sabato 23 aprile 2011

ANTINFIAMMATORI: SE ASSUNTI, SCONSIGLIATA L'ESPOSIZIONE AL SOLE

Il ketoprofene e tutti gli altri antinfiammatori (FANS) hanno la proprietà di indurre fototossicità, infatti, quando questi vengono applicati sulla pelle ( lo stesso vale anche se assunti per via orale o per iniezione) e poi questa viene esposta al sole, si può avere una violenta reazione fototossica con comparsa di arrossamento e bruciore, fino alla formazione di grosse bolle simili a quelle delle ustioni provocate dal calore. Questa reazione è scatenata dai raggi ultravioletti, sia del sole sia delle lampade UV.

E' quindi sempre raccomandabile non esporsi al sole e ai raggi delle lampade abbronzanti durante i trattamenti con questi farmaci. L'antinfiammatorio in crema o comunque da spalmare sulle distorsioni oppure nelle zone di dolore neuromuscolare, viene assorbito dalle cellule della pelle, ma difficilmente può raggiungere l'articolazione o il muscolo, che stanno molto in profondità. I vasi sanguigni e linfatici drenano il farmaco non appena quest'ultimo passa oltre l'epidermide, cioè il primo strato della pelle: difficilmente, dunque, l'antinfiammatorio può arrivare nei tessuti bersaglio dell'infiammazione. Se si vogliono utilizzare questi prodotti è bene ricordare di coprire accuratamente la zona d'applicazione con garze e bende, ed è inoltre certamente raccomandabile astenersi poi dall'esposizione al sole.
Quando invece la reazione di fototossicità è già avvenuta, ossia quando - in seguito all'applicazione dell'antinfiammatorio e l'esposizione alla luce - si è sviluppata una violenta reazione infiammatoria (magari anche con la presenza di bolle piene di liquido), il rimedio migliore è l'applicazione di un impacco freddo di soluzione di permanganato di potassio allo 0.025%. Si tratta di un antisettico ad azione astringente, che aiuta a lenire il bruciore e a guarire prontamente. In mancanza di permanganato di potassio, si può applicare il più comodo gel astringente al cloruro d'alluminio. In entrambi i casi occorre comunque tenere lontana dalla luce, per circa una settimana, la porzione di cute che ha avuto la reazione di fototossicità.

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