domenica 29 maggio 2011

TROVATA LA FORMULA PER PREDIRE IL PARTO GEMELLARE

Dall'aspetto dell'embrione è possibile valutare le probabilità di gravidanza e sapere se questa sarà gemellare. Tutto merito di una formula matematica che, analizzando cinque parametri, consente un calcolo predittivo con un'attendibilità che supera il 90 per cento. La ricerca è stata illustrata da Alberto Revelli, responsabile del centro Procreazione assistita dell'università di Torino.
"Siamo partiti con la valutazione morfologica degli embrioni", spiega, "attraverso la loro visione al microscopio e attenendoci a cinque variabili:

numero di cellule a 48 ore dallo sviluppo, presenza o meno del nucleo al loro interno, regolarità delle dimensioni, se è rispettata la disposizione simmetrica a quadrifoglio e, infine, se ci sono anche cellule frammentate". Gli embrioni studiati con questi criteri, erano stati trasferiti due a due nell'utero di circa 3000 donne. Di queste, 700 hanno rivelato una gravidanza gemellare che ha confermato l'attecchimento di entrambi gli embrioni, mentre per circa 1500 l'impianto non ha dato esito. Continua Revelli, "abbiamo confrontato le cinque variabili embrionali che hanno permesso l'attecchimento con le stesse variabili negli embrioni che, invece, non ce l'hanno fatta.
Il risultato è stato la formula matematica che, con dei correttivi, permette di stimare con precisione il potenziale che ogni embrione ha di dar origine a una gestazione. La formula? Basta inserire le cinque variabili in un'equazione matematica per ottenere le probabilità di attecchimento".
Il vantaggio per le coppie che si sono affidate alla procreazione assistita per mettere al mondo un figlio è notevole: potranno conoscere la reale probabilità di successo e anche prevedere se, in base alla struttura degli embrioni da impiantare, nasceranno due gemelli. "Il software infatti", aggiunge lo specialista, "permette di trasferire nell'utero, in casi favorevoli, anche un solo embrione, e di azzerare la possibilità di una gravidanza gemellare. Prima dell'introduzione di questo strumento era impensabile prevedere la potenzialità di concepimento". La formula matematica è già stata applicata in quattro cliniche scandinave.
"La stimolazione ovarica controllata", aggiunge Guido Ragni, presidente della Federazione delle società della riproduzione, "mira a terapie sempre più personalizzate. E oggi è possibile classificare le pazienti in tre categorie: normo, poor e iperresponders. A questo punto diventa semplice mettere a punto trattamenti idonei a ciascuna paziente".

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