giovedì 7 luglio 2011

ALZHEIMER: UNA PROTEINA PRESENTE NEL LIQUIDO CEREBROSPINALE SCOVA LA MALATTIA UNA VOLTA SU CINQUE


Identificata una proteina che permetterebbe di diagnosticare più precocemente e con maggior affidabilità l'insorgenza del morbo di Alzheimer in soggetti affetti da decadimento cognitivo lieve (o MCI, dall'inglese Mild Cognitive Impairment): ad individuarla sono stati i ricercatori della Technical University di Monaco (Germania).
Gli studiosi hanno analizzato la concentrazione di proteine associate all'Alzheimer nel fluido cerebrospinale di 58 pazienti affetti da decadimento cognitivo lieve, un disturbo della memoria che nel 15% dei casi predice la comparsa del morbo.
Dopo tre anni 21 di questi pazienti hanno sviluppato la malattia e hanno mostrato livelli significativamente più elevati di sAPPbeta(soluble amyloid precursor protein beta, pari a 1,2 nanogrammi per millilitro, contro i 932 nanogrammi per millilitro di chi non mostrava segni di Alzheimer conclamato): “la proteina sAPPbeta offre una misura delle prime fasi critiche nella produzione delle placche amiloidi – spiega Robert Perneczky, autore principale dello studio – e, quindi, fornisce informazioni più accurate sul processo fondamentale che porta allo sviluppo della malattia”. Secondo gli autori tenendo conto dell'età, dei livelli di sAPPbeta e delle quantità di tau (proteina associata ai danni cerebrali) è possibile stimare con una sicurezza dell'80% se un individuo affetto da MCI svilupperà l'Alzheimer.

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