martedì 26 aprile 2011

MALARIA: L'OMS MODIFICA LE LINEE GUIDA

OMS: raccomandato l'uso del derivato dell'artemisia ( artesunato ) al posto della chinina
Nuove prospettive nella cura della malaria. L'Organizzazione mondiale della Sanità (Oms) ha appena pubblicato la revisione delle linee guida nella cura della malattia. Medici senza frontiere, l'organizzazione non governativa premio Nobel per la pace nel 1999, calcola che questo cambiamento potrebbe "salvare 200 mila vite ogni anno".
La malaria è una malattia, portata dalle zanzare e causata da un parassita, che uccide 800mila persone l'anno, di cui duemila bambini. Unicef Italia ha recentemente segnalato che il 90% dei decessi si verifica in Africa, dove la malattia causa circa un sesto di tutte le morti infantili, invitando a donare una zanzariera antimalaria: "Abbiamo misure efficaci per combattere questa malattia mortale - ha sottolineato Anthony Lake, direttore generale dell'Unicef - : dobbiamo usarle per salvare vite". L'uso di zanzariere trattate con insetticidi riduce la mortalità infantile globale fino al 20%.
Nel suo nuovo rapporto, "Making the Switch", Medici senza frontiere esorta i governi africani a recepire le nuove direttive dell'Oms e a sostituire la meno efficace chinina con l'artesunato.
 "Quando i bambini affetti da malaria complicata arrivano in clinica, spesso soffrono di convulsioni, vomitano e rischiano uno choc, perciò dobbiamo garantire loro un trattamento efficace e rapido", ha dichiarato Veronique De Clerck, coordinatore medico di Msf in Uganda. La chinina deve essere somministrata tre volte al giorno attraverso una lenta infusione endovenosa che può durare anche quattro ore, un trattamento oneroso sia per i pazienti che per il personale medico. L'artesunato, al contrario, può essere somministrato al paziente in soli quattro minuti, tramite un'iniezione intravenosa o intramuscolare. Una sperimentazione eseguita a fine 2010, segnala l'ong, ha rilevato che l'impiego di artesunato per curare bambini affetti da forme gravi di malaria, riduce di un quarto il rischio di decesso. Esiste però un problema di costi aggiuntivi, l'artesunato, infatti, costa tre volte di più.
La ricerca - Nuove strategie antimalariche si affacciano comunque all'orizzonte. Ricercatori europei (coinvolti laboratori di 12 paesi, compresa l'Italia) hanno dimostrato che il parassita che provoca la malattia agisce su alcuni enzimi, le chinasi, sfruttandole a proprio beneficio; tali enzimi, fra l'altro, sono attivi anche nella crescita delle cellule tumorali. Trattando i globuli rossi con farmaci che inibiscono le chinasi, i ricercatori sono riusciti a bloccare il parassita. Esistono già antitumorali che agiscono sulle chinasi, ma hanno effetti collaterali tossici per periodi prolungati (cosa che non avverrebbe per la malaria).

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