mercoledì 20 aprile 2011

IL CIOCCOLATO AIUTA CUORE, CERVELLO E STRESS


Theobroma cacao, nutrimento celeste fin dal nome (theos, che è dio e broma, nutrimento). Grandi quantità di antiossidanti, flavonoidi, catechine, procianidine e, non ultimo, sostanze chimiche che provocano una lieve euforia stimolando la produzione nel cervello di oppiacei naturali.
"È una specie di pillola del buonumore - premette Laura Rossi, ricercatrice Inran, l'istituto nazionale di ricerca per gli alimenti e la nutrizione - poiché stimola i recettori serotoninergici che regalano una sensazione di benessere. Inoltre gratifica e piace a tutti, ed è per questo che, pur avendo un profilo nutrizionale non desiderabile, lo si concede a piccole dosi. Tre quadretti, circa 30 grammi, con un panino piccolo da 50 grammi, sono una buona merenda per i bambini, perché i grassi del cioccolato sono compensati dal pane. Detto questo, non è un alimento salutistico, e non si può mangiarlo pensando ai benefici in termini di antiossidanti e di prevenzione. Le molecole protettive, come gli antiossidanti, dobbiamo cercarli in frutta e verdura, non in una matrice alimentare che apporta quasi il 50 per cento di grassi saturi".
Da una serie non indifferenti di studi scientifici è stato dimostrato come 40 grammi di fondente al giorno per due settimane riducono i livelli dell'ormone dello stress in persone altamente tese. Una meta-analisi condotta dall'università di Adelaide, in Australia, ha concluso che il fondente funziona più del placebo nell'abbassare la pressione riducendo anche l'ipertensione. Conclusione confermata da uno studio italiano (Medicina interna dell'università dell'Aquila) pubblicato sul Journal of Nutrition. E altri studi sono arrivati a ipotizzare effetti benefici sulla salute cardiovascolare: per esempio, l'alto contenuto polifenolico del cacao ha un impatto favorevole sull'endotelio vascolare e i suoi effetti antiossidanti possono influenzare direttamente l'insulinoresistenza.
Ovvio che si tende a mettere anche in guardia dai possibili effetti dietetici, considerata l'alta densità energetica del cioccolato, ma per i cioccodipendenti c'è anche una ricerca che giustifica chi non riesce davvero a farne a meno. Per la prima volta, infatti, è stato dimostrato che alcune persone sono "programmate" per amare il cioccolato. Niente meno che un imprinting biochimico, che ha a che fare con il nostro sistema metabolico e che potrebbe essere "misurato" in un prossimo futuro da appositi test su sangue e urine.

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