domenica 10 aprile 2011

OTTO ORE SEDUTI E IL CUORE RISCHIA IL DOPPIO: ARRIVA L'AUTO-TEST PER LA PREVENZIONE

E' noto ad ognuno di noi che la vita sedentaria sia un rischio per il cuore e oggi gli esperti della Società italiana per la prevenzione cardiovascolare (Siprec) rilanciano e aggiungono che il rischio per il cuore scatta dopo sei ore passate seduti alla scrivania, quando la probabilità di andare incontro a infarto e ictus aumenta di circa il 20% negli uomini e del 40% nelle donne. 
Per i cardiologi, riuniti in congresso fino al 2 aprile a Genova, è già un problema che gli italiani siano pigri, ma se a questo si aggiunge che il 42% dei lavoratori - quasi 15 milioni di persone - è costretto a passare almeno otto ore al computer, la situazione è ancora più grave: la probabilità di andare incontro a un evento cardiovascolare, nell'arco di dieci anni, aumenta addirittura del 70% nelle donne e del 50% negli uomini. 
"Le evidenze scientifiche pubblicate nell'ultimo anno non lasciano dubbi - dice Massimo Volpe, presidente della Siprec - la vita sedentaria è un rischio per il cuore. Se a questo si aggiunge che spesso si mangia male, il quadro generale peggiora. Commettiamo troppi peccati di gola, trascuriamo la dieta mediterranea e gli alimenti cardine di una sana alimentazione. Pochissimi sanno davvero giudicare la salubrità di un alimento, molti si nutrono in modo disorganizzato". Il 95 per cento, continua l'esperto, dichiara che il pranzo è il pasto più importante, ma poi l'80 per cento sceglie una pasta molto condita accompagnata dal pane. Un italiano su due mangia carne magra, ma c'è un buon 20 per cento che sceglie carni grasse più volte alla settimana; il 45 per cento consuma formaggi come minimo tre volte alla settimana. Uno su tre, poi, mangia pesce appena una volta alla settimana, mentre andrebbe consumato almeno due, tre volte.

"Dobbiamo modificare le nostre abitudini - dice il cardiologo - e renderci conto che la salute del cuore si costruisce mattone dopo mattone, proprio come una casa. Sia il medico che il paziente possono imparare a fare prevenzione". Proprio per questo dal congresso i cardiologi lanciano un'iniziativa: due questionari, uno dedicato ai cittadini e uno pensato per i medici, in grado di identificare in pochissimi minuti i soggetti più a rischio.

I questionari saranno presto a disposizione negli ambulatori dei medici di base e consistono entrambi in dieci semplici domande, che vanno dall'età al consumo di cibi grassi e calorici, dalla familiarità per malattie cardiovascolari allo stress in famiglia o sul lavoro. Le dieci domande rivolte ai medici, invece, sono una sorta di scheda di valutazione, di veloce promemoria da tenere presente quando in ambulatorio si ha di fronte un paziente. "La consapevolezza del rischio - dice Massimo Volpe - speriamo aiuti il soggetto a rivolgersi a un cardiologo, a intervenire per tempo, non quando anche i costi della malattia sono più alti".

La vita sedentaria e un regime dietetico scorretto però non sono le uniche minacce serie per il cuore. Per questo il questionario invita anche a tenere sotto controllo glicemia, colesterolo e trigliceridi. Soltanto tre italiani su dieci, invece, hanno questi valori "normali". Il dato emerge dallo studio Borderline, illustrato al congresso di Genova, che ha analizzato 837 assistiti di 53 medici di base di tutta Italia. Ogni medico ha fornito i dati dei primi 20 pazienti ambulatoriali arrivati in studio nel giugno 2009. "Dalla valutazione dei valori di pressione, colesterolo, trigliceridi e glicemia raccolti emerge un quadro sconfortante: il 25-30 per cento dei partecipanti è borderline per la maggioranza di questi parametri. Il problema è che superare il limite è molto facile e soprattutto avviene senza che il soggetto ne abbia consapevolezza".

E sono proprio questi soggetti "al limite", quelli che troppo spesso provano un falso senso di sicurezza, che vanno considerati potenzialmente a rischio, che devono fare un "esame di coscienza" e tenere sempre sotto controllo il peso, la pressione, il colesterolo "cattivo", il colesterolo "buono", i trigliceridi e la glicemia.

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