venerdì 16 settembre 2011

LA MIGLIORE PALESTRA? CAMMINARE SULLA SABBIA

E chi si alza più dall'asciugamano? Esclusa qualche partita a beach volley, due tiri a racchettoni, le parole crociate e quel libro che desideravi leggere da tutto l'inverno sembra che niente possa smuoverti dal tuo proposito di totale e completo, quasi imbarazzante, ozio. Male: non sai cosa ti perdi. Infatti la spiaggia ti offre la miglior palestra del mondo in grado ti tonificare, rilassare, migliorare l'umore e consentire un'abbronzatura più omogenea in un sol colpo. Ciò accade perché quando passeggiamo a piedi nudi sulla sabbia diamo vita ad un massaggio naturale in grado di riassorbire il sangue che ristagna a livello delle gambe e dei piedi.
In questo modo il liquido viene ridistribuito, il senso di stanchezza e pesantezza tende a scomparire, e anche l'aspetto estetico ne beneficia. 
“Le grosse aziende che producono calzature più che della salute totale del corpo è ormai da anni che si preoccupano più dell’estetica e della comodità della scarpa piuttosto che dell’importanza della postura - dice il professore Christian Francavilla, specialista in medicina dello sport, con un dottorato di ricerca posturologia clinica e docente di malattie dell’apparato locomotore presso la facoltà di scienze motorie e del benessere l’università Kore di Enna – abbiamo effettuato uno studio su una scuola calcio ed è venuto fuori che tutti i ragazzi avevano il piede piatto o cavo, con problemi alle ginocchia o di pubalgia. Ci siami resi conto che il problema erano appunto le scarpe, hanno isolato il piede dalla superficie. E questo non succede solo nello sport ma succede in questi tutti i campi della vita.  La nostra cura, quello che prescriviamo a tutti, è proprio quella di camminare sulla sabbia del mare”. La caratteristica che rende unica la sabbia, spiega il professor Francavilla, è la sua instabilità: “Camminando su di essa il piede riceve delle informazioni che non deve solo metabolizzare, ma deve dare delle risposte. E tutte queste informazioni vengono immediatamente recepite dalla colonna vertebrali, che si adatta si conseguenza. Il punto è che oggi nessuno sa più camminare o correre, per via di una serie di fattori. Una preparazione fatta in spiaggia, sulla sabbia, aiuta a sviluppare una corretta biomeccanica al nostro corpo”.  Tutto questo ovviamente non riguarda solo chi fa sport, tutt’altro: “Camminare sulla sabbia è un ottimo sistema di prevenzione verso tutta una serie di acciacchi alle articolazioni elementari e soprattutto alla colonna vertebrale”, conclude il professor Francavilla.
 Insomma, la sabbia può essere un’ottima palestra, un terreno plasmabile, morbido e perfetto anche per lo stretching. Da supini, per esempio, basta flettere una gamba e portarla al petto, mentre l'altra resta distesa lungo il suolo. Mantenete la posizione per 30 secondi e non sforzate troppo se sentite dolore.
Diverso, ma non troppo, il discorso bagnasciuga, dove la sabbia è un po’ più “dura” e bagnata. Invaso da bambini armati di secchiello e paletta e se utilizzato per una bella passeggiata rassoda gambe, glutei, e addome. Il tutto senza contare che è un vero toccasana per la circolazione: con soli trenta minuti al giorno ad un ritmo sostenuto, senza mai arrivare alla corsa, cuore e sistema vascolare saranno correttamente stimolati. Meglio ancora se alterni battigia e acqua fino alla vita ad intervalli regolari continuando a camminare. In questo modo non solo attiverai i glutei, ma il passaggio dal freddo ala caldo e viceversa favorirà la circolazione linfatica combattendo il gonfiore e qualche eventuale inestetismo della cellulite particolarmente resistente.  Siete ancora convinti che andare in spiaggia serva solo a rilassarsi, dunque?

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