martedì 19 aprile 2011

RICERCA: NITROGLICERINA NO PER LE BOMBE, SI PER LE OSSA FRAGILI

Densità ossea aumentata del 6-7% per cento su colonna vertebrale, anca e collo del femore

La nitroglicerina ( nota per le sue proprietà esplosive) è in realtà già usata per la cura di diverse malattie quali angina e insufficienza cardiaca. Adesso uno studio pubblicato condotto da un gruppo di medici diretti da Sophie Jamal, dell’Università di Toronto (Canada), sostiene che potrebbe essere utile anche contro l’osteoporosi.
 La ricerca ha verificato l’efficacia di una pomata contenente il principio attivo su 126 donne di circa 60 anni, che l’hanno applicata quotidianamente per due anni. Al termine di tale periodo, la loro densità ossea era aumentata del sei-sette per cento su colonna vertebrale, anca e collo del femore, mentre l’attività di alcuni enzimi legati al riassorbimento dell’osso indicava che questo processo, che contribuisce a indebolire lo scheletro, era fortemente rallentato.
«Il meccanismo attraverso cui la nitroglicerina stimola la formazione dell’osso e ne limita il riassorbimento non è conosciuto, si è però visto che l’aggiunta di ossido di azoto (il gas rilasciato dalla nitroglicerina) a cellule dell’osso coltivate in vitro limita le attività legate al riassorbimento e stimola la proliferazione». Diversi elementi suggeriscono però di considerare lo studio con cautela; in primo luogo, gli effetti collaterali: oltre un terzo delle donne che hanno usato la pomata, infatti, ha accusato mal di testa nel primo mese di trattamento. Inoltre, le 126 donne che sono giunte al termine dei due anni previsti sono solo una parte di quelle che i ricercatori avevano coinvolto inizialmente: ben 104, infatti, hanno gettato la spugna prima, proprio per i forti mal di testa causati dalla nitroglicerina.
Infine, va verificato che all’aumento della densità ossea corrisponda a un calo reale delle fratture legate all’osteoporosi, che rappresentano l’evento che le terapie dovrebbero evitare. Come osserva in un editoriale di commento Sundeep Khosla, esperto di patologia dell’osso della Mayo Clinic di Rochester (Usa), «occorre allestire una ricerca che coinvolga un numero maggiore di donne e che misuri l’eventuale riduzione del numero di fratture a seguito del trattamento con pomate alla nitroglicerina. Se uno studio così pensato dimostrasse l’efficacia del rimedio, allora i medici avrebbero a disposizione una terapia nuova e poco costosa per l’osteoporosi». In effetti, la nitroglicerina, disponibile anche come generico, potrebbe rappresentare un’alternativa ai farmaci usati per combattere l’osteoporosi, che sono piuttosto cari e la ricerca di terapie meno costose è importante perché, come scrivono gli autori dello studio: «Le fratture legate all’osteoporosi stanno aumentando in tutto il mondo, parallelamente all’incremento dell’età media della popolazione».

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