lunedì 11 aprile 2011

GLI ULTRASUONI CHE AGGIUSTANO LE FRATTURE DELLE OSSA

Le onde acustiche pulsate a bassa intensità servono a riparare le fratture che tardano a guarire

Per saldare le ossa rotte che tardano a riaggiustarsi in tempi ragionevoli possono tornare utili gli ultrasuoni pulsati a bassa intensità, una terapia non invasiva che ha ricevuto l’approvazione del National Institute for Health and Clinical Excellence (un’organizzazione del sistema sanitario inglese). L’ente britannico ha comunicato lo scorso dicembre che esistono ormai prove concrete per dire che questa tecnologia è sicura ed efficace, in particolare nei casi di fratture definite dagli esperti "non-union", che tardano a consolidarsi. Gli ultrasuoni pulsati a bassa intensità possono dunque essere suggeriti dai medici come terapia a quei pazienti ritenuti adatti a riceverla dopo averli adeguatamente informati e averne raccolto il consenso.
Una commissione di esperti del NICE, prima di promuovere a pieni titoli la terapia, ha esaminato studi e casi in cui questa è stata applicata per un totale di 1.900 pazienti. I dati danno prova di efficacia e sicurezza degli ultrasuoni nei casi di fratture recenti e non consolidate. In alcuni studi il ricorso a questa procedura riduceva del 34 per cento il tempo di guarigione rispetto al gruppo di controllo, mentre in una serie di casi clinici registrati, circa 1.300, la percentuale di guarigione era mediamente dell’89 per cento. In tutti gli studi analizzati, inoltre, l’utilizzo di ultrasuoni pulsati non aveva provocato effetti collaterali di rilievo.
Gli ultrasuoni, onde acustiche ad alta frequenza, agiscono stimolando la crescita e l’attività delle cellule responsabili della formazione dell’osso, a livello della rottura. In questo modo accelerano il processo di risanamento.
 La terapia presa in esame dal NICE consiste, in pratica, nel posizionare una sonda, generatrice delle onde in questione, sulla pelle in corrispondenza della lesione ossea. La durata del trattamento, che può essere fatto anche a domicilio, è di circa 20 minuti al giorno e, per arrivare a completa guarigione, il tempo stimato va delle poche settimane a qualche mese. L'FDA ha approvato già dal 1994 l’impiego degli ultrasuoni pulsati a bassa intensità per riparare le fratture recenti, successivamente nel 2000 la pratica è stata estesa anche alle fratture non-union. Quest’ultima definizione, secondo l’ente statunitense, comprende tutte quelle rotture ossee che non guariscono entro 6 mesi dal trauma. Il mancato consolidamento della frattura può essere dovuto a un’infezione o a un’inadeguata attivazione del processo di riparazione dell’osso per via dell’età del paziente o della presenza di malattie come un’osteoporosi locale. Tutto ciò potrebbe quindi richiedere ulteriori e più complessi interventi medici a danno della qualità della vita del paziente e della funzionalità dell’arto coinvolto nella lesione, nonché un costo oneroso per il sistema sanitario. Il NICE riconosce dunque negli ultrasuoni pulsati a bassa intensità una valida opzione, efficace e non invasiva nella terapia di questi traumi e fornisce, su questa procedura, un serie di linee guida ricca di informazioni che aiutano il paziente, insieme col medico, a decidere consapevolmente se avvalersene o meno.

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