giovedì 21 aprile 2011

DALLE FOGNATURE LE MAPPE DELLA DROGA


Il consumo di stupefacenti si vede dalle acque reflue: in Australia prevale l'ecstasy, da noi la cocaina

Il carattere di una città, si vede dai suoi rifiuti e dalle acque di scarico o almeno se ne intuiscono perfettamente i consumi. La droga negli ultimi anni è diventato uno dei soggetti più analizzati a partire dalle reti fognarie delle grandi metropoli tanto che nel 2009 anche le Nazioni Unite dedicarono ai consumi europei un rapporto a partire dalle acque grigie. Solo tre anni fa Milano fu giudicata a partire dal suo consumo di cocaina, alto al sabato, e di eroina, prediletta in settimana. L'anno scorso fu la volta delle fognature di Parigi: tanta cocaina, anche lì, e un po' meno clienti per le pasticche di ecstasy. Ora è la volta di Adelaide, Australia.
 L'Università di Adelaide è l'ultima in ordine temporale ad aver analizzato le acque reflue della città. Il professor Chang Chen, a capo dello studio, evidenzia soprattutto la differenza tra la quieta settimana e il week-end, quando la tossicodipendenza si scatena arrivando a quintuplicare la presenza di metanfetamine negli scarichi, e decretare un aumento d'uso di una di queste, la MDMA (ovvero estasy e prodotti analoghi) del 30 per cento. Più tiepida la preferenza australiana per la cocaina, regina incontrastata delle scelte europee. Qui invece i consumi sono molto bassi e non cambiano tra i giorni lavorativi e quelli di festa.
Parigi piuttosto, come anche Londra e Milano, predilige lo sballo a base di cocaina. Una ricerca dell'università di Parigi-Sud, datata 2010, confermava quello che i ricercatori australiani hanno appena dichiarato. Più che ecstasy e metanfetamine, al venerdì e al sabato sera la rete di acque reflue della città risultavano dense di residui di cocaina.

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