martedì 19 giugno 2012

10 mosse contro l'obesità infantile

I bambini italiani ormai non sono più semplicemente cicciottelli, hanno virato decisamente verso l'obesità. Stando ai dati recenti del Ministero della Salute, oltre un milione di bimbi è in sovrappeso o obeso: significa che uno su tre, alle elementari, ha da pochi a molti chili di troppo (con punte che arrivano a un bimbo obeso su due in Campania). 
Un'emergenza, ma per combatterla basterebbe seguire appena dieci semplici regole, che il Network Genitori Pediatri Scuola, a cui partecipa il Ministero della Salute assieme alla Società Italiana di Pediatria e la Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale, ha raccolto nella guida «Allarme obesità, combattiamola in dieci mosse».

Il primo passo è l'allattamento al seno: protrarlo per almeno sei mesi riduce il rischio di obesità successiva. Pare che l'effetto benefico del latte materno si manifesti soprattutto grazie alla riduzione di fattori di crescita come l'IGF-1 e dell'insulina, tanto che allattare al seno pare protettivo anche nei confronti del diabete.
La seconda mossa è lo svezzamento dopo i sei mesi: la European Society of Pediatric Gastroenterology, Hepatology and Nutrition ha stabilito nel 2008 che si tratta del modo migliore per ridurre il rischio di sovrappeso, perché il latte materno è l'alimento più completo e adeguato per le necessità nutrizionali dei neonati (in ogni caso, lo svezzamento non dovrebbe mai iniziare prima di 17 settimane o dopo 26). Cruciale, quindi, controllare attentamente l'apporto di proteine specialmente nei primi due anni: i nostri bimbi ne introducono mediamente troppe e questo può facilitare l'accumulo di grasso, l'ideale sarebbe non superare i 20 grammi di formaggio (per esempio un cucchiaino di grana) e i 30 grammi di prosciutto cotto al giorno, limitando la carne a 30 grammi fino ai 12 mesi senza andare oltre i 40 grammi fra i 12 e i 24 mesi. Per non eccedere con le proteine, inoltre, se si smette di allattare è importante scegliere latti di proseguimento adattati a basso contenuto proteico e introdurre il latte vaccino non prima dei 12 mesi (meglio ancora sarebbe darlo dopo i due anni), limitandone il consumo a 300 grammi al giorno: il latte vaccino incrementa infatti la secrezione di insulina e fattori di crescita che potenziano l'appetito e sono correlati a un maggior rischio di problemi metabolici e di accumulo di grasso corporeo.
La quarta mossa anti-obesità consiste nell'evitare bevande caloriche e zuccherate come succhi di frutta, tisane, tè freddi e simili. La regola vale anche per i più grandicelli. 
La quinta regola impone di togliere il biberon entro i due anni; la sesta di non mettere i bimbi in passeggino dopo i tre anni per favorire il moto: regola purtroppo disattesa da molti, che per comodità o paura che il figlio si stanchi troppo portano in giro seduti anche bimbi di quattro o cinque anni. La settima mossa è calcolare l'indice di massa corporea prima dei sei anni, per intervenire prima che sia troppo tardi cambiando abitudini sbagliate: basta misurare peso e altezza per sapere se il bimbo ha messo su troppi chili. E siccome la sedentarietà è una delle cause principali dell'obesità, ecco che l'ottava regola raccomanda di vietare tv, videogiochi e giochi sedentari prima dei due anni, limitando poi la televisione e il computer a un massimo di otto ore alla settimana. La penultima norma, consiglia di incentivare il più possibile giochi attivi e di movimento; la decima mossa consiste infine nel preparare porzioni di cibo corrette per l'età del bambino, senza esagerare e magari aiutandosi con una "guida" fotografica per riconoscere le quantità giuste.
La guida completa, messa a punto dagli esperti della campagna «Mangiare bene conviene» sostenuta dal Ministero, sarà distribuita ai genitori dai pediatri.

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