mercoledì 6 aprile 2011

TUMORE AL SENO, LA SVOLTA DELLE NANOTECNOLOGIE

Grazie a microparticelle di albumina, evitano il ricorso a chemioterapie «pesanti»

Le nanotecnologie sono il futuro delle terapie contro il cancro. La possibilità di produrre particelle centinaia di volte più piccole di una cellula e di arrivare laddove i farmaci tradizionali non possono. Nei prossimi anni assisteremo alla scoperta di soluzioni sempre più sofisticate che permetteranno di accerchiare forme tumorali oggi considerate se non imbattibili comunque ostinate e capaci di compromettere la qualità di vita di una persona. E’ il caso del carcinoma metastatico della mammella che colpisce la donna duramente dal punto di vista fisico e psicologico, obbligandola al peso di cure difficili da sostenere.
L’ultima novità è la prima nano chemioterapia bersaglio, frutto dell’ingegneria genetica. Sono state create micro particelle di albumina che funzionano da navicelle per trasportare al centro della cellula malata un chemioterapico già noto, il paclitaxel, uno dei tassani utilizzati nel carcinoma al seno con metastasi. La nano terapia offre diversi vantaggi tra cui l'evitare il ricorso a chemioterapie «pesanti» che contengono sostanze (i solventi) legate a sgradevoli effetti collaterali (allergie); comporta una somministrazione più facile e breve (mezz’ora anziché tre ore di flebo) e soprattutto è più efficace e allunga la sopravvivenza media. Insomma, una rivoluzione nei day hospital di oncologia.
 «Non c’è bisogno di preparare la donna con premedicazione – spiega Francesco Cognetti, Istituto Regina Elena, Roma – Dopo l’infusione potrà tornare a casa da sola perché non risentirà degli effetti negativi dei farmaci tradizionali. Sul piano psicologico è un notevole alleggerimento». L’albumina è una specie di passe partout. Un veicolo naturale, che si insinua in ogni parte del nostro corpo come ospite naturale. Per ora questa nano chemioterapia è stata approvata come seconda linea nel carcinoma al seno metastatico ma è già stata avviata la sperimentazione per poterla prescrivere in fasi della malattia precoci e in altri tipi di tumori.
RISULTATI INCORAGGIANTI - I risultati sono molto incoraggianti. In seconda linea la terapia ha una percentuale di risposta doppia. Negli ultimissimi anni il modo di aggredire il tumore del seno, principale causa di mortalità nella popolazione femminile, è cambiato. Non si pensa soltanto alla sopravvivenza, ad allontanare la persona dalla prospettiva della sconfitta. Di pari passo ci si preoccupa di come supererà questo rischio e come saranno dal punto di vista qualitativo i mesi, gli anni rubati alla malattia. Si pensa alla vita in famiglia della donna, al suo ruolo di moglie e madre, alla sua integrità fisica e morale. Chirurgia e terapie stanno seguendo un’unica direzione. La parola d’ordine oggi non è «salvare» ma «rispettare».

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