martedì 15 maggio 2012

Progetto ERASMUS: dall'anno prossimo si estenderà a tutto il Mondo

Tempo di bilanci, ma anche di novità: dal prossimo anno il programma di scambio amplierà le sue iniziative, verrà esteso ai Paesi di tutto il mondo e si rivolgerà a nuove tipologie di studenti diventando "Erasmus for all".
Alla recente conferenza internazionale di Copenhagen gli "ambasciatori Erasmus" (66, due per ciascuno dei 33 Paesi che negli scorsi mesi hanno lavorato alla stesura del documento, ndr) hanno elaborato un "manifesto" che, in dieci punti, sancisce i risultati finora conseguiti e presenta le azioni da intraprendere in futuro per implementare il programma di scambio come "abbattere le barriere" che esistono in Europa tra i sistemi nazionali di educazione per creare uno spazio comune di formazione e incrementare i collegamenti con il mondo del lavoro ma soprattutto diventare "globale", estendendosi ai Paesi extraeuropei.

Il valore degli scambi. La Commissione Europea vuole continuare a puntare sull'Erasmus, incentivando gli scambi culturali, per migliorare le competenze e sviluppare le abilità degli studenti, come conferma il commissario europeo responsabile per l'Istruzione Androulla Vassiliou: "In questi tempi difficili le abilità acquisite grazie agli studi e ai collocamenti Erasmus sono più preziose che mai. Se avessimo avuto un budget superiore avremmo soddisfatto più richieste: per questo il nostro obiettivo è di aumentarlo per il periodo 2013/2020 e riuscire a duplicare le borse disponibili". Un'opportunità unica per la formazione e per il futuro lavorativo dei giovani europei attanagliati dalla crisi e in cerca di nuove prospettive.

Il ministro dell'Istruzione Francesco Profumo, dal canto suo, auspica la realizzazione di un "Erasmus di seconda generazione" che porti gli studenti ad avere un titolo universitario unico con doppia firma, dunque maggiormente spendibile: "Erasmus è stato un progetto importante, nato venticinque anni fa per rimediare al fatto che molti Paesi avevano un deficit di laureati e altri al contrario una sovrabbondanza. Il mercato del lavoro oggi richiede che ci sia una forma di certificazione europea delle competenze delle persone, per questo l'Erasmus del futuro deve prevedere titoli congiunti che mantengano la possibilità di fare un percorso in due Paesi, ma anche il coordinamento dei sistemi formativi: per avere davvero laureati con una dimensione europea".

Numeri, trend positivo. Nell'anno accademico 2010/2011 il programma dell'Ue ha segnato un nuovo record di adesioni, con oltre 231 mila "Erasmusiani" e un aumento complessivo dell'8,5% rispetto all'anno precedente. Le tre destinazioni più gettonate sono state la Spagna, la Francia e il Regno Unito mentre il maggior numero di studenti a partire sono stati spagnoli, francesi e tedeschi. E nella classifica delle quindici università più internazionali ci sono anche tre italiane: l'Alma Mater di Bologna (quarto posto), la Sapienza di Roma (nono) e l'Università di Firenze (dodicesimo). Gli italiani a partire, nell'anno accademico 2010/2011, sono stati più di 22 mila e come mète di studio hanno scelto soprattutto Spagna (7.547), Francia (3.338), e Germania (2.199).

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