martedì 19 aprile 2011

SALUTE: A DIETA CON LO SMARTPHONE

L'idea è giapponese, notoriamente magri come acciughe ma, pure loro, stanno cedendo alle mode e agli stili di vita occidentali e sempre più spesso si trovano a fare i conti con la bilancia. Così a un'azienda che dipende dal colosso delle telecomunicazioni Nippon Telegraph and Telephone Corporation è venuta l'idea di aiutare i connazionali a non cedere di fronte a piatti troppo calorici usando il telefonino.
APPLICAZIONE - Gli esperti dell'azienda hanno messo a punto un'applicazione per smartphone molto semplice ma, a detta loro, efficace per riconoscere cibi troppo grassi e pericolosi per la linea.
L'applicazione consente, dopo aver fotografato il piatto, di contarne le calorie senza dover introdurre nulla, né il nome degli ingredienti né le loro quantità. Gli strumenti esistenti fino ad adesso avevano bisogno di un minimo di "colloquio" con l'utente: in Italia, ad esempio, esiste un programma per cellulari fatto apposta per chi ha il diabete e deve contare i carboidrati, ma bisogna scegliere da un database qual'è il piatto che più si avvicina al proprio. Il prodotto giapponese invece fa tutto da solo attingendo a un archivio di circa 100mila cibi diversi immagazzinato nei server della compagnia telefonica. Pure la porzione viene valutata e le calorie aggiustate di conseguenza. Il punto di forza dell'applicazione è la sua facilità d'uso: basta davvero un clic e in pochi secondi si ha il risultato. C'è di più: l'applicazione suggerisce gli esercizi da fare per bruciare le calorie del piatto che ci si appresta a mangiare e consente anche di scambiare dati e menu con gli amici: stare a dieta in compagnia pare aiuti a rafforzare la volontà e perdere chili, se non altro perché ci si sente meno soli ad affrontare mini porzioni e insalate scondite. Senza contare l'effetto-gara sulla cui efficacia giurano i giapponesi (se l'amica a dieta è riuscita a non scendere sotto le 1.500 calorie, come minimo dobbiamo riuscirci anche noi). Ancora l'applicazione non è disponibile in commercio, a gennaio sarà possibile scaricare dalla rete una versione gratuita di prova, che sarà perciò modificata man mano che sarà impiegata nella realtà. «Finora abbiamo avuto riscontri entusiasti, ma dobbiamo migliorare l'applicazione. Per esempio ampliando il database: l'app funziona benissimo coi cibi che i giapponesi mangiano spesso, è meno precisa con altri», fanno sapere dall'azienda produttrice. Di certo non è un neo da poco, se volessimo usarla dalle nostre parti: a meno di non voler abbandonare pasta e pizza per sushi e tempura, prima di sbarcare in Italia i giapponesi dovranno aggiungere nel database un bel po' di piatti occidentali.

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