martedì 30 novembre 2010

ADDIO CARTELLA CLINICA: IN CORSIA E' ARRIVATO L'iPad

iPad in corsia al Policlinico Gemelli
 si potrà dire addio alla cartella clinica, agli appunti presi a mano durante le visite in reparto: l'iPad comincia ad essere usato in alcuni ospedali italiani e potrebbe mandare in pensione la carta essendo un valido sostituto nell'aggiornamento della la storia clinica dei pazienti, dal ricovero alle dimissioni. Tra questi il Policlinico Agostino Gemelli di Roma, dove da alcuni mesi è partito in alcuni reparti, il progetto "SiPad": per il momento agli operatori sanitari ne sono stati consegnati 20. Grazie alla GESI (Gestione Sistemi per l'Informatica), partner del Gemelli, l’iPad è stato integrato nel sistema sanitario del Policlinico per affiancarsi ai dispositivi esistenti.
iPad in corsia al Policlinico Gemelli
iPad in corsia al Policlinico Gemelli
CICLO DEL RICOVERO - Nell'ospedale dell'Università Cattolica, dove si registrano oltre 35mila accessi al sistema informatico ogni ora, sono già informatizzati il ciclo del ricovero, dalla lista di attesa all’accettazione, alla degenza e alla dimissione, la prenotazione e programmazione delle prestazioni ambulatoriali, la gestione delle impegnative e della cassa, la richiesta, programmazione ed esecuzione delle prestazioni ai pazienti ricoverati, le attività infermieristiche in reparto (consegne, gestione letti, peso assistenziale), la gestione dei referti, firmati con firma digitale e inviati ai reparti, la gestione filmless delle immagini radiologiche e la visualizzazione dai reparti, le attività dei laboratori, della radiologia e delle sale operatorie, la gestione del rischio clinico, con il braccialetto identificativo per ogni paziente in modo da evitare il rischio di errori di persona; il prelievo personalizzato con l’identificazione del paziente e della provetta; la gestione delle cartelle cliniche (anamnesi, diario clinico, lettera di dimissione, referti specialistici). Ma "SiPad" vuole andare oltre, dotando i medici di dispositivi mobili per leggere e aggiornarne la cartella clinica in tempo reale durante le visite in reparto.
I VANTAGGI - «Per ora stiamo usando l’iPad nel giro-visite, al letto del paziente, solo per leggere tutti i dati clinici del malato - spiega Filippo Crea, direttore del Dipartimento di medicina cardiovascolare -; possiamo vedere riportato sotto forma di grafico l’andamento temporale delle sue analisi del sangue, ausilio molto comodo per esempio quando è necessario monitorare parametri che variano rapidamente nel tempo, come gli enzimi di necrosi cardiaca». L’obiettivo a breve termine è usare l’iPad anche per inserire nuovi dati nella cartella clinica elettronica e per guardare referti come lastre o risonanze. I vantaggi? Addio alle pagine fuori posto in cartella clinica, alla difficoltà a interpretare la scrittura di un collega, ai ritardi nella notifica di una richiesta di prestazione e quindi all'aumento della durata (e dei costi) della degenza. I reparti coinvolti nel progetto sono cardiologia, medicina d'urgenza, ginecologia, centro di medicina dell'invecchiamento, microbiologia, medicina interna, endocrinologia, chirurgia. Ma l’idea è di estenderlo a tutti. In futuro, conclude Crea, sarà più facile lo scambio di opinioni e informazioni tra colleghi e i "consulti virtuali" tra medici di diversi dipartimenti.
Niguarda: una visita cardiologica per via telematica (Liverani)
Niguarda: una visita cardiologica per via telematica (Liverani)
MEDICI IN AZIENDA - Anche la Lombardia si muove in direzione dell'ospedale tecnologico. Dopo il San Gerardo di Monza, tocca al Niguarda di Milano che ha avviato due progetti per visitare i dipendenti delle aziende senza che debbano muoversi dall'ufficio e arrivare alle cartelle cliniche touch. Si chiamano "Healthpresence" e "iClinic": il primo, sviluppato con Cisco, permette a un medico di visitare i pazienti a distanza grazie a un sistema di videoconferenza ad alta definizione. I primi a testarlo saranno 80 dipendenti della società di networking, per «il primo progetto in Europa di prevenzione da remoto in azienda», come spiegano i responsabili. I volontari saranno sottoposti a un elettrocardiogramma, all'auscultazione di cuore e polmoni e a una visita cardiologica completa. In azienda è allestita una sala visita con un infermiere, mentre dal Niguarda sarà collegato in videoconferenza un cardiologo. I referti saranno inviati ai pazienti entro tre giorni. Il secondo progetto, quello della cartella clinica elettronica caricata su iPad, prevede che i medici possano accedere a tutti i dati di un malato, dagli esami diagnostici alle immagini radiologiche e delle Tac. La soluzione, elaborata da Connexxa, «garantisce un elevato grado di sicurezza - dicono i realizzatori - grazie all'utilizzo della tecnologia Rfid», basata sugli impulsi a radiofrequenza. Per tre mesi saranno sperimentati cinque iPad, poi il sistema verrà esteso a tutto il blocco sud del Niguarda (450 posti letto) con 70 tablet, ma l'obiettivo è di coprire l'intero l'ospedale. «Si tratta di due iniziative innovative e complesse che nascono in un grande ospedale pubblico - ha detto il presidente lombardo Roberto Formigoni -. Sono progetti che la Regione persegue da tempo: siamo i primi in Europa perché per primi abbiamo scommesso sulle nuove tecnologie e sull'alleanza pubblico-privato».

SALUTE: RADIOFREQUENZE CONTRO L'IPERTENSIONE

Un'alternativa quando i medicinali non fanno effetto.
La metodica è stata ben tollerata e la riduzione della pressione si manteneva dopo sei mesi dal trattamento


Semplice, anzi Symplicity. Chi soffre di un'ipertensione "resistente" ai farmaci, può ora ricorrere a un mini-intervento chirurgico sul rene, ancora sperimentale, ma molto promettente.
Lo dimostrano i dati di uno studio appena pubblicato sulla rivista Lancet, chiamato appunto The Symplicity Trial, dal nome del catetere usato. La procedura richiede meno di un'ora: consiste nell'introdurre, attraverso la cute, questo speciale catetere nell'arteria femorale e di spingerlo fino a quella renale, dove "libera" onde a radiofrequenza (IL METODO). L'obiettivo è distruggere le fibre nervose del sistema nervoso simpatico che circondano l'arteria e che giocano un ruolo importante nella regolazione della pressione: interferiscono, infatti, con la produzione di renina (un enzima che attiva una serie di reazioni a loro volta coinvolte nei processi che generano ipertensione) e con l'eliminazione del sodio da parte del rene.
Difficoltà da alta pressione
Lo studio, coordinato da un'équipe australiana e condotto in 19 centri sparsi non solo in Australia, ma anche in Europa e negli Stati Uniti, ha coinvolto un centinaio di pazienti: la metà è stata sottoposta all'intervento, l'altra metà no. E la differenza si è vista: nel primo caso la pressione, in una buona percentuale di pazienti, si è ridotta di 32 (la sistolica) e di 12 (la diastolica) millimetri di mercurio (classicamente la pressione si misurava con apparecchi che utilizzavano il mercurio e da questi si è mutuato il parametro di riferimento), nel secondo i valori non si sono modificati. Non solo: la metodica è stata ben tollerata e la riduzione della pressione rimaneva tale anche dopo sei mesi dal trattamento: tanto, infatti, è durato lo studio, ma secondo l'azienda che produce il catetere, l'effetto si mantiene almeno per due anni. L'alternativa "chirurgica" agli anti-ipertensivi sembra, dunque, funzionare, ma che cosa significa ipertensione "resistente" ai farmaci?
«Gli ipertesi "resistenti" ai farmaci e quindi potenziali candidati alla nuova cura sono quei pazienti che, pur seguendo una terapia con almeno tre antipertensivi, compreso un diuretico, non riescono a riportare la pressione entro i limiti della normalità. Cioè: sotto i 140 mm di mercurio la pressione diastolica (la cosiddetta massima) e sotto gli 90 la pressione sistolica (la minima). Valori che cambiano se il paziente è diabetico, nefropatico, ha già avuto un problema cerebrovascolare (tipo ictus) o cardiaco (tipo infarto o angina): allora è opportuno ridurre la pressione ancora di più: 130/135 per la massima e 80/85 per la minima». I "resistenti veri" alle cure vanno distinti da altri pazienti ipertesi che non tengono sotto controllo la pressione. «Una buona percentuale di ipertesi sa di esserlo, ma non assume con regolarità i farmaci prescritti dal medico. Di tutti i casi di ipertensione soltanto il 25-30 per cento è tenuto sotto controllo, gli altri non lo sono». Poi ci sono i "falsi" ipertesi. Quelli da errori tecnici, come gli obesi, per esempio: se la loro la pressione viene misurata con un manicotto normale, i valori possono risultare più elevati. Altro capitolo: gli ipertesi da camice bianco. Sono coloro che, di fronte al medico, si "agitano" e vanno incontro a sbalzi di pressione. Da non dimenticare, infine, gli ipertesi da liquirizia e da farmaci (come i cortisonici o gli antinfiammatori non steroidei o la pillola contraccettiva): in questi casi si dovrebbe evitarne l'assunzione.

FITNESS: LE TENDENZE DEL 2011

Meno «muscoli» a ogni costo, più benessere e ginnastica prescritta dal medico

Che cosa andrà di moda nelle palestre nel 2011? Ce lo dice l’American College of Sport Medicine, massima autorità mondiale in fatto di fisiologia e clinica dell’esercizio fisico: sulla base di questionari inviati, in tutti i continenti, a oltre 2mila esperti (tra allenatori, ricercatori universitari, medici sportivi, produttori di macchine per le palestre) ha stilato la classifica delle attività sportive destinate ad aver maggior successo. Gli esperti prevedono una mezza rivoluzione: dalla classifica internazionale delle attività più amate dovrebbe uscire il Pilates (ma non in Italia), calare gli affezionati di lezioni con il personal trainer (e c’era da aspettarselo, vista la crisi), nonché gli appassionati di macchine per "farsi i muscoli" e di fitness "funzionale", nonostante sia considerato fondamentale per recuperare, appunto, la funzionalità dei muscoli nella vita quotidiana. Ci si attende, invece, una crescita dei programmi di fitness dedicati agli anziani (e anche questo era prevedibile), e su "prescrizione" medica in generale; aumenteranno anche le iscrizioni ai corsi di yoga (bisogno di relax?) e soprattutto i programmi legati al mondo del lavoro: dalle palestre in azienda, al diffondersi di "incentivi" per i lavoratori diposti a fare un po’ di moto. Incentivi non necessariamente economici: potrebbe trattarsi del permesso di uscire un’ora prima dal lavoro un paio di volte alla settimana per frequentare una palestra. Quello che resta immutato rispetto agli anni scorsi è invece, affermano sempre all’American College of Sport Medicine, la richiesta di personale preparato.
FITNESS E MEDICINA - Il rapporto tra fitness e medicina è, però, a doppio senso: se da un lato, infatti, servono controlli medici prima di affrontare la palestra, dall’altro la palestra serve ai medici come strumento di prevenzione e cura. Per questo si prevede che aumenteranno i programmi per perdere peso (ma non tra i bambini) e le prescrizioni mediche di attività fisica, nell’ottica, peraltro, della campagna "Exercise is medicine" lanciata dall’American College of Sport Medicine. Il ritratto del futuro fitness, fatto dalla ricerca americana coglie in pieno anche la realtà italiana? In buona parte sì, ma non del tutto. «Da noi ( in Italia ) il cambiamento più sensibile è legato alle motivazioni per cui si fa attività fisica. Qualche anno fa si andava in palestra solo per ragioni estetiche, oggi ci si vuole anche divertire, rilassare e si punta a sciogliere le tensioni accumulate durante la giornata».  In Italia c’è, in più, un forte desiderio di evasione, che faccia bene allo spirito oltre che al corpo. Ecco perché hanno successo tutte le iniziative che uniscono attività fisica, musica e colore, come i corsi di burlesque o di musical». Inoltre, sebbene risultino escluse dalla classifica internazionale, da noi hanno un grande successo - secondo gli esperti italiani - tutte le forme di combattimento, dalla boxe, praticata anche senza il contatto diretto (che produce grandi benefici cardiovascolari), alle arti marziali, pure, o modificate secondo diverse esigenze, mirate per esempio alla difesa personale delle donne, o integrate tra loro. «Nella classifica internazionale mantiene una buona posizione lo yoga- A Milano, come a New York o a Los Angeles, funziona soprattutto nelle varianti che prevedono più movimento. Allo stesso modo è stato modificato anche il Pilates, una delle tendenze uscite dalla classifica internazionale del gradimento, ma che in Italia non conosce declino, soprattutto nella forma chiamata dainami, che unisce respirazione yoga, Pilates e altre forme di ginnastica, nell’esecuzione di movimenti circolari. Ma a fare la parte del leone nel nostro Paese è e sarà il running: non sarà una tendenza riconosciuta a livello mondiale, ma, anche grazie alla promozione di alcuni appassionati famosi, come Linus e Gianni Morandi, basta passare per un parco la sera o la mattina presto per rendersi conto che la "febbre della maratona" è ormai un’epidemia.

COME SCUOTERE I NEURONI COLPITI DA ICTUS

Uno studio pubblicato su "Nature" dimostra che, nei topi, un farmaco già noto riesce a limitare il danno provocato dall'improvvisa mancanza di sangue al cervello


L’ictus per il cervello è una sorta di catastrofe. E come accade dopo una sciagura naturale, per limitare i danni e tornare al più presto alla normalità, è importante che i sopravvissuti si riprendano dallo choc iniziale e comincino il prima possibile a rimboccarsi le maniche. Per le cellule cerebrali è lo stesso: quelle circostanti la zona più duramente colpita, anche senza soccombere, restano in una sorta di stordimento che impedisce loro di riprendere in mano le redini della situazione. Uno studio appena pubblicato su Nature ha dimostrato che alla base di questa scarsa reattività c’è l’accumulo di una sostanza che inibisce la trasmissione dell’impulso nervoso, il GABA (acido gamma ammino butirrico), e che con un farmaco capace di bloccarla il recupero dopo l’ictus può essere più completo e veloce.
Va detto che la ricerca di Thomas Carmichael e dei suoi colleghi dell’Università della California è stata condotta su un modello animale in laboratorio e che i suoi risultati non possono quindi essere trasferiti agli esseri umani prima che siano effettuati tutti gli studi clinici necessari. Ma le sue conclusioni sono così interessanti che verranno presto sperimentate anche nell’uomo. Quando i ricercatori hanno indotto artificialmente un ictus, bloccando l’afflusso di sangue di un’arteria del cervello nei topi, hanno osservato che intorno alla parte necrotica si trovava una grande quantità di GABA, che inibiva i neuroni circostanti. «Da tempo molti studiosi hanno concentrato la loro attenzione sulle aree adiacenti a quelle più colpite dall’evento - spiega Carmichael -. Per i neuroni morti, infatti, non c’è più niente da fare, ma è importante recuperare quelli che, pur sofferenti, sono ancora vivi. Tocca a loro supplire alle funzioni irrimediabilmente perse nella zona dell'ictus, modificandosi e stabilendo nuove connessioni nervose». La zona del cervello che viene colpita da un ictus subisce infatti un danno irreversibile: a causa dell’interruzione del flusso sanguigno, i neuroni che si trovano a valle dell’ostacolo non ricevono più nutrimento e nell’arco di pochi minuti muoiono. Ma la qualità più importante del cervello, vale a dire la sua estrema plasticità, può cercare di ripristinare per quanto è possibile lo stato fisiologico precedente al danno. «L’eccesso di GABA nei neuroni circostanti impedisce l’organizzazione di questa reazione di emergenza - prosegue il ricercatore californiano -. Per questo abbiamo provato a somministrare agli animali un farmaco già noto e utilizzato per inibire specificamente la funzione del GABA». Il tentativo ha funzionato: gli animali trattati recuperavano le loro funzioni motorie in maniera migliore e più veloce rispetto ai topi che non avevano ricevuto il farmaco.
LE PROSPETTIVE - Uno degli aspetti più interessanti dell’approccio terapeutico proposto dai ricercatori californiani è la tempistica dell’intervento. L’unica arma oggi a disposizione dei medici per ridurre i danni di un ictus è infatti la trombolisi, cioè la somministrazione di sostanze che sciolgano il trombo, ma questo provvedimento può servire solo se condotto nelle prime quattro ore e mezza, che sono quindi cruciali per le prospettive di vita del malato. «L’inibitore del GABA, invece, dato subito, peggiorava addirittura la situazione - precisa Carmichael -, probabilmente perché la sostanza interferisce con una reazione naturale mirata a evitare un’eccessiva eccitazione nervosa». «L’effetto positivo sul recupero motorio si osservava invece quando il farmaco veniva somministrato pochi giorni dopo l'ictus» conclude il ricercatore. Se la strategia si confermerà efficace anche nell’uomo, ciò significa che il fattore tempo finalmente non condizionerà più gli esiti dell’evento.

IL BAMBINO SOFFRE RIPETUTAMENTE DI MAL DI PANCIA? IL PROBLEMA POTREBBE ESSERE IL FRUTTOSIO

Il suo cattivo assorbimento può essere causa di ricorrenti dolori addominali

A segnalarlo è uno studio presentato all'ultimo congresso dell'American College of Gastroenterology. Ricercatori del Mary Bridge Children's Hospital and Health Center,hanno esaminato 245 bambini e ragazzi, fra i 2 e i 18 anni di età, che lamentavano inspiegabili dolori addominali cronici, associati a stipsi, gonfiore e diarrea. Gli studiosi hanno fatto ingerire a questi pazienti una quantità stabilita di fruttosio e mediante un particolare esame (il test del respiro) hanno scoperto che il 54% dei giovanissimi aveva problemi di malassorbimento di questo zucchero. I medici hanno prescritto, quindi, una dieta a basso contenuto di fruttosio e già dopo tre mesi il mal di pancia era sparito nel 68% dei casi.
Ma quando il fruttosio diventa un'insidia? «Il problema — spiega Salvatore Cucchiara, direttore dell'Unità di gastroenterologia pediatrica del policlinico Umberto I di Roma — nasce dal cattivo funzionamento della molecola che trasporta il fruttosio all'interno delle cellule che rivestono l'intestino. Se lo zucchero non viene completamente assorbito, rimane nel canale intestinale e va incontro a fermentazione: si producono così idrogeno (rilevato dal test del respiro), acidi grassi e altre sostanze che causano gonfiore, diarrea e meteorismo». «Premesso che il consumo di fruttosio è molto più basso in Europa che negli Usa, dove questo zucchero (sotto forma di sciroppo di mais ad alto contenuto di fruttosio) è spesso utilizzato al posto del saccarosio per dolcificare le bibite, bisogna anche considerare che eventuali problemi di malassorbimento dipendono non solo dalla quantità di fruttosio, ma ancor più dal fatto che sia assunto da solo. Il problema, viene molto ridimensionato quando il fruttosio è accompagnato da pari quantità di glucosio, che ne facilita l’assorbimento». «Poiché il saccarosio, il comune zucchero da cucina, è costituito in ugual misura da fruttosio e da glucosio, in genere non rappresenta un problema (a meno che non si ecceda), mentre potrebbero esserlo gli alimenti e le bevande che contengono solo fruttosio (usato come dolcificante, e quindi dichiarato in etichetta), oppure i cibi che contengono più fruttosio che glucosio, come certi frutti, quali mele e pere, o quelli che contengono fruttosio in quantità particolarmente elevate, come la frutta essiccata e i succhi di frutta concentrati. È evidente, comunque, che, specie se si parla di frutta e verdura, bisogna evitare restrizioni inutili, identificando gli alimenti che possono creare problemi e le quantità che possono essere ben tollerate».

SALUTE: L'OBESITA' SI COMBATTE A COLAZIONE

Chi non fa una corretta colazione è tre volte più soggetto a sovrappeso e obesità. Lo rileva una ricerca della Scuola di specializzazione in pediatria dell'Università di Parma sulle abitudini alimentari dei bambini in età scolare.
Chi non fa la colazione in genere finisce con l'abbuffarsi a metà mattina o a pranzo, rischiando così di mangiare più del necessario. Fare una buona prima colazione invece aiuta non solo a non ingrassare, ma anche a rendere di più a scuola e nell'attività sportiva.
Che cosa si dovrebbe mangiare?
La colazione ideale è quella mediterranea a base di latte o yogurt, accompagnati da cereali, fette biscottate con la marmellata o biscotti nonché da frutta di stagione o da una spremuta. Meglio evitare invece cibi grassi o troppo zuccherini.
Quali gli errori da non fare?
Innanzitutto, nel caso dei bambini, è bene evitare che consumino la colazione da soli o, ancora peggio, davanti alla televisione. Da bocciare anche la colazione frettolosa al bar. Per stimolare l'appetito al risveglio meglio evitare spuntini a base di latte o altro alla sera prima di andare a letto. E se proprio non piace la colazione canonica, provare con delle alternative, per esempio, un toast e un succo di frutta. Infine evitare di fare le cose troppo di fretta: si è infatti visto che l'ansia di arrivare in tempo a scuola è una delle cause che porta a non fare la colazione. Meglio andare a letto un po' prima e svegliarsi senza avere i minuti contati.

PASTI SEMPRE PIU' VELOCI PER GLI ITALIANI

Da una ricerca emerge che il poco tempo e le esigenze di lavoro hanno accorciato i tempi dei pasti e ormai una persona su quattro non rientra a casa


ROMA. L'immagine tipica della famiglia italiana stile pubblicità "Mulino Bianco" che si siede a tavola per mangiare resiste con fatica all'assalto del 'mordi e fuggi'. Infatti, il poco tempo e le esigenze di lavoro hanno accorciato i tempi dei pasti e ormai una persona su quattro non rientra a casa.
Lo affermano i numeri della ricerca condotta da The European House-Ambrosetti su dati Nielsen-Barilla, secondo cui dei 105 milioni di pasti quotidiani consumati nel nostro paese il 24% è fuori casa, sempre più spesso anche con modalità atipiche per orario e tempi.
La percentuale dei pasti in casa sale all'82% se si considera anche chi mangia da parenti o amici, mentre tra i luoghi esterni svettano i ristoranti-pizzerie (6%) sulle mense (4%), mentre il 3% degli italiani mangia in ufficio.
Il 67% dei 25,5 milioni di pasti consumati fuori casa è concentrato nell'occasione del pranzo, che solo nel 30% dei casi è consumato tra le 13 e le 14. Anche le immagini dei pasti lunghi e complessi sono ormai solo un ricordo: il 73% dura meno di 30 minuti, e uno su quattro, sia in casa che fuori, dura meno di 20. Il 10% di chi mangia fuori impiega tra l'una e le due ore. Il 14% dei pasti fuori casa è consumato in piedi mentre il 15% seduti, ma non a tavola. Nel caso dei pranzi fuori casa si tratta prevalentemente di primi piatti (41%) e di secondi piatti (42%), con 1 milione di primi piatti pronti consumati fuori casa ogni giorno.

STUDENTI IN PIAZZA: PALERMO PARALIZZATA

Traffico in tilt e città bloccata. Centro storico, piazza Indipenza e le principali vie sommerse dai cortei di studenti medi e universitari  


PALERMO. La città è paralizzata. Il centro storico, la zona dei palazzi della Regione e dell'Ars, le principali arterie commerciali, sono percorse dai vari cortei degli studenti medi e degli universitari che stanno realizzando il "Blocchiamo tutto day". Il traffico è in tilt. Migliaia di studenti si trovano in via Volturno, a Palazzo d'Orleans e stanno confluendo verso la Cattedrale per percorrere corso Calatafimi con l'intenzione di andare a bloccare l'autostrada Palermo-Messina-Catania-Trapani.
Il coordinamento degli studenti medi afferma che per le strade ci sono circa 50 mila studenti. Stime delle forze dell'ordine parlano di diecimila persone. I giovani di "Azione Universitaria" sostengono invece che «la stragrande maggioranza degli studenti non va ai cortei guidati dai baroni e soltanto mille studenti, su oltre sessantamila iscritti all'ateneo di Palermo, hanno aderito alla manifestazione di questa mattina». Azione Universitaria annuncia «una campagna capillare in tutte le facoltà dell'Ateneo di Palermo per spiegare agli studenti i veri effetti che la riforma avrà sull'università».
Gli studenti medi e universitari di Palermo, che protestano contro la riforma e il ddl del ministro Gelmini, hanno bloccato gli svincoli della circonvalazione in via Belgio e in corso Calatafimi per l'innesto nelle autostrade verso Catania e Messina e verso Trapani. Giovani degli "Studenti In Movimento" dall'ufficio scolastico provinciale in via Praga, si sono spostati in via Belgio bloccando il ponte della circonvallazione appendendo lo striscione di "Studenti In Movimentò e accendendo fumogeni.

DIETRO A OGNI CANCRO UN'APE REGINA

(ANSA) - MILANO, 30 NOV - In ogni cancro si nasconde 'un'ape regina' che comanda le altre cellule e rende il tumore piu' aggressivo. Uccidere questa 'regina' porterebbe a rivoluzionare la cura del cancro: ed e' a questo che punta un progetto dell'Associazione italiana ricerca cancro (Aric). 'Le staminali sono la frontiera dei tumori', dice il ricercatore Pier Paolo Di Fiore, il quale spiega che la regina e' la staminale, ed e' fertile, mentre le altre cellule tumorali sono api operaie, sterili.

PIU' CANNE E DIETE PER GLI ADOLESCENTI

 (ANSA) - ROMA, 29 NOV - Cala il consumo di sigarette e alcolici ma cresce quello di 'canne' cosi' come un'altra pericolosa abitudine, quella delle diete fai da te. E' questo il quadro che emerge dal Rapporto 2010 della Societa' italiana di pediatria sugli adolescenti. Meno di uno su tre dichiara di fumare sigarette, dato in lieve calo rispetto al 2009, come diminuisce il consumo di alcolici, che comunque rimane alto (beve birra il 47%, vino il 40%, liquori il 18%). Cresce invece il consumo di canne.

sabato 27 novembre 2010

L'ANORESSIA NON E' UN CONTRACCETTIVO

MILANO - Quando il desiderio di dimagrire supera il livello di guardia scatta un campanello di allarme: l’organismo delle donne segnala con l’interruzione o la scarsa regolarità del ciclo mestruale gli sbalzi ormonali causati dalla grave perdita di peso che si verifica con l’anoressia. Ma, da quanto è emerso dallo studio appena pubblicato su Obstetrics & Gynecology ciò non significa scongiurare il rischio di un concepimento indesiderato. I dati raccolti un team internazionale di ricercatori dell’Università del Nord Carolina e dell’Istituto norvegese di sanità dimostrano che le gravidanze non programmate, e ancor peggio gli aborti indotti, sarebbero infatti più frequenti nelle donne con disturbi alimentari.
LO STUDIO - I ricercatori hanno preso in considerazione oltre 60mila donne norvegesi, di cui una sessantina soffriva di anoressia. La metà di loro ha riferito di essere rimasta incinta almeno una volta senza desiderarlo, tanto che una su quattro in passato ha affrontato la dolorosa esperienza dell’interruzione volontaria di gravidanza. Tra le donne che non soffrivano di disturbi alimentari, le percentuali di gravidanze impreviste e aborti erano molto più basse, rispettivamente del 18,9 e del 14,6%.
LA MALATTIA - Fame d’amore. Questa è forse una delle migliori definizioni utilizzate per descrivere un malessere che tante donne, ma anche tanti uomini, sfogano nel cibo per nascondere traumi o disagi mai superati. E quando l’ossessione per la bilancia e il rifiuto del cibo diventano incontrollabili, il malessere si trasforma in patologia: anoressia, bulimia, o più in generale disturbi del comportamento alimentare. Sono condizioni in largo aumento in tutto il mondo occidentale: solo in Italia sono 3 milioni le donne che ne soffrono e anche la percentuale di uomini sta progressivamente aumentando. Si tratta di numeri importanti, come i segni che queste malattie lasciano sul corpo, a livello fisico e psicologico, dall’osteoporosi alla depressione. Ma, alla luce dello studio appena pubblicato, all’elenco si aggiungono oggi anche gravidanze indesiderate, o comunque non programmate, e aborti indotti.
IL COMMENTO - «L’impressione è che le anoressiche considerino la propria amenorrea come un buon metodo contraccettivo - spiega Cynthia Bulik, che ha coordinato il lavoro, - sebbene non ci siano prove di questa falsa convinzione, anzi l’evidenza dice il contrario». L’aumentato rischio di gravidanze non programmate e di aborti indotti sarebbe quindi la conseguenza della scarsa attenzione riservata ai rapporti sessuali. Racconta Fabiola De Clercq, Fondatrice e Presidente dell’ABA, associazione che dal 1991 si occupa di dare sostegno a chi soffre di disordini alimentari: «Negli ultimi anni stiamo assistendo a una progressiva anoressizzazione delle donne italiane che, pur non arrivando sempre a soddisfare i veri e propri criteri diagnostici della patologia, perdono una o due taglie, bevono alcolici invece che cenare e non riescono ad avere relazioni sentimentali stabili. Il loro comportamento così rigoroso nell’alimentazione non lascia spazio alla cura dei rapporti con l’altro sesso, tendenza questa che si traduce in incontri occasionali e scarsa attenzione alla protezione». È quindi essenziale non sottovalutare l’importanza di una corretta educazione sessuale rivolta anche a chi, come chi soffre di questi disturbi, per le proprie irregolarità mestruali ha potenzialmente qualche chance in meno di procreare. Quindi, protezione prima di tutto.

TUMORE DELLA TIROIDE, UNA "SPIA" PREDICE SE L'OPERAZIONE E' ANDATA BENE


Eliminare tutte le cellule cancerose è un obiettivo fondamentale per curare il carcinoma midollare tiroideo. Il test della calcitonina può aiutare i chirurghi


MILANO - Come poter essere certi di aver asportato tutto il tumore durante l’intervento? È una domanda cruciale per molti chirurghi specialisti in oncologia, perché eliminare ogni residuo di malattia è spesso fondamentale per la guarigione dei pazienti o per le loro future possibilità di cura. Uno studio pubblicato di recente sul Journal of Clinical Endocrinology Metabolismprova a dare una risposta per quanto riguarda una forma particolare di cancro della tiroide, il carcinoma midollare. Una patologia poco aggressiva per la quale, però, l’unica terapia efficace è l’asportazione totale della lesione cancerosa e dell’intera ghiandola tiroidea.
NIENTE SINTOMI - Una neoplasia rara (rappresenta circa il 10 per cento dei tumori tiroidei nel loro insieme, più o meno sono 200 i nuovi casi diagnosticati ogni anno in Italia), quella midollare, che ha un’evoluzione lenta e che, siccome non dà sintomi evidenti, viene per lo più scoperta quando ha già raggiunto dimensioni notevoli, tanto da rendersi evidente ai malati stessi come un nodulo sul collo palpabile al tatto. «Con l’intervento chirurgico e la successiva terapia al radioiodio più o meno il 95 per cento dei malati con un tumore della tiroide guarisce definitivamente - dice Luciano Pezzullo, autore della ricerca e responsabile della Chirurgia della tiroide e delle paratiroidi all’Istituto Nazionale dei Tumori Fondazione Pascale di Napoli -. Ma ci sono forme infrequenti, come quella midollare, che si dimostrano insensibili alla chemio e alla radioterapia. Per questo il successo dell’operazione è ancora più importante».
CALCITONINA - La prognosi del carcinoma tiroideo midollare, dunque, dipende dalla completezza del primo trattamento chirurgico. Ma ad oggi per i medici non è possibile capire se l’asportazione eseguita sia completa oppure no. I ricercatori hanno così deciso di analizzare su 20 pazienti l’affidabilità di un test intraoperatorio effettuato con la calcitonina (un ormone prodotto dalla tiroide, che se presente in quantità in eccessive è spia di un tumore). «Abbiamo paragonato - spiega Pezzullo - i livelli di calcitonina prima della tiroidectomia con quelli presenti nel paziente mezz'ora dopo l’intervento: se la calcitonina è dimezzata o più significa che l’intervento è riuscito, altrimenti dev’esserci il sospetto che ci siano dei residui di malattia».

mercoledì 24 novembre 2010

BIOLOGIA MOLECOLARE: PREMIO EUROPEO AD UN PALERMITANO

PALERMO. Davide Corona, 39 anni, ricercatore palermitano dell'Istituto Telethon Dulbecco, è tra i 21 giovani ricercatori europei premiati quest'anno dall'Embo, l'organizzazione europea per la biologia molecolare che promuove la buona scienza tra i più meritevoli del Vecchio Continente e mette loro a disposizione gli strumenti per collaborare fra loro, aggiornarsi e soprattutto far emergere i talenti nascenti. I vincitori ricevono per tre anni un finanziamento annuale di 15 mila euro e una serie di agevolazioni.
Corona e il suo gruppo di ricerca a Palermo, si propongono di studiare quelle macchine molecolari che all'interno delle cellule umane hanno il compito di rendere più o meno accessibile il Dna e di capire come i difetti di questo sistema possano essere alla base di svariate malattie epigenetiche umane. «Sono molto felice di questo riconoscimento arrivato a me e al mio gruppo - ha detto Corona - è la dimostrazione di come anche in un momento così delicato per la ricerca italiana ci si possa distinguere a livello internazionale semplicemente portando avanti i valori della meritocrazia».

Asp DI PALERMO: ECCO I 10 NUOVI DIRETTORI

PALERMO. "L'Azienda ha puntato su dirigenti che, dopo un fruttuoso e unanimemente apprezzato  lavoro nei servizi distrettuali, sono certamente in grado di affrontare la rivoluzione organizzativa e culturale voluta dalla legge regionale 5, senza trascurare, tuttavia, l'opportuna presenza di alcune professionalità che, grazie alla loro esperienza, sono ritenute valide per dare un apporto in questa fase di 'traghettamento'". Lo dice il direttore generale dell'Asp di Palermo, Salvatore Cirignotta, a proposito della nomina provvisoria dei direttori dei vari distretti territoriali.
L'azienda ha nominato dieci direttori di distretto: Antonino Di Paola (Cefalù), Salvatore Russo (Carini), Filippo Grippi (Petralia Sottana), Gaetano Cimò (Misilmeri), Gaetano Buccheri (Termini Imerese), Vincenzo Lima (Lercata Friddi), Giovanni Settepani (Bagheria), Salvatore Vizzi (Corleone), Giuseppa Scarpello (Partinico), Francesco Cerrito (Palermo). Per il distretto di Palermo sono stati nominati Marina Falci all'Enrico Albanese, Gioacchino Oddo alla Guadagna, Maria Silvana Muscarella al Biondo.
"In attesa di espletare le procedure previste per l'assegnazione definitiva degli incarichi - ha aggiunto il manager dell'Azienda - non era più rinviabile, dopo l'adozione dell'atto aziendale, l'attuazione dell'assetto voluto dalla legge 5. A breve saranno assegnate, sempre in via provvisoria, le restanti strutture complesse dei dipartimenti centrali e della rete Pta. Sicuramente, non si può perdere tempo dietro ad  illazioni di stampo gattopardesco avanzate ad arte".

STUDENTI CONTRO LA GELMINI; LICEI OCCUPATI A PALERMO

Ventuno istituti del capoluogo sono in stato di agitazione. Protesta anche alla facoltà di Lettere e giovedì è prevista una manifestazione


PALERMO. Non si ferma la protesta degli studenti palermitani contro la riforma della scuola voluta dal ministro Maria Stella Gelmini e ventuno istituti del capoluogo sono in stato di agitazione. In diversi casi gli studenti hanno votato per l'occupazione, così come è successo anche nella facoltà di Lettere di Palermo. Anche in questo caso, gli universitari protestano contro un provvedimento firmato dal ministro Gelmini: il ddl per la riforma degli atenei che dovrebbe essere votato alla Camera entro il 25 novembre.
Occupati anche il liceo classico Umberto I di Palermo, la succursale del liceo classico Garibaldi, lo scientifico Cannizzaro, i licei artistici Catalano e Regina Margherita.
Occupazione bianca al Meli con lezioni la mattina, assemblee nel pomeriggio e presidio notturno degli studenti. In alcuni casi, gli studenti non solo contestano i contenuti della riforma Gelmini ma anche le carenze strutturali e di servizi delle loro scuole. Domani mattina, inoltre, i rappresentanti degli istituiti che hanno iniziato la protesta si riuniranno in assemblea per concordare la manifestazione che si svolgerà giovedì prossimo.
"Vogliamo sottolineare con forza la nostra contrarietà alla decisione del ministro Gelmini di finanziare con 240 milioni di euro le scuole paritarie - dice Attilio Costa, coordinatore del movimento “Per una protesta libera”, che raccoglie 17 istituti -, crediamo che in un momento di crisi in cui mancano fondi per l'edilizia scolastica e per i laboratori sia scellerato stanziare questo fondo destinato alle famiglie che iscriveranno i propri figli alle scuole paritarie".
Particolarmente turbolenta la situazione del liceo Umberto I, dove qualche settimana fa tre studenti che facevano volantinaggio erano stati arrestati. "Il preside - dice la madre di uno degli studenti - dopo che i ragazzi hanno votato per l'occupazione, ha preso i cognomi di sedici maggiorenni chiedendo agli insegnati di mettergli 6 in condotta, al rifiuto dei docenti, ha segnalato i nomi alla Digos".
Al Garibaldi il collegio dei docenti ha approvato una mozione in cui respinge l'occupazione come forma di protesta, chiede di ripristinare le normali attività didattiche e concede agli studenti l'utilizzo nelle ore pomeridiane della succursale fino al 25 novembre, data in cui è prevista la discussione in aula alla Camera del disegno di legge Gelmini sull'università, per attività di approfondimento e studio delle proposte di riforma.
Si schiera a favore degli studenti l'assessore regionale all'Istruzione, Mario Centorrino. "Le occupazioni di molte scuole a Palermo in molti casi sono vere e propri esempi di democrazia e autoregolamentazione - ha detto l'assessore a margine del convengo “La scuola è il futuro” organizzato dal Pd a Palermo - Servono anche a innestare a scuola temi importanti di dibattito politico e sono una formidabile fonte di aggregazione fra giovani. Naturalmente tutto questo non deve andare a discapito dello studio e della qualità della formazione". 
Molto critica anche la responsabile nazionale scuola del Pd, Francesca Puglisi."Quando è nata la Pantera si lottava per migliorare l'esistente, adesso si lotta per difendere l'esistente. Questo governo - ha detto - sta tagliando il futuro dei nostri giovani, la scuola è stata massacrata: 8 miliardi di tagli, 133 mila posti".

VIOLAZIONE ANONIMATO: A RISCHIO TEST DI INGRESSO MEDICINA MESSINA

Dopo il ricorso di una ventina di studenti e dell'Udu, il Tar ha deciso di mettere chiarezza sulla vicenda. Il concorso potrebbe essere annullato


MESSINA. Il Tar della Sicilia, sezione di Catania, ha chiesto alle commissioni dell'università di Messina, che si sono occupate della selezione del 2010 per i test d'ingresso a Medicina, una relazione scritta sulle prassi adottate.  Dopo il ricorso di una ventina di studenti e dell'Udu, il Tar ha deciso di mettere chiarezza sulla vicenda.

I concorrenti, secondo gli avvocati Santi Delia e Michele Bonetti, sarebbero stati identificati nominativamente al momento di sostenere la prova, anziché con un codice a barre che ne avrebbe reso impossibile l'identificazione, violando il principio di anonimato. Gli avvocati hanno presentato le copie autentiche degli atti del concorso e il Tar aspetta adesso la relazione delle commissioni. e il tribunale amministrativo si dovesse pronunciare contro l'università, il concorso potrebbe essere annullato. Il procedimento è stato rinviato al 13 gennaio.

articolo pubblicato da http://www.gds.it/

STATINE: SARANNO EFFICACI COME ANTIBIOTICI?

Non solo colesterolo. Le statine, la classe di farmaci più efficace e adoperata contro i grassi nel sangue, potrebbero nascondere un'altra proprietà: sarebbero in grado ridurre il rischio di infezioni batteriche come quelle che stanno sotto polmonite e sepsi. Per la prima volta, i ricercatori americani hanno osservato come i fagociti, tipi di globuli bianchi che uccidono e spazzano via batteri e altri microrganismi esterni - comprese le cellule morte -, diventino più attivi se esposti alle statine. L'effetto antibiotico indiretto è stato descritto dal team di Victor Nizet della Facoltà di Farmacia della San Diego School of Medicine.
Ma come entrano in azione i globuli bianchi rinforzati dalle statine? Sorprendentemente, i fagociti non sembrano entrare in contatto diretto con i batteri, ma creerebbero delle trappole extra-cellulari composte da filamenti di Dna integrati da peptidi antimicrobici ed enzimi: insomma, delle “reti” biochimiche in grado di intrappolare e mettere fuori uso i batteri prima che si diffondano mell'organismo.
Il team di Nizet ha testato nei topi gli effetti contro lo Stafilococco aureus, agente patogeno sempre più resistente all'azione dei tradizionali antibiotici. L'efficacia dei fagociti stimolati dalle statine è stata più efficace.

IL TRIANGOLO MALEDETTO PER IL TUMORE ALLO STOMACO

Sono 12.500 gli italiani che ogni anno si trovano a fare i conti con una diagnosi di tumore allo stomaco e 7.500 quelli che ne muoiono. Una neoplasia poco conosciuta, nonostante sia il quarto big killer tra le varie forme di cancro e fra le più "prevenibili", perché particolarmente sensibile agli stili di vita sbagliati. A richiamare l’attenzione contro il fumo, l’eccesso di alcol e, soprattutto, una dieta scorretta sono gli oncologi dell’Associazione italiana oncologia medica (Aiom) riuniti per il congresso nazionale nei giorni scorsi a Roma, durante il quale hanno annunciato anche l’uscita in libreria di una guida pratica con i consigli per prevenire la malattia.
CARNI ROSSE E INSACCATI - Il ruolo chiave dell’alimentazione è provato dalle differenze regionali nella classifica dell’incidenza del carcinoma gastrico, che vede in testa regioni a forte consumo di insaccati e carni rosse specie se cotte alla brace. Il triste primato va infatti all’Umbria, con 28 casi ogni 100mila abitanti negli uomini e 13 nelle donne, seguita da Marche, Emilia-Romagna e Lombardia. Nelle Isole, patria della dieta mediterranea, l’incidenza è invece esattamente della metà (il record positivo va alla Sardegna con rispettivamente 11 e 5 casi ogni 100mila abitanti). «Si parla di un vero e proprio "triangolo maledetto", che ha i suoi vertici a Perugia, Pesaro e bassa Romagna - spiega Marco Venturini, presidente eletto Aiom -. In particolare si studia fin dagli anni '80 il caso di San Marino, che presenta tassi di incidenza pari al Giappone, Stato con la più alta diffusione di questa malattia al mondo. Fra le ipotesi delle cause, c’è anche una componente ambientale, con un’alta concentrazione di nitriti nelle acque. In queste zone si registra pure una più alta mortalità attribuibile a diversi fattori: mancata prevenzione, diagnosi spesso tardiva e limitata efficacia delle terapie ad oggi disponibili».
DIAGNOSI PRECOCE - L’informazione, sottolineano gli esperti, è fondamentale perché per avere maggiori possibilità di cura è indispensabile scoprire la neoplasia ai primi stadi. «La gastroscopia può essere utile per una diagnosi precoce, ma non può essere effettuata di routine» precisa Venturini. Esistono però alcune condizioni "pericolose" che possono giustificare la prescrizione di esami specifici: la familiarità, l’infezione da Helicobacter Pylori, la gastrite cronica, la presenza di ulcere e polipi. Individuare il tumore fin dall’inizio può fare la differenza: «Oggi infatti - aggiunge Carmine Pinto, coordinatore del progetto Aiom sul tumore allo stomaco - la sopravvivenza dopo cinque anni è solo del 30 per cento perché la malattia viene scoperta in genere in fase molto avanzata. Si stanno però registrando importanti progressi nei trattamenti - continua l’oncologo - in particolare grazie a un farmaco mirato su bersagli cellulari (trastuzumab) che ha dimostrato, in combinazione con la chemioterapia tradizionale, di allungare la sopravvivenza nei pazienti con tumori metastatici HER2 positivi, che rappresentano circa il 16 per cento del totale dei malati con carcinoma gastrico». Per ribadire il ruolo cruciale della prevenzione, infine, gli specialisti ricordano che fra i principali responsabili di questa forma di cancro, oltre all’esagerata quantità di carni rosse, ci sono i cibi affumicati, salati e conservati, l’abuso di alcolici e il fumo. Bisogna poi prestare attenzione alle tecniche di cottura: meglio usare con estrema moderazione la griglia, la frittura, ma anche la pentola a pressione. L’alta temperatura cui l’alimento è sottoposto distrugge infatti elementi nutritivi importanti come la vitamina C, che ha un effetto protettivo contro il cancro, proprio come frutta, verdura, legumi e fibre.

martedì 23 novembre 2010

SVOLTA PER LA CURA DEL TUMORE AL CERVELLO

(ANSA) - ROMA, 21 NOV - Grazie a scienziati italiani e' stata scoperta' l''arma segreta' di uno tra i tumori piu' aggressivi, il glioblastoma, cancro al cervello che quasi sempre non lascia speranze ai malati: questo tumore e' cosi' aggressivo perche' si costruisce da se' i vasi sanguigni che lo nutrono, a partire da cellule staminali tumorali che si trasformano in 'cellule endoteliali', ovvero cellule delle pareti dei vasi. Una scoperta importantissima che potrebbe rappresentare una svolta nella cura.

AIDS: ECCO LA PILLOLA DEL GIORNO PRIMA

(ANSA) - ROMA, 23 NOV - Ecco la 'pillola del giorno prima' per prevenire l'infezione da virus Hiv negli uomini. Il farmaco - da prendere una volta al giorno - e' stato testato con uno studio internazionale che ha dimostrato un calo del 70% del rischio di contrarre l'infezione nel campione di uomini cui la pillola e' stata somministrata quotidianamente. 'Potrebbe essere destinata alla popolazione a piu' alto rischio di contagio - ha detto Stefano Vella dell'ISS - ma non si puo' pensare ad un suo utilizzo generalizzato'.

sabato 20 novembre 2010

A TAORMINA SI STUDIA CON L'Ipad

In una scuola media gli studenti avranno a disposizione le nuove tecnologie che sostituiranno i libri di testo in classe. Il progetto è finanziato dal ministero dell'Istruzione che ha concesso gli apparecchi in comodato d'uso


TAORMINA. Da oggi gli studenti di una scuola media di Taormina non saranno più puniti se non si porteranno i libri di testo in classe. Arrivano, infatti, gli e-book anche nelle scuole siciliane. I venti studenti che frequentano la seconda B della scuola media di Taormina, da oggi avranno a disposizione un moderno Ipad attraverso il quale potranno consultare i libri scolastici da poter lasciare a casa, allegerendo notevolmente il peso della cartella. Potranno anche connettersi a Internet tramite la rete wi-fi della scuola.
Il progetto è finanziato dal ministero per l'Istruzione che ha concesso in comodato d'uso gli apparecchi tecnologici agli alunni. A consegnare gli Ipad con gli e-book ai genitori degli studenti, che ne saranno legalmente responsabili, sono stati il preside della scuola, Santi Albano, e il referente del progetto, il professore Felice Lombardo.
L'innovazione tecnologica introdotta a scuola permetterà senza dubbio alle famiglie degli studenti di risparmiare sui libri di testo. La letteratura italiana fino a buona parte del novecento, ovvero più o meno dove si fermano i programmi dei licei, è ormai libera dal copyright decennale. Così, grazie al progetto Gutenberg (che raccoglie tutte le principali opere della letteratura mondiale che non sono più coperte dal diritto d'autore e le mette a disposizione di chiunque in formato di e-book gratuito) si può trovare di tutto senza troppi problemi e a costo zero in rete.
Non è la prima volta che avviene in Italia. Già dall'inizio di quest'anno scolastico anche in un istituto superiore di Bergamo, gli studenti erano stati forniti di Ipad e e-book. L'obiettivo del progetto è quello di verificare se le nuove tecnologie potessero essere utili nella metodologia didattica.

PALERMO, OCCUPATA LA SUCCURSALE DEL GARIBALDI

La decisione degli studenti del liceo classico durante l’assemblea. “L’istituto ha carenze strutturali e la palestra è inagibile”


PALERMO. Gli studenti del liceo classico Garibaldi di Palermo hanno occupato la succursale della scuola in via Generale Arimondi. La decisione è stata presa durante l'assemblea che si è svolta stamattina. “Abbiamo occupato per le carenze strutturali della nostra scuola - dice Bianca Giammanco, della rete studenti medi e studentessa del liceo - la palestra è inagibile e non abbiamo neanche uno spazio per le assemblee. Questa protesta rientra tra le mobilitazioni degli studenti contro la riforma della scuola del ministro Gelmini, che taglia risorse, mentre i nostri istituti cadono a pezzi".         

articolo pubblicato da www.gds.it

mercoledì 17 novembre 2010

HAI SEMPRE L'ACQUOLINA IN BOCCA? DIFFICILE RISPETTARE LA DIETA


Chi mantiene la disciplina produce meno saliva e resiste alle tentazioni golose, innescando un circolo virtuoso

MILANO - Mai farsi venire l'acquolina in bocca, se si vuol davvero stare a dieta. Perché quando di fronte a un cibo-tentazione si accende il riflesso condizionato, siamo già a un passo dal mettercelo in bocca vanificando tutti i buoni propositi. Chi davvero riesce a rispettare le diete invece è come "immune" dall'effetto acquolina in bocca: abituandosi a evitare gli alimenti calorici e proibiti si innescano infatti meccanismi che riducono la salivazione, rendendo così meno probabile mangiare un cibo goloso, nel caso ci si trovasse davanti.
STUDIO - A dimostrarlo è una ricerca condotta da Anita Jansen, ricercatrice al Dipartimento di Psicologia Clinica dell'università di Maastricht, pubblicata sulla rivista Psychotherapy and Psychosomatics. La Jansen ha coinvolto 23 persone: 11 erano ex-obesi che avevano perso peso da soli e negli ultimi sei mesi non lo avevano riguadagnato; 12 erano persone che, nonostante gli sforzi per mettersi a dieta, non avevano perso un chilo negli ultimi sei mesi. In tutti è stata indagata la capacità di rifiutare cibi gustosi e ipercalorici, scoprendo innanzitutto che chi era riuscito a restare a dieta con successo sapeva trattenersi meglio degli altri. Poi, la Jansen ha misurato quanta saliva producessero gli uni e gli altri di fronte alla fotografia di alimenti golosi, dopo aver chiesto ai partecipanti di tenere a mente le foto per un test di memoria. «Questo stratagemma ci è servito per evitare il fenomeno dell'"evitamento cognitivo", ovvero la possibilità che i soggetti cercassero, più o meno volontariamente, di distogliere la propria attenzione dai cibi tentatori», spiega la Jansen.
SALIVAZIONE -  i risultati sono chiari: chi aveva fallito con le diete si ritrovava molta più acquolina in bocca rispetto a chi invece era riuscito a rimanere a dieta e quindi a perdere peso. Di fronte a un alimento calorico e gustoso i primi avevano una salivazione molto più accentuata, i secondi esibivano una produzione di saliva assai ridotta. In realtà, questa capacità di non reagire di fronte alle tentazioni si affina con il tempo ed è il risultato di una sorta di circolo virtuoso che si instaura grazie alla forza di volontà di chi riesce a stare a dieta, per davvero. «Chi si impegna e riesce a rispettare le regole della dieta, osservando il regime alimentare prescelto ogni giorno, innesca meccanismi biologici automatici che portano a diminuire o addirittura azzerare la salivazione anche in presenza di tentazioni irresistibili. E avere poca acquolina in bocca di fronte a cibi calorici significa riuscire a trattenersi più a lungo e meglio dal mangiarli - spiega Jansen -. Probabilmente chi riesce a stare a dieta riduce la salivazione in risposta al cibo, chi invece non ce la fa e alterna periodi di osservanza stretta della dieta ad altri in cui ci si lascia più andare sembra favorire un aumento della risposta automatica al cibo, che rende più difficile rinunciare a mangiare. Non riacquistare il peso perso pare davvero tutta questione di liberarsi dal fenomeno "acquolina in bocca": chi riesce a non avere questa risposta automatica di fronte al cibo resterà a dieta più facilmente e a lungo», conclude Jansen.

PER I CELIACI ARRIVA L'APP SULL' iPHONE


Il Ministero della Salute ha promosso un registro degli alimenti senza glutine, erogabili gratuitamente dal Ssn


MILANO - Evitare per tutta la vita determinati alimenti è la cosa più difficile per chi soffre di celiachia, condizione permanente di intolleranza al glutine contenuto nei cereali e soprattutto nel frumento. Per aiutare gli oltre 100mila malati in Italia a cui si sommano i 500mila celiaci attesi, è nata un'app, cioè un'applicazione scaricabile su iPhone: la guida alla spesa quotidiana dell'Associazione italiana celiachia (Aic). Per questa malattia non esiste una vera e propria terapia: l'unica cura, spiega la presidente dell'Aic Lombardia Rossella Valmarana, è la dieta corretta per tutta la vita. La guida permette di scegliere, adesso anche tramite il telefonino, gli alimenti privi di glutine per poi comprarli nei punti vendita specializzati: farmacie, negozi convenzionati e grande distribuzione.
REGISTRO DEGLI ALIMENTI - Per abbattere i costi a chi per tutta la vita è costretto a selezionare gli alimenti, il Ministero della Salute ha promosso un registro nazionale degli alimenti senza glutine, erogabili gratuitamente ai celiaci da parte del Servizio sanitario nazionale (Ssn). «In tutte le regioni - aggiunge Valmarana - è stato fissato un tetto di spesa mensile che varia a seconda del sesso e dell'età del malato per comprare questi alimenti nelle farmacie della Asl di appartenzenza, nei negozi convenzionati e in alcune regioni anche nella grande distribuzione. Si spera che questo possa accadere anche in Lombardia, per rendere la celiachia più uno stile di vita che una malattia». Una scarsa aderenza alla dieta per chi ne soffre può provocare, tra l'altro, infertilità, bassa statura nei maschi e l'insorgere di altre malattie come il diabete. Per Daniele Bossari, testimonial Aic, «è bene vivere la celiachia con leggerezza, come ho fatto io che l'ho vissuta come segno di distinzione e punto di forza». (Fonte: Ansa)

UNA PASSEGGIATA AL GIORNO..TOGLIE 24 MALATTIE DI TORNO

 Ci sono almeno 24 patologie diverse che si possono combattere a suon di passi. Non conta che siano lunghi, di corsa, più o meno faticosi, ma il segreto sta nella quotidianità di questa buona e sana abitudine. Tanto sana che per chi persevera e dedica ogni giorno un po' di tempo al movimento all’aria aperta - magari con un’alimentazione corretta e dimenticando le sigarette - c’è un bel premio: scongiurare malattie come il diabete, l’obesità, l’ipertensione, la depressione, l’osteoporosi.
A ognuno il suo ritmo e il suo passo. Camminare non ha controindicazioni ed è il modo più semplice ed efficace per dare esercizio fisico a ogni età. Rigenera il corpo e lo spirito e, secondo i ricercatori inglesi dell’università di East Anglia (a Norwich, in Gran Bretagna) che hanno messo insieme i risultati di 40 studi diversi, contribuisce in modo schiacciante a migliorare e mantenere un buono stato di salute delle persone. Le loro conclusioni, pubblicate sull’International Journal of Clinical Practice, sono racchiuse in un lungo elenco di patologie che si possono evitare con l’esercizio. Ecco i gruppi maggiori cui appartengono: problemi cardiovascolari, infarti, ischemie vengono ridotti; diminuisce il rischio di diabete di tipo 2, osteoporosi, depressione, obesità, ipertensione; si possono prevenire diverse tipologie di cancro, e soprattutto l’esercizio aiuta a guarirne prima; camminare aiuta in vecchiaia a rallentare l’arrivo di tutte le malattie degenerative legate alla memoria e al cervello; per gli uomini spesso è un toccasana nel combattere i problemi di erezione.
SALUTE GENERALE - «Gli studi analizzati mostrano che la durata e qualità della vita dipendono da un mix complesso di fattori, tra cui lo stile di vita, la provenienza geografica e pure la fortuna. Gli individui hanno comunque almeno un elemento di controllo su alcuni di questi fattori, si pensi al peso, alla dieta, al fumo e all’attività fisica», commenta il ricercatore inglese Leslie Alford, che consiglia anche in che modo sfruttare l’attività fisica per ridurre i rischi di malattie. Per gli adulti fino ai 65 anni sono consigliabili 150 minuti a settimana di passeggiate, ovvero circa mezzora per 5 giorni su 7. Per chi già è allenato a fare di più, bastano anche 20 minuti di jogging per 3 volte a settimana. A ciò andrebbero aggiunte almeno due sedute (in palestra, a casa, al parco, in piscina) di lavoro muscolare che coinvolga di volta in volta le varie fasce del corpo. E in generale, mai smettere del tutto di muoversi, a meno che non ci siano controindicazioni gravi, soprattutto dalla mezza età in avanti, e ancor più se da giovani si è sempre avuto uno stile di vita "in movimento".

UN GRAVE LUTTO METTE A RISCHIO CUORE PER 6 MESI

Studio australiano su cambiamenti dannosi per ritmo e frequenza



(ANSA) - SYDNEY, 17 NOV - Un grave lutto, come la perdita del coniuge, di un figlio o di un genitore, puo' causare un elevato di un attacco di cuore e anche di morte improvvisa. I livelli tuttavia tornano normali nel giro di 6 mesi. E' la conclusione di una ricerca australiana che ha studiato 78 coniugi o genitori in lutto, di eta' fra 33 e 91 anni, entro 2 settimane dalla morte della persona cara, e di nuovo dopo 6 mesi. Accertati, tra l'altro, l'accelerazione del ritmo e una ridotta variabilita' del tasso cardiaco.

LA FISICA SFIDA NUOVI LIMITI

La fisica sfida nuovi limiti, ottenuti in laboratorio atomi di anti-idrogeno



ROMA - Al Cern di Ginevra, in una macchina grande come uno scaldabagno, sono intrappolati i primi atomi di antimateria creati in laboratorio. Non era mai accaduto finora di poter studiare direttamente la materia che ha caratteristiche opposte a quelle della materia ordinaria, come se la riflettesse in uno specchio. Il risultato, ottenuto nell'esperimento internazionale Alpha, e' pubblicato su Nature.
''E' una soddisfazione guardare all'apparecchiatura Alpha e sapere che contiene atomi stabili e neutri di antimateria'', ha osservato il coordinatore della ricerca, Jeffrey Hangst, dell'universita' danese di Aarhus. Per il direttore generale del Cern, Rolf Heuer, ''e' un passo in avanti significativo nella ricerca sull'antimateria''. Ci sono voluti anni di ricerche e apparecchiature gigantesche, ma alla fine si e' ottenuto qualcosa che e' ai limiti della fantascienza. L'antimateria e' stata prodotta al Cern e intrappolata come nel romanzo di Dan Brown ''Angeli e demoni'' (anche se e' impensabile portarla a spasso in una bottiglia) ed una reazione fra materia e antimateria e' alla base della propulsione dell'astronave Enterprise, della flotta stellare del ciclo di Star Trek.
Oggi 38 atomi di anti-idrogeno che sfrecciano velocissimi, al ritmo di centinaia di metri al secondo, sono stati rallentati con temperature bassissime e imprigionati in una trappola magnetica per quasi due decimi di secondo. Si trovano nel vuoto e non possono sfiorare le pareti della loro ''gabbia'': se questo accadesse sarebbe un guaio perche' se antimateria e materia entrassero in contatto si annullerebbero a vicenda in una gigantesca esplosione. ''Tenere fermi nella macchina gli atomi di anti-idrogeno e' come giocare a ping-pong senza toccare la pallina con le racchette'', spiega il fisico Roberto Battiston, dell'universita' di Perugia e dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn), responsabile dell'esperimento Ams (Antimatter Spectrometer), che a partire dal prossimo anno l'antimateria andra' a cercarla tra le stelle, agganciato alla Stazione Spaziale Internazionale. Avere imprigionato i primi atomi di antimateria e' un passo verso la possibilita' di districare uno dei piu' grandi misteri della fisica contemporanea: diventa cioe' possibile capire perche' al momento del Big Bang, quando materia e antimateria erano presenti nelle stesse quantita', in una simmetria perfetta, la materia ha avuto la meglio mentre l'antimateria e' scomparsa.
Da oggi al Cern si lavorera' per catturare un numero sempre maggiore di atomi di anti-idrogeno e per intrappolarli sempre piu' a lungo: ''diventa possibile andare a esplorare la parte piu' sensibile della fisica moderna, quella relativa alla rottura della simmetria'', ha osservato Andrea Vacchi, dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn). ''Potremo capire - ha aggiunto - perche', nonostante il Big bang abbia prodotto materia e antimateria, ora vediamo solo la materia''.

articolo pubblicato in data 17/11/2010 da www.ansa.it

SCOPERTO UN GIOVANISSIMO BUCO NERO

Ha soli 30 anni ed è il più vicino alla Terra mai individuato. Rappresenta ciò che rimane di una stella esplosa 50 milioni di anni fa


ROMA. La Nasa ha scoperto il buco nero più giovane e vicino, astronomicamente parlando, mai visto. Ha appena 30 anni e dista dalla Terra solo 50 milioni di anni luce. È ciò che è rimasto della supernova SN1979C, che aveva 20 volte la massa del Sole, esplosa 50 milioni di anni fa nella galassia M100. Rappresenterebbe la conferma dell'ipotesi secondo cui i buchi neri sono generati dalle supernovae, ovvero dalle esplosioni stellari estremamente energetiche che costituiscono lo stadio finale dell'evoluzione delle stelle massicce. In realtà, il corpo celeste, era già stato scoperto nel 1979 (da cui il suo nome) da un appassionato astrofilo. I satelliti spaziali ai raggi X Chandra della Nasa, XMM-Newton dell’Esa e Rosat tedesco, hanno osservato dal 1995 al 2007 i segnali dell'esplosione avvenuta nella galassia M100, e hanno permesso di definire la natura del corpo celeste generato dal collassamento della materia stellare su se stessa. «Se la nostra interpretazione è corretta, questo è l'esempio più vicino nel quale viene osservata la nascita di un buco nero», ha spiegato il coordinatore della ricerca, Daniel Patnaude, del Centro americano Harvard-Smithsonian per l'Astrofisica. L'importanza della scoperta, consiste nel fatto che, grazie alla giovane età del buco nero, sarà più facile per gli astronomi decifrare i primi passi e l’evoluzione di questi corpi celesti.

STUDENTI IN PIAZZA A PALERMO

Protesta contro la riforma della scuola. Da piazza Politeama partirà il corteo dei giovani delle scuole medie, da via Archirafi quello degli universitari



Studenti in piazza anche a Palermo nel giorno della mobilitazione nazionale indetta contro la riforma della scuola e il disegno di legge sull'Università, che sarà discusso nei prossimi giorni alla Camera.    
Da piazza Politeama partirà il corteo degli studenti medi, mentre da via Archirafi quello organizzato dal coordinamento "studenti indisponibili" dell'Ateneo palermitano. I due cortei sfileranno per le vie del centro cittadino per congiungersi all'altezza dei Quattro Canti in corso Vittorio Emanuele, proseguire verso piazza Marina, dove ha sede il rettorato, e risalire fino alla cittadella universitaria, in viale delle Scienze, dove si concluderà la manifestazione. Ad aprire il corteo degli studenti medi sarà uno striscione con scritto "Non contate sul nostro silenzio ma solo sulla nostra rabbia ", in testa a quello degli universitari "Riprendiamoci il futuro contro i tagli e il ddl Gelmini ". Anche la Flc-Cigl ha aderito alla protesta proclamando per oggi uno sciopero di 4 ore negli atenei. Gli aderenti al sindacato di scuole e istituti professionali, invece, incroceranno le braccia per un'ora. 

SANITA': AL VIA MAXI-CONCORSO

In palio circa 3 mila posti fra dirigenti medici e infermieri. Prevista anche una sorta di stabilizzazione per chi oggi ha un contratto a termine


di GIACINTO PIPITONE
PALERMO. Si accendono i motori per il maxi-concorso nella sanità pubblica siciliana che metterà in palio circa 3 mila posti fra dirigenti medici e infermieri. In estate l’assessore Massimo Russo ha annunciato l’intenzione di coprire i vuoti individuati dai manager nella redazione delle piante organiche.
Nei prossimi giorni Russo emanerà due direttive che daranno il via ai manager di Asp e ospedali per bandire i concorsi: la base di partenza saranno i posti individuati nelle piante organiche, che però non sono ancora definitivamente approvate visto che manca qualche formale passaggio (è il caso della concertazione con i sindacati). A questo punto, per bruciare i tempi, Russo consentirà di bandire concorsi per alcune figure e un numero di posti che saranno previsti senza dubbio nelle piante organiche anche in caso di modifica. «L’obiettivo dell’assessorato - ha spiegato ieri il capo di gabinetto, Giovanni Carapezza - è quello di attivare le procedure concorsuali entro la fine dell’anno. Le selezioni saranno per titoli e concederanno dei punteggi in più a chi è già nel sistema grazie a contratti a termine». Le figure con più spazi sono quelle dei dirigenti medici e degli infermieri.
Ma se l’assessorato ha già iniziato a percorrere la via amministrativa, il governo sta anche lavorando a un testo di legge. La tradizionale legge che a fine anno permette la proroga di tutti i contratti a termine in scadenza alla Regione è già stata abbozzata in assessorato all’Economia. E nella formulazione attuale prevede una sorta di stabilizzazione per chi oggi ha un contratto a termine nella sanità: il testo prevede la trasformazione dei contratti a termine in impiego a tempo indeterminato previa selezione o anche senza selezione se il posto da precario era stato assegnato tramite procedura selettiva. Nè Russo nè Carapezza ieri erano a conoscenza di questo testo che considerano in ogni caso inutile alla luce delle direttive che stanno per essere emesse.
Il testo del governo prevede - al costo di 57 milioni annui - la proroga per un anno dei contratti per il personale della Protezione civile, dell’assessorato al Territorio, dell’assessorato all’Energia (ex Agenzia per i rifiuti e le acque). Via libera anche al finanziamento per i lavoratori socialmente utili in servizio nei Comuni.
Inoltre si prevede di concedere la proroga dei contratti al personale del Cefpas: i precari entrati con selezione pubblica possono continuare a lavorare «nei limiti della disponibilità finanziaria dell’ente». La norma che ieri circolava all’Ars non è ancora arrivata in giunta e dovrebbe in ogni caso seguire il varo della Finanziaria: se ne parlerà quindi a fine anno.


articolo pubblicato da www.gds.it in data 17/11/2010