mercoledì 20 luglio 2011

IN USA PORZIONI TROPPO GRANDI: IL CONSUMO DI CALORIE AUMENTA DEL 30% IN 30 ANNI

Il consumo medio di calorie giornaliere è aumentato, negli Stati Uniti, di quasi un terzo negli ultimi 30 anni. Ciò è quanto sostengono i ricercatori della University of North Carolina (Usa) in uno studio pubblicato su Plos Medicine, da cui emerge che i peggiori nemici del mantenimento della linea sarebbero l'aumento delle porzioni dei cibi e la maggiore frequenza con cui si tende, al giorno d'oggi, a lasciarsi andare a snack e spuntini spezza-fame.

GLI UOMONI SENTONO MEGLIO; E' "L'ISTINTO DEL CACCIATORE"

Uno studio pubblicato su Cortex ha messo in evidenza che gli uomini hanno anche maggiori abilità uditive. Nello specifico, mentre i rappresentanti di entrambi i sessi sono in grado, ottenendo quasi gli stessi risultati, di identificare un suono e di stabilirne la fonte, la localizzazione di un singolo suono in un ambiente rumoroso viene invece molto più facile ai rappresentati del cosiddetto «sesso forte».

giovedì 14 luglio 2011

DAGLI USA, CONSIGLI PER GRIGLIATE SALUTARI

Il barbecue mette allegria, e i cibi alla griglia paiono sempre un po' più buoni del solito. Peccato però che questo tipo di cottura può aumentare il rischio di tumori al colon-retto. Succede perché spesso e volentieri sulla griglia finisce la carne rossa, uno dei massimi imputati per questo tipo di cancro; ma anche perché il barbecue spesso “bruciacchia” i cibi provocando la formazione di composti tossici.

3 ORE DI SOLE AL GIORNO CONTRASTANO IL RISCHIO CANCRO AL SENO


Almeno tre ore al giorno esposte alla luce del sole e il rischio di cancro al seno diminuisce fino al 50% grazie a un aumento della vitamina D nella pelle. Ad annunciarlo è uno studio pubblicato dall'American Journal of Epidemiology in cui Laura Anderson del Cancer Care Ontario (Toronto, Canada) e le sue colleghe hanno dimostrato che, indipendentemente dall'introduzione di vitamina D con l'alimentazione, a qualsiasi età il sole diminuisce il rischio di tumore mammario.

mercoledì 13 luglio 2011

L'ESSERE SODDISFATTI PROTEGGE IL CUORE


Mentre depressione e ansia rappresentato reali fattori di rischio per lo sviluppo di patologie di natura cardiovascolare, per chi è soddisfatto a livello lavorativo, familiare, sessuale e personale ci sarebbe un rischio del 13% più basso di sviluppare queste malattie. Ad affermarlo uno studio condotto su 8 mila britannici di 49 anni di età e pubblicato sull' European Heart Journal.

lunedì 11 luglio 2011

GLICEMIA: SE "BALLERINA" IL CUORE DEL PAZIENTE DIABETICO SI AFFATICA DI PIU'


Le “montagne russe” del glucosio nel sangue fanno male, e parecchio, al cuore. E' stato appena dimostrato per la prima volta al mondo da uno studio italiano, condotto da ricercatori dell'università di Tor Vergata di Roma su una trentina di diabetici di tipo due che le oscillazioni della glicemia aumenterebbero la probabilità di alterazioni della funzione del ventricolo sinistro del cuore segnando così l'ingresso nell'anticamera dello scompenso cardiaco, che si ha quando il ventricolo sinistro si dilata, si “sfianca” e non riesce a pompare più a dovere il sangue in circolo.

SALUTE: PROTEGGIAMO I CIBI DAL CALDO

Il rischio di tossinfezioni alimentari aumenta con le alte temperature
( favorevoli alla moltiplicazione dei batteri). L'estate rappresenta la stagione in cui si verificano il maggior numero di occasioni per consumare fuori cibi portati da casa (un picnic, o in spiaggia, per esempio) ed il più frequente ricorso a piatti freddi come insalate di pasta e di riso, che non subiscono l’azione di bonifica del calore quando il piatto viene ben riscaldato prima del consumo. Allora, quali precauzioni adottare?

SCONFIGGERE IL DIABETE DI TIPO 2: SI PUO'

OTTO SETTIMANE di dieta rigida a 600 calorie al giorno permette di sconfiggere il diabete di tipo 2 riducendo sia i livelli di grassi nel pancreas che nel fegato. Lo dimostra uno studio dei ricercatori dell'Università di Newcastle (Regno Unito), pubblicato sulla rivista Diabetologia.
La ricerca ha coinvolto 11 pazienti affetti da diabete 2 da non più di quattro anni. Dopo una settimana di una dieta rigida, costituita solo da liquidi e vegetali privi di amido, i livelli di zuccheri nel sangue erano tornati nella norma e i livelli di grassi pancreatici erano passati dall'8 al 6%. A tre mesi dall'inizio della dieta, sette di questi pazienti non presentavano più nessun sintomo del diabete. “L'efficacia dipende da quanto il paziente è suscettibile al diabete” spiega Ee Lin Lim, coautrice dello studio, che aggiunge: “E' facile prendere una pillola, ma è più difficile cambiare il proprio stile di vita”. Secondo Roy Taylor, autore principale dello studio, ci sarebbero «speranze anche per pazienti che soffrono di diabete da più di quattro anni». Ora rimane da chiarire se la guarigione può essere considerata definitiva.

STRESS E APPETITO: LA "GRELINA" DECIDE COSA METTERE NEL PIATTO

Tutta colpa della grelina, ormone rilasciato dall'apparato gastrointestinale in risposta al senso di fame i cui livelli aumentano anche in condizioni di stress cronico. I ricercatori del Southwestern Medical Center dell'Università del Texas (Dallas, Stati Uniti) hanno descritto come sono giunti a questa conclusione in un articolo pubblicato sul Journal of Clinical Investigation.

venerdì 8 luglio 2011

CUORE INFARTUATO: ARRIVA "TIMOSINA BETA4", NUOVO FARMACO PER RIPARARLO


Un farmaco in grado di aiutare un cuore infartuato a ripararsi autonomamente producendo nuove cellule cardiache. Ciò è quanto emerge da uno studio pubblicato su Nature da ricercatori dell'University College London (Regno Unito) guidati da Paul Riley.
Il nuovo composto, Timosina beta 4 (Tbeta4), è stato iniettato tutti i giorni, per una settimana, in topi cui è stato successivamente indotto un infarto. I ricercatori hanno poi dimostrato che in due settimane le cellule inizialmente dislocate sulla superficie esterna del cuore si sono spostate al suo interno, concentrandosi intorno al sito dell'infarto.

FARMACI: RECORD NEL CONSUMO PER BAMBINI E ANZIANI

"Cresce il consumo dei medicinali, non con macroscopiche variazioni da un anno all'altro, ma dal 2000 ad oggi è assai visibile": così spiega Roberto Raschetti, curatore dell'Istituto Superiore di Sanità del Rapporto per il 2010 sull'uso dei medicinali in Italia. I bambini e gli anziani sono le categorie che consumano più farmaci in assoluto.

GLI AEREI HANNO INFLUENZA SUL CLIMA: PIOVE E NEVICA DI PIU'

Ad indagare il rapporto fra il traffico aereo e l'aumento delle precipitazioni è un nuovo studio pubblicato su Science, che sostiene questo: volando attraverso le nuvole, i velivoli - sia grandi jet commerciali che piccoli aerei - creano al loro interno buchi o veri e propri canali, col risultato di incidere in modo diretto sulla caduta di pioggia e neve.

ARTRITE REUMATOIDE: UNA PROTEINA SPIEGA I CASI PIU' COMPLESSI

Scoperte le cellule responsabili dei casi più gravi di artrite reumatoide. La scoperta, firmata da ricercatori della Facoltà di Medicina dell’Università Cattolica di Roma, ha dimostrato che le cellule colpevoli sono linfociti B “duri a morire” che, resistendo tantissimo alle cure standard, riescono a operare un danno molto più consistente alle articolazioni. L'artrite reumatoide è una malattia infiammatoria cronica che colpisce in particolare le articolazioni, ma spesso coinvolge cute, occhi, polmoni, cuore, reni e peggiora progressivamente se non si interviene subito. Provoca dolore e gonfiore a mani, piedi, dita, ginocchia, gomiti e collo.

FORD: I SEDILI DELL'AUTO PROTEGGONO IL CUORE

Messo a punto dagli ingegneri Ford un sedile in grado di misurare e tenere sotto controllo il battito cardiaco del guidatore: sviluppato dall’European Research Centre di Aachen, in Germania, in collaborazione con il Rheinisch-Westfälische Technische Hochschule (RWTH), il centro di ricerche dell’Università di Aachen, il sedile «ECG» (elettrocardiogramma) utilizza degli speciali sensori per monitorare l’attività cardiaca del guidatore senza necessità di contatto con la pelle.

I CIBI GRASSI CAUSANO DIPENDENZA E LA CAUSA SONO GLI ENDOCANNABINOIDI

I grassi presenti nelle patatine e in altri alimenti confezionati e non, scatenano la produzione nell'intestino degli endocannabinoidi - sostanze simili ai composti chimici presenti nella marijuana - che rendono tali cibi irresistibili scatenanando l'ingordigia. La scoperta è del gruppo di ricercatori di Daniele Piomelli e Nicholas DiPatrizio dell'Università della California di Irvine (Stati Uniti), che hanno pubblicato il loro studio sulla rivista Proceeding of The National Academy of Sciences (Pnas).

giovedì 7 luglio 2011

SVELATO IL GIOCO DELL'ALCOL


L'alcol interagisce con alcune proteine cerebrali tramite specifiche interazioni con aminoacidi presenti nella loro struttura, in modo riconducibile a quello con cui agiscono le droghe. A giungere a questa conclusione sono gli esperti riunitisi al congresso annuale della Research Society on Alcoholism di San Antonio (Stati Uniti). Per anni si è pensato che l'alcol agisse dissolvendo le membrane dei neuroni, ma «ora ci sono forti evidenze dell'esistenza di proteine bersaglio». Rebecca Howard dell'Università del Texas (Stati Uniti) ha spiegato che «uno dei maggiori problemi nello studio del legame tra l'alcol e le proteine cerebrali è che ha una bassa affinità di legame con i residui aminoacidici delle proteine in questione».

CCL2: L'INTERRUTTORE DELLE METASTASI AL SENO


La formazione di metastasi del tumore al seno potrebbe essere bloccata inibendo CCL2, molecola prodotta dalle cellule tumorali e da quelle del sistema immunitario coinvolte nella diffusione del cancro. Lo suggeriscono dalle pagine di Nature i ricercatori dell'Albert Einstein College of Medicine di New York e dell'Ortho Biotech Oncology R&D di Radnor (Stati Uniti). Gli autori dello studio hanno dimostrato che quando le cellule tumorali, trasportate dal sangue, «invadono» nuove parti del corpo producono CCL2, che attiva le cellule del sistema immunitario che controllano i processi infiammatori.

IL COMPORTAMENTO DELLE DONNE, NEI CONFRONTI DELL'UOMO, CAMBIA A SECONDA DELLA FASE DEL CICLO MESTRUALE


Durante l'ovulazione la donna è più prevenuta nei confronti degli uomini. Carlos David Navarrete, coordinatore della ricerca, ha precisato che la diffidenza femminile è maggiore quando la donna percepisce l'uomo pericoloso dal punto di vista fisico. I pregiudizi delle donne rifletterebbero l'evoluzione di un sistema psicologico che, in passato, serviva loro per difendersi dalle aggressioni sessuali, soprattutto nei momenti di maggior rischio, cioè quando sono fertili. In questo modo le donne si difenderebbero dagli uomini che rappresentano il rischio maggiore per la loro scelta riproduttiva.

SALUTE: IL SUCCO DI BARBABIETOLA AUMENTA LE PRESTAZIONI SPORTIVE

Grazie ai nitrati che costituiscono la bevanda, essa sarebbe in grado di migliorare le performance atletiche. È quanto sostiene uno studio pubblicato su Medicine and Science in Sports and Exercise dai ricercatori dell'Università di Exeter (Regno Unito). La ricerca è stata condotta su un gruppo di nove ciclisti professionisti cronometrati mentre percorrevano 4 e 16 km in bicicletta. Le due distanze sono state fatte loro percorrere due volte: una prima volta dopo aver fatto loro consumare mezzo litro di succo di barbabietola al naturale, e una seconda dopo aver fatto loro bere lo stesso succo «depurato» dei nitrati. Durante le gare ciclistiche simulate sono state cronometrate le velocità, il tempo di percorrenza e la potenza misurata in watt:

"INTERNET-DIPENDENZA": AUMENTA IL RISCHIO DEPRESSIONE


La dipendenza da internet potrebbe essere associata allo sviluppo di disturbi depressivi. È quanto emerge da uno studio pubblicato su BMC Medicine dai ricercatori del Seattle Children's Research Institute di Seattle (Usa), coordinati da Dimitri Christakis, secondo cui l'uso eccessivo del web potrebbe, in alcuni soggetti, aumentare il rischio di depressione.
Nella ricerca gli studiosi hanno sottoposto 224 studenti universitari ad un test diretto a valutare sia la dipendenza dal web, sia l'eventuale relazione tra l'uso delle nuove tecnologie e i disturbi dell'umore. Al termine dell'esperimento è emersa una significativa associazione tra l'uso eccessivo di internet e lo sviluppo - da moderato a grave - dei sintomi depressivi.
 “Dal momento che internet è ormai parte integrante della vita delle nuove generazioni, è comprensibile che molti si preoccupino degli effetti di una eventuale dipendenza 'dalla rete'. E, dato il considerevole ricorso al web, gli studenti universitari sono chiaramente a rischio".   

ALZHEIMER: UNA PROTEINA PRESENTE NEL LIQUIDO CEREBROSPINALE SCOVA LA MALATTIA UNA VOLTA SU CINQUE


Identificata una proteina che permetterebbe di diagnosticare più precocemente e con maggior affidabilità l'insorgenza del morbo di Alzheimer in soggetti affetti da decadimento cognitivo lieve (o MCI, dall'inglese Mild Cognitive Impairment): ad individuarla sono stati i ricercatori della Technical University di Monaco (Germania).
Gli studiosi hanno analizzato la concentrazione di proteine associate all'Alzheimer nel fluido cerebrospinale di 58 pazienti affetti da decadimento cognitivo lieve, un disturbo della memoria che nel 15% dei casi predice la comparsa del morbo.