mercoledì 20 ottobre 2010

IPERATTIVITA': INDIVIDUATE ALTERAZIONI GENICHE ALL'ORIGINE

Trovate per la prima volta implicazioni genetiche all`origine dell`ADHD (Attention-deficit hyperactivity disorder), il Disturbo da deficit di attenzione/iperattività: a scovare la connessione tra la malattia e il patrimonio genetico è uno studio condotto dalla Cardiff  University (Regno Unito) e pubblicato sulla rivista Lancet. Molta strada rimane ancora da fare, spiegano però i ricercatori: gli studiosi hanno infatti sottolineato che non esiste un singolo gene dietro l`ADHD, e il lavoro è ancora molto lontano dalla realizzazione di un test per la diagnosi del disturbo.

I ricercatori hanno analizzato i tratti del Dna di 366 bambini a cui era stato diagnosticato il disordine e li hanno confrontati con i campioni genetici di 1.047 bambini sani: e hanno rilevato che il 15% dei bimbi a cui la diagnosi era già stata fatta avevano rare variazioni genetiche rispetto al gruppo dei bambini sani, in cui solo il 7% aveva manifestato variazioni genetiche simili: "Abbiamo scoperto che, rispetto al gruppo di controllo, i bambini con ADHD hanno un tasso molto più elevato di pezzi di Dna duplicati o mancanti - spiega Anita Thapar, che ha guidato lo studio -. Questa scoperta è eccitante perché ci dà il primo collegamento diretto tra la genetica e l`ADHD".

"Ci sono un sacco di equivoci sull`ADHD - conclude la studiosa -. Alcune persone dicono che non è un disturbo reale, o che è il risultato di cattiva genitorialità. Trovare questo link diretto con i geni dovrebbe aiutare a superare il problema della stigmatizzazione di questa patologia. I geni appena individuati spiegano perché alcuni bambini soffrono della patologia e altri no".

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