venerdì 8 luglio 2011

FARMACI: RECORD NEL CONSUMO PER BAMBINI E ANZIANI

"Cresce il consumo dei medicinali, non con macroscopiche variazioni da un anno all'altro, ma dal 2000 ad oggi è assai visibile": così spiega Roberto Raschetti, curatore dell'Istituto Superiore di Sanità del Rapporto per il 2010 sull'uso dei medicinali in Italia. I bambini e gli anziani sono le categorie che consumano più farmaci in assoluto.

In media ogni cittadino italiano ha consumato farmaci per 434 euro (420 euro nel 2009); ogni mille abitanti sono state prese 952 dosi di farmaco al giorno (erano 580 nel 2000 e 926 nel 2009) e 30 confezioni ogni cittadino acquistate nelle farmacie (erano 28 nel 2005).
Tra i minori, otto su dieci ricevono in un anno almeno una prescrizione, in particolare gli antibiotici e antiasmatici. Un italiano over75 consuma, in media, farmaci per un costo 13 volte maggiore di una persona compresa tra i 25 e i 34 anni; gli over 65 assorbono il 60 per cento della spesa (il totale per i medicinali, rimborsati dal Ssn o acquistati di tasca propria, è di oltre 26 miliardi di euro nel 2010, erano 15,6 nel duemila) e delle dosi giornaliere di farmaco. Sono le prime "istantanee", presentate stamani a Roma all'Istituto Superiore di Sanità del Rapporto dell'Osservatorio impiego dei medicinali, per merito di Iss e Agenzia italiana del farmaco, Aifa. Si tratta di un lavoro ampio e indipendente sul fronte della spesa farmaceutica, che darebbe molti spunti di riflessioni sulla politica sanitaria e il corretto utilizzo dei medicinali, ma troppo spesso (come accade in Italia) non adeguatamente valorizzato.

CARDIOVASCOLARI I PIU' UTILIZZATI - Con oltre 5 miliardi di euro sono i farmaci del sistema cardiovascolare i più utilizzati (stessa cifra dell'anno precedente), per il 93% rimborsati dal servizio sanitario. Le statine restano il sottogruppo a maggior spesa. Seguono i gastrointestinali (12,9% della spesa complessiva), sistema nervoso centrale (12,7%), antineoplastici (12,6%: quasi esclusivamente erogati dalle strutture pubbliche. Su questa spesa si potrebbe fare di più, "i nuovi farmaci con prezzi altissimi a volte non sono giustificati rispetto al rapporto costo-efficacia"). A maggior spesa privata sono i farmaci per il sistema nervoso centrale ("le benzodiazepine  in primis: a pagamento ma con ricetta. Si potrebbe fare di più per una corretta informazione", sostiene Raschetti), i dermatologici, i farmaci del sistema genito-urinario ed ormoni sessuali e dell'apparato muscolo-scheletrico. Rispetto al 2009, aumento di dosi prescritte per i gastrointestinali (+6,7%), ma soprattutto per gli antidolorifici, sia per il dolore neuropatico (+15%) che per gli oppioidi maggiori (+19%), e anche per gli omega 3 anticolesterolo (+12,2%)

LA HIT DEI MEDICINALI -
 L'ace inibitore Ramipril (antipertensivo) resta la sostanza più prescritta (51 dosi al giorno ogni mille abitanti), seguito dall'acido acetilsalicilico (usato come antiaggregante: 43 dosi al giorno), l'amlodipina (antipertensivo, calcioantagonista: 28 dosi al giorno sempre ogni mille abitanti). Cresce la quota dei farmaci generici-equivalenti, i medicinali che hanno il brevetto scaduto: ormai un farmaco su due è un generico. I medicinali a maggiore spesa sono gli antineoplastici ed immunomodulatori (46,3 euro pro capite, +14% rispetto al 2009), gli antimicrobici per uso sistemico (22,3 euro pro capite) e gli ematologici (18 euro). In particolare sono gli anticorpo monoclonali ad uso onco-ematologico ad avere la spesa più elevata (9,4 euro pro capite) seguiti dagli inibitori del Tnf alfa, immunosoppressori per malattie autoimmunitarie e poi gli antivirali anti-Hiv

Le donne hanno un consumo del 10 per cento più alto rispetto agli uomini, soprattutto nell'uso degli antidepressivi, negli antianemici e nei bisfosfonati (osteoporosi). Otto bambini su dieci ricevono nel corso dell'anno almeno una prescrizione di farmaci (soprattutto antibiotici e antiasmatici). L'intera popolazione anziana (over65) risulta aver avuto almeno una prescrizione di farmaci in un anno.

Gennaio e maggio sono i mesi che  fanno registrare il picco delle prescrizioni; agosto ne segnala il limite inferiore. Emergono vari interrogativi sulle differenze della spesa per assistito: perché negli antidiabetici si registrano 35,8 dosi al giorno ogni mille abitanti a Bolzano mentre in Sicilia si arriva a 71,8? Le dosi giornaliere nei cardiovascolari oscilla tra le 512,2 dell'Umbria e le 328,9 di Bolzano, e i farmaci per l'ipertensione e scompenso hanno un costante aumento dal 2002. Le linee guida nell'utilizzo di sartani o ace inibitori sembrano non essere affatto rispettate, e sia metanalisi pubblicate da autorevoli riviste che i confronti europei, oltre a dubbi sull'efficacia (per esempio sulla memantina nell'Alzheimer) potrebbero portare a molte considerazioni e revisioni nella pratica clinica. La variabilità regionale nella spesa e il numero di prescrizioni non è "spiegabile solo sulla base di possibili differenti condizioni di salute delle popolazioni residenti... vi sono ragioni di tipo strutturale (l'offerta e l'organizzazione dei servizi) e questioni che si ricollegano al tema dell'appropriatezza di trattamento", scrivono i curatori del Rapporto. Il fatto è che lo segnalano da anni e nulla succede per invertire la rotta! 

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