sabato 10 settembre 2011

NEONATO: DOPO DUE GIORNI HA GIA' LA RETE DEL LINGUAGGIO


Le aree cerebrali dedicate al linguaggio sono già attive nei primissimi istanti di vita. Lo dimostra un nuovo studio dell’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano pubblicato su Pnas (Proceedings of the National Academy of Sciences).
I ricercatori coordinati da Daniela Perani hanno misurato l’attivazione cerebrale dei bambini nati 1-3 giorni prima ai quali veniva fatta sentire una fiaba in tre diverse modi: con l’intonazione espressiva con cui abitualmente ci si rivolge ai bambini, “a labbra chiuse”, cioé senza parole ma lasciando intatta l‘intonazione, e infine senza intonazione.
Le neuroimmagini hanno messo in evidenza che la rete si attiva fortemente nell’emisfero sinistro con il discorso normale, è meno attiva con il discorso a labbra chiuse e non si attiva del tutto nel discorso “appiattito”, suggerendo che in questa fase il sistema di ascolto dei neonati si attiva riconoscendo la musicalità degli stimoli esterni. “Questi risultati rivelano per la prima volta la presenza di una predisposizione al linguaggio di sistemi cerebrali già alla nascita - dice Perani -. Il nostro gruppo aveva già dimostrato la presenza di una specializzazione cerebrale anche per la musica nei neonati già dai primi giorni di vita”.
La ricerca ha dimostrato anche che le connessioni funzionali e strutturali all’interno della rete neurale sono immature: ci sono forti connessioni solo tra i due emisferi cerebrali, a differenza degli adulti, in cui le connessioni importanti per il linguaggio sono soprattutto nell’emisfero sinistro, in cui c’è il predominio delle funzioni linguistiche.
“Questi sistemi per il linguaggio sono tuttavia immaturi, sia da un punto di vista anatomico sia funzionale. La connettività funzionale avviene infatti tra i due emisferi cerebrali e questa interazione di scambio potrebbe rappresentare la base per le future specializzazioni emisferiche, fino alla dominanza sinistra per le principali funzioni del linguaggio. È solo però con l’esposizione al linguaggio nel contesto ambientale e con la maturazione anatomica di tutti i fasci di connessione che questo può avvenire”. 

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