venerdì 22 giugno 2012

"Apprendere" dipende da "preconcetti" sulle proprie capacità cognitive


Secondo i ricercatori coordinati da David B. Miele della Columbia University di New York (Usa), sono proprio i preconcetti sulle nostre facoltà cognitive a determinare la facilità e il tempo con cui si imparano nuove informazioni.

Nel corso della ricerca, pubblicata su Psychological Science, gli esperti hanno chiesto a 75 studenti di lingua inglese di memorizzare 54 parole indonesiane, suddivise in tre gruppi: termini “semplici” – simili all’equivalente anglosassone -, “medi” – che vi avevano un legame – e “difficili” – che vi erano totalmente differenti. In un secondo momento, hanno invitato i partecipanti a compilare un questionario diretto a valutare le loro convinzioni sulla loro capacità di apprendimento.
Al termine dell’esperimento, è emerso che soltanto i “teorici dell’entità” (come li hanno definiti gli studiosi) - ossia coloro che ritenevano di poter apprendere i vocaboli in meno tempo -, ci avevano “visto giusto”: i teorici “incrementali” – le persone convinte che avrebbero impiegato più tempo – invece, avevano sovrastimato la loro capacità di ricordare le parole difficili e sottostimato la velocità di assimilare i termini facili. Secondo gli esperti, ciò significa che possedere convinzioni differenti sulla natura dell’intelligenza può portare le persone a impressioni molto differenti sulle loro capacità di apprendimento.

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