di stendere la pomata bisogna rimuovere le croste con impacchi di acqua tiepida. Una volta messo l'antibiotico è meglio bendare le zone interessate o coprirle con i vestiti. Se l'infezione non è circoscritta è necessaria anche una terapia con antibiotici per bocca. Se la malattia non viene curata in modo corretto si possono avere conseguenze gravi agli organi interni. In particolare, se l'infezione è streptococcica e dura a lungo, la complicanza più temibile è la glomerulonefrite post-streptococcica con conseguente insufficienza renale. Si tratta tuttavia di un'eventualità molto rara nei Paesi occidentali».

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