giovedì 5 maggio 2011

I RAGAZZI DI OGGI DEPRESSI GIA' A VENTI ANNI



Oggi già a 20 o 30 anni si cominciano a fare i conti con scelte di vita che scatenano un autentico panico e mandano in cortocircuito le nostre sicurezze. Risultato: ansia da prestazione (professionale), senso di soffocamento e, nei casi più gravi, perfino depressione. Insomma, tutti i sintomi del disagio tipico dei 40-50enni e che, non a caso, gli esperti della Greenwich University hanno definito “crisi del quarto di vita”: un fenomeno che è assai più comune di quanto si potrebbe pensare. «Adesso si è molto più liberi di fare dei cambiamenti all’inizio dell’età adulta rispetto a quanto succedeva in passato – spiegano all’annuale conferenza della British Psychological Society – perché c’è una maggior fluidità nel mondo del lavoro, nel matrimonio o nelle alternative allo stesso e questa fluidità fa sì che i grandi cambiamenti della vita siano più accettabili. Nel passato, se cambiamento doveva esserci, questo avveniva nel periodo della mezza età. Oggi, invece, si va in crisi molto prima e le cause sono da individuare nella ricerca frenetica di un lavoro, nella necessità di fare soldi e avere successo in fretta e nell’ansia di voler soddisfare le aspettative dei genitori». In altre parole, i giovani di oggi vogliono tutto e subito, non accontentandosi più di una vita mediocre e convenzionale e l’idea di “poter ricominciare daccapo” dà loro un senso di libertà, come hanno confermato le 50 persone fra i 25 e i 35 anni intervistate da Robinson per la sua ricerca. Ma c’è una buona notizia: coloro, infatti, che hanno sofferto della “crisi del quarto di vita” non patiranno poi le ansie e le inquietudini della mezza età, perché le loro scelte di vita “post crisi” sono assolutamente più sane di quelle fatte in precedenza e che li avevano mandati in tilt. «Oggi, i 20enni possono fare almeno cinque lavori prima di arrivare ai 35 anni – ha detto al Daily Mail il professor Cary Cooper, psicologo della Lancaster University – ma tutte queste possibilità di scelta rischiano di renderli insicuri. Solo coloro che hanno un’attitudine imprenditoriale e sono più flessibili riescono ad emergere, mentre gli altri vanno in difficoltà».

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