giovedì 19 gennaio 2012

SALUTE: Epatite C, bloccare il virus riducendo il grasso epatico


Rendere inospitale il fegato all'ospite indesiderato, il virus dell'Epatite C, malattia infettiva che conta 170 milioni di persone malate. Secondo gli infettivologi della University of British Columbia l'intervento precoce resta la barriera migliore: la malattia, infatti, si può presentare senza sintomi, ritardando il momento della terapia.
Francois Jean e colleghi del Dipartimento di Microbiologia e Immunologia e direttore Scientifico del Fondo per le Malattie Infettive e della Ricerca Epidemic hanno ora scoperto - studio pubblicato su PLoS Pathogens -
che si potrebbe agire direttamente sul meccanismo con cui il virus si moltiplica, la replicazione virale, per fronteggiarne la diffusione e in sostanza anticipare la malattia.  "Quando l'Hcv infetta una persona, ha bisogno di piccole porzioni di grasso nel fegato per formare nuove particelle virali e questo processo provoca l'accumulo di grasso nel fegato e porta alla fine alla disfunzione cronica dell'organo", spiega Jean. Di qui l'idea, che in laboratorio sembra funzionare, di ridurre queste "officine" composte dai grassi del fegato in modo da rendere difficile la vita al virus, prima che la sua diffusione comporti danni irreparabili al fegato, di cui la cirrosi epatica è conseguenza nel 17% dei casi.

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