venerdì 29 ottobre 2010

ALLENARSI CON 40 GRADI AUMENTA LA PERFORMANCE

(ANSA) -ROMA, 29 OTT- Il segreto per migliorare le performance sportive, anche quelle da fare al freddo, e' allenarsi ad alte temperature. Lo ha scoperto uno studio Usa, secondo cui si possono aumentare le prestazioni anche dell'8%. I ricercatori, che hanno sottoposto 2 gruppi di ciclisti professionisti a un ciclo di allenamenti in climi differenziati, spiegano che 'il corpo sotto sforzo emana grande quantita' di calore e l'allenamento al caldo 'insegna' a gestire meglio sudorazione ed espansione dei vasi sanguigni'.

MALARIA: DIMEZZATA MAPPA PAESI COLPITI

Studio su Lancet, passati da 178 a 99 in cui e' endemica


(ANSA) -ROMA, 29 OTT- Buone notizie nella guerra globale alla malaria: la mappa mondiale dei Paesi colpiti dalla malattia si e' andata sempre piu' restringendo fino a passare dai 178 Stati della 1/a meta' del 20/o secolo a 99 in cui la malattia e' endemica. Lo rivela la rivista The Lancet secondo cui e' dal 1945 che 79 Paesi hanno eliminato la malaria, tra cui Gb e Usa nel 1952, Australia nel 1970, Marocco nel 2005. Dei 99 Paesi con situazione di endemicita',32 si stanno spostando da lieve endemia a totale eliminazione.

giovedì 28 ottobre 2010

FDA STUDIA GEL CHE PROTEGGE LE DONNE DAL VIRUS DELL'HIV

La Food and drug administration americana sta studiando la sicurezza di un gel a base di tenofovir, un analogo adenosin-nucleotidico che, entrando in competizione con il naturale substrato: deoxyadenosine 5'-trifosfato, dopo incorporazione nel DNA dell'ospite ne inibisce la transcriptasi inversa virale, e a quanto pare proteggerebbe le donne dal virus dell'Aids. Il farmaco e' stato sperimentato su un gruppo di donne per 2 anni e mezzo in Sudafrica riducendo del 29% le infezioni da HIV.
Il farmaco è in via sperimentale e la Fda necessita di ulteriori informazioni prima di autorizzarne la immissione in commercio. 

CON ALTEZZA RISCHIO CANCRO AI TESTICOLI

Con l'altezza aumenta il rischio di cancro ai testicoli.
Lo rileva uno studio su oltre 10mila maschi condotto da ricercatori del National Cancer Institute in Usa.
Ogni 5 cm in piu' di statura oltre la media corrisponde a un rischio del 13% piu' alto di sviluppare il cancro. Cio' non vuol dire che essere di alta statura induce l'insorgenza del tumore; senza dubbio però è stata riscontrata, tramite gli studi effettuati, una importante relazione.

CAMMINARE MIGLIORA LO STATO DI SALUTE: PROTEGGE IL CERVELLO E AIUTA LA MEMORIA

Camminare protegge la memoria dal deterioramento: a sostenerlo è un nuovo studio condotto dai ricercatori dell`University of Pittsburgh (Usa) guidati da Kirk Erickson e pubblicato su Neurology, da cui emerge che passeggiare una decina di chilometri a settimana aiuta a mantenere giovane, oltre che il fisico, anche il cervello.

I ricercatori hanno seguito le abitudini di 299 persone senza demenza, registrando il numero di isolati della città che i soggetti percorrevano a piedi ogni settimana: dopo 4 anni i ricercatori hanno misurato il volume cerebrale dei partecipanti all`esperimento scoprendo che chi aveva camminato almeno 72 isolati a settimana, ovvero tra i 10 e i 15 chilometri, aveva un volume maggiore di materia grigia. Tra i 116 volontari che, alla fine dell`esperimento, hanno sviluppato deterioramento cognitivo o demenza (cioè il 40%), i ricercatori hanno scoperto che coloro che camminavano di più avevano problemi di memoria dimezzati rispetto ai loro coetanei. L`esercizio non fa quindi bene solo alla salute fisica: "Il movimento regolare in tarda età può migliorare la salute del cervello e le capacità di pensiero e di memoria - conclude Erickson -. Questi risultati dovrebbero incoraggiare la pianificazione di programmi di attività fisica per gli anziani: un approccio in più per prevenire la demenza e il morbo diAlzheimer".

mercoledì 27 ottobre 2010

PALERMO, EMERGENZA NELLE SCUOLE PER LA PIOGGIA

A San Lorenzo chiuse nove aule. In crisi la media Ignazio Florio. Rivolte delle famiglie sulla destinazione degli alunni, che rischiano di essere dirottati nelle succursali e in altre sedi: interviene la polizia

Sono tante le scuole in città dove urgono interventi di manutenzione straordinaria. Una di queste è la scuola media Ignazio Florio di via Di Giovanni, a San Lorenzo. Qui, da mercoledì scorso nove aule sono state chiuse a causa di grave infiltrazioni dal tetto. I soffitti delle aule al primo e ultimo piano sono tutti fradici, macchiati di muffa e sfaldati, in molti punti l'intonaco è crollato e dai piccoli crateri che si sono formati precipita sul pavimento acqua mista a polvere. In seguito al sopralluogo dei vigili del fuoco, che hanno dichiarato inagibile il primo piano, gli studenti hanno seguito le lezioni nelle aule multimediali e nell'anfiteatro della scuola. Questo almeno fino a venerdì scorso, quando il consiglio di istituto ha deciso di trasferire sei delle classi rimaste senza aula (per tre classi si è trovato posto al pianterreno) nella vicina succursale dell'istituto, in via Astorino, fino alla messa in sicurezza del primo piano. A giudicare dalle proteste che questa decisione ha provocato, sembra che riparare i danni materiali alla sede della scuola sarà difficile (sebbene l'assessore Rappa abbia dichiarato che la Florio sarà in cima alla lista degli interventi, una volta assegnati gli appalti per le forniture), mentre non esiste cemento che possa sanare la frattura che divide la popolazione studentesca della Florio.

MALASANITA': PRIMI POSTI PER CALABRIA E SICILIA

Sono 242 i casi di malasanità verificatisi nel nostro Paese in poco più di un anno, da fine aprile 2009 a metà settembre 2010. Nell'Isola 52 casi con 38 morti

ROMA. Sono 242 i casi di malasanità verificatisi nel nostro Paese in poco più di un anno, da fine aprile 2009 a metà settembre 2010, e attualmente all'esame della Commissione parlamentare sugli errori sanitari.    Di questi, 163 si sono conclusi con il decesso del paziente e 186 sono attribuibili a presunti errori mentre 56 ad altre cause. A rendere noti questi numeri è la stessa commissione presieduta da Leoluca Orlando.    Dal rapporto emerge anche una poco onorevole classifica, dove ai primi posti con oltre la metà dei casi ci sono la Calabria (con 64 casi di malasanità e 50 decessi) e la Sicilia (con 52 casi e 38 morti). A seguire ci sono il Lazio, con 24 casi e 14 decessi, e poi Puglia, Campania e Lombardia con 15 casi, ma un diverso numero di morti: 4 nella regione governata da Formigoni, 9 in quella di Vendola e 12 in quella rappresentata da Caldoro. In fondo alla classifica, e dunque con meno casi di malasanità, ci sono Umbria, Marche, Basilicata e Trentino Alto Adige con 1 caso ciascuna, che non si è concluso con la morte del paziente solo nelle Marche. 

pubblicato da www.gds.it sezione medicina

FARMACIA E NATURA: LE FARFALLE SANNO COME CURARE LA PROLE

Anche le farfalle vanno in farmacia, nel loro caso la natura. Quelle Monarca curano la prole con piante medicinali. Lo hanno scoperto i biologi della Emory University di Atlanta. "Abbiamo dimostrato che alcune specie di euforbia, piante di cui si cibano le larve, possono ridurre le infezioni da parassiti nelle farfalle Monarca", affermano i ricercatori americani. 

La novità è che questo tipo di farfalle preferisce deporre le uova proprio sulle foglie delle piante curative in modo da favorire la salute dei discendenti. Le farfalle Monarca sono note per la loro migrazione spettacolare dagli Stati Uniti al Messico. I loro colori brillanti, arancio, bianco e nero, sono un segnale di avvertimento per uccelli e altri predatori tenuti lontano dal timore che siano velenose.




ARTICOLO PUBBLICATO DA http://salute24.ilsole24ore.com/ 

SIGARETTE E ALZHEIMER: 2 PACCHI AL GIORNO AUMENTANO IL RISCHIO DEL 157%

Fumare più di 2 pacchetti di sigarette al giorno aumenta il rischio di insorgenza di demenza di Alzheimer del 157% e di demenza vascolare del 172%: a sostenerlo uno studio condotto dai ricercatori del Kaiser Permanente di Oakland (California, Usa) in uno studio pubblicato suArchives of Internal Medicine.

Lo studio, il primo a esaminare le conseguenze a lungo termine del fumo sulla demenza, ha visto monitorare per 23 anni una popolazione etnicamente diversificata di 21.123 uomini e donne di mezza età. I soggetti sono stati intervistati tra il 1978 e il 1985, mentre le diagnosi di demenza sono state raccolte tra il 1994 e il 2008. Dopo aver aggiustato i risultati ottenuti per altri fattori come età, sesso, istruzione, razza, stato civile, ipertensione, iperlipidemia, indice di massa corporea, diabete, malattie cardiache, ictus e uso di alcol, è emerso che rispetto ai non-fumatori coloro che avevano fumato più di due pacchetti di sigarette al giorno avevano il 157% di possibilità in più di veder insorgere il morbo di Alzheimer e il 172% in più di sviluppare la demenza vascolare. "Questo studio mostra che il cervello non è immune alle conseguenze a lungo termine del fumo pesante - spiega Rachel Whitmer, principale autrice dello studio -. Sappiamo che il fumo compromette il sistema vascolare influenzando la pressione sanguigna ed elevando i fattori di coagulazione, e sappiamo che la salute vascolare svolge un ruolo nel rischio della malattia di Alzheimer".

SESSO LUI, PAROLE LEI: UOMINI E DONNE DIVERSI ANCHE QUANDO SOGNANO

Gli uomini e le donne sono uguali? Neanche per sogno. Maschi e femmine hanno comportamenti e pensieri diversi anche quando dormono: nei primi sono più frequenti “azioni” e sogni di stampo erotico, meno diffusi nelle seconde, che parlano, piangono e sorridono più spesso.  Durante la notte non solo si sogna, ma si compiono vere e proprie azioni che rispecchiano quelle oniriche: ad esempio risvegliarsi eccitati dopo un sogno erotico o accorgersi di aver sorriso nel sonno. 



Lo studio, pubblicato sulla rivista Sleep, ha notato che tra i “comportamenti-tipo”, il più frequente è la paura (il 93% degli intervistati l`ha avvertita, al risveglio, perlomeno “raramente” durante l`anno); seguono comportamenti erotici (il 78% ha dichiarato di essersi risvegliato da un sogno erotico sessualmente eccitato); il 72% si è svegliato felice scoprendo di aver effettivamente sorriso nel sonno; altri quattro comportamenti sono stati segnalati da almeno il 50% degli intervistati: parlare, piangere, arrabbiarsi (fino a tirare pugni e calci), e altri movimenti (come ad esempio salutare). 

CEREALI INTEGRALI BATTONO QUELLI RAFFINATI: LA RICETTA PER RESTARE IN FORMA

Più cereali integrali e meno cereali raffinati: sembra essere questa la ricetta per contrastare obesità, sindrome metabolica e diabete di tipo 2. Dallo studio emerge che diminuendo il consumo di cereali raffinati e aumentando quello di cereali integrali, nell`organismo umano diminuisce sia il grasso sottocutaneo che quello viscerale (quello più profondo che circonda gli organi intra-addominali) e si hanno maggiori probabilità di ridurre il rischio di incorrere in malattie cardiovascolari e metaboliche e nel diabete di tipo 2.


Pane e riso integrali al posto del pane e del riso bianchi, cereali integrali al posto di quelli raffinati, tanto per fare un esempio. "Il volume del grasso viscerale era di circa il 10% più basso nelle persone che hanno dichiarato di mangiare tre o più porzioni al giorno di cereali integrali e che hanno limitato la loro assunzione di cereali raffinati a meno di una porzione al giorno", spiega Nicola McKeown, che ha guidato lo studio. Gli autori hanno anche osservato che i partecipanti che hanno consumato, in media, tre porzioni al giorno di cereali integrali ma hanno continuato a mangiare molti cereali raffinati non hanno mostrato una diminuzione nel volume del grasso viscerale: "Questo risultato implica - spiega McKeown - che è importante fare sostituzioni nella dieta, piuttosto semplicemente aggiungere cereali integrali".

I ricercatori hanno esaminato dieta, stato di salute e accumuli adiposi di 2.834 uomini e donne tra i 32 e gli 83 annirilevando che il consumo di cereali raffinati è in particolare legato alla presenza del grasso viscerale: "L`associazione persisteva - spiega Paul Jacques, co-autore della ricerca - dopo aver aggiustato i risultati con altri fattori legati allo stile di vita di altri come il fumo, l`assunzione di alcol, il consumo di frutta e verdura e l`attività fisica".

CANCRO ALL'INTESTINO: RIDOTTO IL RISCHIO DEL 25% GRAZIE ALL'ASPIRINA

2BESTUDENT si era già soffermato su questo argomento ma vuole riproporlo vista l'incidenza di questa patologia.

Riduce del 24% l`incidenza del tumore all`intestino e del 35% le morti dovute alla patologia: oltre a proteggere dal rischio di ictus e da altre patologie cardiache un`aspirina al giorno sarebbe in grado, secondo i ricercatori della Oxford University, di prevenire le neoplasie all`intestino nelle persone di mezza età. Lo studio, pubblicato su Lancet, ha visto la partecipazione di 14 mila pazienti seguiti per 20 anni. Tra i soggetti sottoposti allo studio, persone sane, ma anche individui con un alto rischio di questa tipologia di cancro per obesità o per familiarità.

"Ad oggi, per le persone di mezza età in salute quello di assumere l`aspirina può essere un buon consiglio - spiega Peter Rothwell, primo autore dello studio -. L`aspirina genera infatti un piccolo beneficio per le malattie vascolari, già noto, e ora sappiamo che può provocare anche un grande vantaggio per questo tipo di tumore. In futuro, sono sicuro che verrà dimostrata l`efficacia anti-tumorale di questo farmaco anche nei confronti di altri tumori".

Anche se l`uso regolare dell`aspirina può avere effetti collaterali - il farmaco abbassa infatti i livelli di coagulazione del sangue - i ricercatori hanno sottolineato, nello studio, che la bassa quantità costituita da una singola compressa al giorno potrebbe generare più benefici che effetti collaterali. Attenzione però, avverte Rothwell: "Chiunque intende assumerla dovrebbe prima consultare il proprio medico di famiglia".

FUTURI PADRI, ATTENTI AL CIBO-SPAZZATURA. PUO' CONDANNARE I FIGLI AL DIABETE

Esperimento sui ratti: le cucciole femmine sviluppavano la malattia prima ancora di raggiungere la pubertà.


se state pensando di avere un figlio, chiudete a chiave l’armadietto delle tentazioni culinarie, perché abbuffarsi di cibo spazzatura potrebbe condannare il futuro pargolo al diabete. A dirlo, uno studio della University of New South Wales di Sydney, pubblicato sulla rivista Nature, che ha messo in guardia i potenziali padri, invitandoli a seguire un regime alimentare simile a quello delle madri in attesa (e, quindi, per forza di cose sano) per non compromettere la salute del figlio.
Per dimostrare la validità della loro tesi gli scienziati hanno accoppiato dei ratti maschi, alimentati esclusivamente con cibi ricchi di grassi, con femmine sane, monitorando poi le condizioni di salute dei cuccioli femmine: hanno così scoperto che le "bimbe" sviluppavano il diabete prima ancora di raggiungere la pubertà e la concentrazione di glucosio nel sangue era il doppio rispetto a quella dei piccoli nati da altri maschi. Anche la produzione di insulina (ovvero, l’ormone che regola il livello di zucchero nel sangue ed è basilare nello sviluppo del diabete) veniva compromessa, visto che il valore raggiunto era la metà di quello normale.
Malgrado l’esperimento sia stato condotto solo sui neonati ratti femmina, è logico pensare che un analogo riscontro si abbia anche sui maschietti e il motivo della trasmissione del diabete alle generazioni future, nonché dell’insorgere di eventuali disturbi nel metabolismo, sarebbe legato proprio ai cibi grassi, che causerebbero il decisivo cambiamento nel DNA dello sperma dei padri.

SALUTE: IL RUMORE SUL LAVORO DANNEGGIA IL CUORE

L'esposizione cronica non danneggia solo l'udito,
ma può anche triplicare il rischio di gravi malattie cardiovascolari soprattutto nei giovani fumatori.


Passare la giornata lavorativa perennemente immersi nel frastuono, non danneggia solo i timpani, ma aumenta anche il rischio di gravi malattie cardiovascolari come l'infarto.
Dai dati raccolti è emerso che un lavoratore su cinque, al momento dell'intervista, stava lavorando in un ambiente molto rumoroso da almeno nove mesi consecutivi: si trattava in genere di uomini (83%) con un'età media di 40 anni e una tendenza a fumare e ingrassare di più rispetto ai colleghi impiegati in ambienti più silenziosi. Proprio esaminando il loro stato di salute, i ricercatori hanno osservato che l'esposizione cronica al rumore sul posto di lavoro è associata a un aumento fino a tre volte del rischio di angina pectoris e fino a due volte del rischio di un aumento episodico della pressione minima. «Questa relazione - dicono gli esperti canadesi - è risultata particolarmente evidente negli uomini fumatori sotto i 50 anni».
Con questo studio, insomma, si dimostra che anche il cuore ha "orecchie" per sentire quello che accade intorno a noi.
«A differenza di quel che si pensa, il cuore è strettamente legato al cervello e quindi anche agli organi di senso - spiega Fabio Magrini, direttore dell'unità operativa di medicina cardiovascolare del Policlinico di Milano - e per questo è molto sensibile ai segnali che vengono dall'esterno». Il rumore, soprattutto se forte o continuo, può essere percepito come un segnale di stress: «Per questo - aggiunge Magrini - si attiva il sistema nervoso centrale e si ha la liberazione dell'adrenalina, che causa un restringimento del diametro delle arterie, un'accelerazione del battito cardiaco, un aumento della pressione del sangue e del consumo di ossigeno da parte del cuore». Se a breve termine questi cambiamenti possono aiutarci a rispondere allo stimolo ambientale da cui ci sentiamo minacciati, col tempo possono rivelarsi molto dannosi. «È come se costringessimo il motore di un'auto a lavorare a un numero di giri troppo elevato - precisa il cardiologo -. Con l'andare del tempo cresce inevitabilmente la probabilità di un guasto». Il rumore, quindi, deve essere considerato a tutti gli effetti un fattore di rischio cardiovascolare. «A quei lavoratori che non possono proprio evitarlo - conclude il cardiologo milanese - bisogna raccomandare di cercare di tenere sotto controllo almeno gli altri fattori di rischio, evitando il fumo, facendo sport e controllando periodicamente glicemia e colesterolo».

FRANCIA: VISITE MEDICHE CON WEBCAM

Dal prossimo anno diagnosi a distanza e consulenze on line.

In Francia dall'anno prossimo il medico di famiglia potra' essere consultato su internet grazie a una webcam e a un indirizzo e-mail. Lo ha annunciato il ministro della Salute, Roselyne Bachelot: il decreto prevede che 'le prime teleconsulenze' di un medico via internet saranno possibili a partire dall'inizio del 2011. 'Con questo decreto si da' la possibilita' ai pazienti di ottenere una diagnosi a distanza e una consulenza on line'.

martedì 26 ottobre 2010

INNAMORARSI IN 1/5 DI SECONDO

In quei momenti 12 aree cerebrali lavorano in tandem per rilasciare sostanze chimiche che danno un senso di euforia simile a quello che si prova assumendo cocaina.
 Un quinto di secondo: tanto basta perché la freccia di Cupido ci colpisca e ci si innamori perdutamente di qualcuno, come recita il copione del classico colpo di fulmine. E la sensazione che si prova è di grande euforia, la stessa che dà la cocaina. Ma tutto questo non è frutto solo del cuore, ma anche e soprattutto del cervello.
Uno studio della Syracuse University ha analizzato le dinamiche dell'amore con le neuroimmagini, scoprendo così che quando ci si innamora ci sono ben 12 aree cerebrali che lavorano in tandem per rilasciare quelle sostanze chimiche che danno l'euforia, come dopamina, ossitocina e adrenalina, e sono influenzate funzioni cognitive molto sofisticate. Se è vero che al cuor non si comanda, viene da chiedersi a questo punto se l'amore sia più una questione di testa o di cuore.
La risposta più corretta è: dipende dal cervello!! Ma anche il cuore è collegato perché il complesso concetto dell'amore è formato da entrambi i processi che dal cervello vanno al cuore e viceversa. Ad esempio, l'attivazione di alcune parti del cervello può generare delle stimolazioni al cuore, come le famose "farfalle nello stomaco". Alcuni sintomi che sentiamo come una manifestazione del cuore a volte vengono dal cervello».
Altri ricercatori hanno anche scoperto che con l'amore aumentano i livelli di sangue del fattore di crescita nervoso, o Ngf (la proteina scoperta dal premio Nobel Rita Levi Montalcini), che sono significativamente più alti nelle coppie appena innamorate. Questa molecola ha un ruolo importante nella chimica delle relazioni e nel cosiddetto colpo di fulmine o amore a prima vista.
«Questi risultati confermano che l'amore ha una base scientifica e che quando non va, è una causa di stress emotivo e depressione. Capendo perché ci si innamora e perché si ha il cuore spezzato, si possono usare nuove terapie e capire meglio i dolori di chi è afflitto dal mal d'amore e dai problemi di una storia finita male». Lo studio ha scoperto inoltre che diversi tipi di amore attivano diverse aree del cervello. Per esempio l'amore incondizionato, come quello tra madre e figlio, è innescato da varie aree tra cui quelle centrali, mentre quello appassionato è attivato dall'area delle ricompense e da alcune con funzioni cognitive elevate come quella preposta alla formazione dell'immagine corporea.

OBESITA', IL MOMENTO CHIAVE E' SUBITO DOPO L'ADOLESCENZA

L'epoca più a rischio per l'eccessivo accumulo di peso
è nel periodo di transizione verso la giovinezza


L’ago della bilancia rischia di salire esageratamente soprattutto nel periodo di transizione tra l’adolescenza e l’età adulta. L'Australia è uno dei Paesi più colpiti dall’epidemia di obesità.
Nell’indagine sono stati presi in considerazione poco più di 1.500 giovani seguiti dai 14 ai 24 anni. La proporzione di ragazzi in sovrappeso è passata dal 20 per cento a metà dell’adolescenza al 33 per cento a 24 anni, mentre nello stesso periodo il tasso di obesità è passato dal 3,6 al 6,7 per cento. Circa il 40 per cento dei giovani adulti in sovrappeso non lo era mai stato durante l’adolescenza e circa l’80 per cento aveva avuto un peso nella norma, almeno per un periodo, in precedenza. Non solo, circa la metà dei 24enni obesi non era mai stato classificato come obeso nell’adolescenza e nessun ragazzo obeso durante l'adolescenza era riuscito a raggiungere un peso normale nell’età adulta.
POSSIBILI SPIEGAZIONI - «Tra l’adolescenza e l’età adulta si verificano importanti peggioramenti di condizioni di sovrappeso e obesità e l’entità di questo fenomeno dipende in larga misura sia dalla gravità sia dalla persistenza dell’eccesso di peso durante l’adolescenza - scrivono gli autori dello studio -. Solo pochissimi ragazzi che arrivano a sfiorare l’obesità o che sono stati a lungo in sovrappeso durante l’adolescenza riescono a raggiungere un peso nella norma ora dell’inizio dell’età adulta. Diversamente i giovani che da teenager sono stati in sovrappeso solo per un periodo limitato hanno più facilità a rientrare nel giusto range di peso». Sebbene lo studio non chiarisca le possibili cause dell'aumento di peso, i ricercatori australiani hanno fatto alcune ipotesi e individuato alcuni fattori, come cambiamenti di stile di vita legati all'ingresso nel mondo del lavoro, l'uscita dalla casa dei genitori, variazioni nella dieta e riduzione delle attività sportive. I nuovi dati, concludono gli autori, sottolineano ancora una volta l’importanza di promuovere sani stili di vita, a maggior ragione in un periodo critico quale è la fase di ingresso nell’età adulta.

SULL'ISOLA "D'ACCIAIO" CHE NON HA PAURA DEL PETROLIO

Sulla piattaforma Vega-A, nel canale di Sicilia, tra orgoglio e frustrazione

http://www.corriere.it/scienze_e_tecnologie/energia_e_ambiente/10_ottobre_24/piattaforma-vega-liga_6b9f2a9a-e032-11df-a41e-00144f02aabc.shtml

PARLARE COME AGIRE: LE SOLE PAROLE ATTIVANO IL SISTEMA MOTORIO

Leggere o ascoltare descrizioni di azioni, attiva, oltre alle aree linguistiche di Broca e di Wernicke, anche le aree motorie: a sostenerlo è Barbara Tomasino del Polo friulano dell`IRCCS Medea, secondo cui la causa dell`attivazione della corteccia sensorimotoria sarebbe la simulazione mentale, ovvero l`abilità di anticipare le conseguenze di un`azione immaginandone la sua esecuzione in assenza di reale movimento del corpo.
Le persone leggendo o elaborando frasi, parole o verbi d`azione, immaginano automaticamente se stessi o qualcun altro eseguire il movimento descritto dalla frase: "In una serie di studi di neuroimmagini funzionali - l`ultimo dei quali è stato appena pubblicato sulla prestigiosa rivista Neuroscience - abbiamo testato l`ipotesi immaginativa e verificato che la simulazione mentale delle azioni può costituire un ponte tra il sistema linguistico e quello motorio. Stiamo verificando se tale ponte sia necessario o accessorio e se, nel caso di disturbi del sistema linguistico o motorio, la simulazione mentale possa offrire una via alternativa per ottenere comunque attivazioni nelle aree cerebrali interessate".

Dagli studi effettuati da Tomasino sembra inoltre che la simulazione mentale possa giocare un ruolo chiave nel disturbo del pensiero, sintomo principale di molte psicosi: "Dai nostri studi emerge come la simulazione sia un`abilità particolarmente rilevante per lo studio delle psicosi maggiori, perché permette di accedere a rappresentazioni mentali che sarebbero altrimenti inaccessibili per via consapevole".

BAMBINI DI OTTOBRE PIU' A RISCHIO ALLERGIE

I bambini concepiti in tardo inverno - ovvero quelli che nascono tra ottobre e novembre - corrono rischi doppi di soffrire di allergie alimentari ad alimenti comuni come latte e uova: a sostenerlo uno studio finlandese realizzato da un gruppo di ricercatori dell`Oulu University Hospital in Finlandia guidati da Kaisa Pyrhonen e pubblicato sul Journal of Epidemiology and Community Health.

I ricercatori hanno esaminato circa 6.000 bambini finlandesi nati tra aprile 2001 e marzo 2006, rilevando che circa l`11% dei bambini che ad aprile o maggio si trovavano nel grembo materno alla loro undicesima settimana di gestazione avevano più probabilità di soffrire di allergie alimentari rispetto al 6% dei bambini che si trovavano all`undicesima settimana nella pancia in dicembre o gennaio.

Diversi i motivi alla base della correlazione tra la data di nascita e la predisposizione alle allergie: secondo i ricercatori la responsabilità potrebbe essere di alcuni pollini nell`aria tipici dei mesi di aprile e maggio che potrebbero influire sulla sensibilità del nascituro a certi alimenti. Un altra potenziale causa potrebbe risiedere nei bassi livelli di vitamina D della mamma dopo l`inverno, che potrebbero causare una riduzione delle difese immunitarie del piccolo non ancora nato. 

NEGLI USA IL PIU' GRANDE IMPIANTO SOLARE MONDIALE

Quattro centrali solari da 250 megawatt ciascuna


(ANSA) - WASHINGTON, 26 OTT - Il governo americano ha dato il via libera alla costruzione in California del piu' grande impianto solare del mondo. Lo ha annunciato il ministro degli Interni, Ken Salazar. Si compone di 4 centrali solari da 250 megawatt ciascuna, capace di produrre fino a 1.000 megawatt, sufficiente per alimentare da 300.000 a 750.000 abitazioni. Il progetto e' della Solar Millennium LLC, che avra' un prestito di 1,9 mld doll dal ministero; l'impianto si estendera' su 2.842 ettari a Blythe (California).

lunedì 25 ottobre 2010

GLI UOMINI DIPENDONO DALL'ALCOL PIU' DELLE DONNE; PROVANO PIU' PIACERE

Scoperto perché gli uomini hanno il doppio delle probabilità di diventare alcolisti rispetto alle donne: un gruppo di studiosi delle università americane di Columbia e Yale ha infatti individuato che il sesso forte è più sensibile all`alcol perché scatena in loro un piacere di gran lunga maggiore rispetto a quello provocato nelle rappresentanti del gentil sesso.
Dopo aver consumato una bevanda alcolica ciascuno i soggetti sottoposti all`esperimento - studenti e studentesse in età universitaria - sono stati sottoposti a delle PET (tomografie a emissione di positroni) in grado di misurare la quantità liberata nel cervello dal consumo di alcol di dopamina, un neurotrasmettitore dall`effetto "piacevole" che viene rilasciato in risposta a esperienze gratificanti come il sesso.

Dallo studio pubblicato su Biological Psychiatry è emerso che, nonostante le stesse quantità di alcol consumate, negli uomini il rilascio di dopamina era maggiore rispetto alle donne e, in particolare, l`aumento dei livelli del neurotrasmettitore è stato evidenziato nel corpo striato ventrale, un`area del cervello fortemente associata al piacere e alla formazione delle dipendenze.

RECETTORI DEL GUSTO ANCHE NEI POLMONI

Studio Usa apre la strada a nuova terapia per l'asma


I recettori del gusto non esistono solo nella lingua, ma anche nei polmoni. E questi ultimi possono aprire la strada a una nuova terapia per l'asma: esperimenti sui topi hanno mostrato infatti come bombardandoli con composti dal sapore amaro, questi recettori aprano le vie aeree facendo cosi' respirare meglio. A scoprirlo sono stati alcuni ricercatori dell'universita' del Maryland, come spiegano in uno studio pubblicato su 'Nature Medicine'.


ARTICOLO PUBBLICATO DA www.ansa.it sezione "scienza e medicina"

SALUTE: AL SUD E' OBESO QUASI UN BAMBINO SU TRE

Secondo studi eseguiti dalle Aziende sanitarie provinciali italiane nelle scuole, ne soffre il 

25/35 per cento dei giovani di età compresa tra i 5 ed i 13 anni.


Una delle malattie che i medici  del ventunesimo secolo dovranno affrontare è l'obesità.
E' uno dei dati emersi dai lavori del primo meeting di  aggiornamento pluridisciplinare chirurgico dedicato al tema della comunicazione tra medici promosso dall'istituto di cura Santa Lucia nell'ambito del programma di aggiornamento professionale messo a punto con la Federazione italiana dei medici di medicina generale e con l'Ordine dei medici chirurghi ed odontoiatri della provincia di Siracusa.   
Sotto i riflettori, oltre alle soluzioni più innovative di  intervento ed ai profili riabilitativi post operatori, c'é stato soprattutto il tema della corretta comunicazione tra i  medici generici e gli specialisti.    

GLOBULI BIANCHI ALTI: QUANDO PREOCCUPARSI?


In genere è il segnale di un'infiammazione in corso.


MILANO - A volte facendo le analisi del sangue si scopre di avere un numero elevato di globuli bianchi. È il caso di preoccuparsi? Nel video a fianco trovate le indicazioni della professoressa Enrica Morra, direttore del Dipartimento di Ematologia dell'ospedale Niguarda di Milano. Il valore normale di globuli bianchi è compreso fra 4mila e 10mila. Se il referto riporta un numero più alto (leucocitosi) significa che è in corso un processo reattivo a un'infiammazione. Ma non sempre bisogna avere paura: possono essere un semplice raffreddore o un'infezione delle vie urinarie - eventi molto frequenti - a causare la reazione "difensiva".
ELEMENTI IMMATURI - «In questi casi i valori possono salire anche a 30-40mila, non bisogna spaventarsi - spiega Morra -. L'importante è ripetere l'esame a distanza di poco tempo e verificare che i globuli bianchi siano tornati nella norma». In quali casi dunque è necessario prendere delle precauzioni per verificare il proprio stato di salute? «Nel caso in cui non ci sia alcuna infezione in corso e i valori alti si ripresentino anche nelle successive analisi - spiega l'ematologa -. Inoltre è importante verificare se nel sangue sono presenti globuli bianchi immaturi, cioè non completamente formati. Questo è un segnale preoccupante che fa pensare a malattie tumorali nel sangue, nelle quali si perde il controllo della produzione di globuli bianchi, che possono arrivare a 100-150mila. Se la proliferazione di elementi immaturi è predominante significa che è in corso una leucemia acuta».

INDIVIDUATI I VIRUS RESPONSABILI DEL 90% DEI TUMORI ALL'UTERO


Uno studio scopre i ceppi di Hpv più "colpevoli"
e quelli più rari. In Italia immunizzate la metà delle 12enni. Ora vogliono il vaccino anche donne e ragazzi

Sono otto i ceppi del papilloma virus umano (Hpv) identificati dagli scienziati, responsabili del 90 per cento dei casi di cancro della cervice uterina nel mondo: si tratta del 16, 18, 31, 33, 35, 45, 52 e 58. I vaccini attualmente disponibili in commercio contro l’Hpv proteggono contro i ceppi virali 16 e 18 e assicurano una protezione incrociata contro il 31 e 45. Sulla base di questa nuova scoperta, dicono gli autori dell’ultimo studio pubblicato sulla rivista Lancet Oncology, bisognerà creare una nuova generazione di vaccini polivalenti contro tutti i tipi di virus.

Circa l’80 per cento dei casi di carcinoma della cervice, infatti, si verifica nei Paesi in via sviluppo a causa di malattie sessualmente trasmissibili. Per questo molti Paesi hanno iniziato programmi di vaccinazione contro l’Hpv per le giovani ragazze prima dell’inizio dell'attività sessuale.
IL VACCINO IN ITALIA - Da quando nel 2008 è partita in Italia la campagna vaccinale contro il papilloma virus nelle dodicenni sono state immunizzate gratuitamente e in modo completo il 53,1 per cento delle bambine, mentre il 66,3 ne ha ricevuto una dose e il 61,5 due. Oggi, comunque, tutte leregioni italiane offrono gratuitamente il vaccino (che va appunto somministrato in tre dosi), come previsto dall’intesa siglata con il Ministero della Salute nel 2007 che aveva identificato come target prioritario le ragazze dodicenni (iniziando con quelle nate nel 1997 che avevano compiuto 11 anni nel corso del 2008). È quanto emerge dal recente bilancio presentato da Istituto superiore di sanità eCnesps (Centro nazionale di epidemiologia sorveglianza e promozione della salute) e realizzato per valutare quanto manca dal raggiungimento dell’obiettivo finale del programma di vaccinazione: estendere la copertura con tre dosi di vaccino al 95 per cento delle dodicenni italiane entro il 2013. Tra le regioni più virtuose, dove si è portata a termine l’immunizzazione con le tre dosi, spiccano la Puglia (78,2 per cento delle bambine del '97 vaccinate), seguita da Basilicata (75,8), Molise (74,3) e Toscana (73,4), mentre quelle dove si è avuta una minore risposta sono state la provincia autonoma di Bolzano (19,1), Campania (27,4), e Sicilia (30,1). L'intesa con il Ministero ha lasciato poi alle regioni la possibilità di estendere la vaccinazione ad altre fasce di età, ma la Basilicata è finora l’unica realtà regionale a offrire gratuitamente il vaccino a quattro coorti di età (12, 15, 18 e 25 anni). La maggioranza (13 regioni) ha scelto invece di dare copertura gratuita solo alle dodicenni, mentre altre 7 regioni lo danno a due coorti di età (Liguria, Puglia e Marche hanno iniziato a farlo nel 2010). Varia è, infine, anche la scelta del vaccino anti-Hpv utilizzato: 11 regioni hanno infatti optato per il bivalente (contro i ceppi 16 e 18), nove per il quadrivalente (efficace contro i tipi del virus 16 e 18) e una, la Puglia, ha lasciato alle Asl la possibilità di fare gare per scegliere autonomamente.
MASCHI E RAGAZZE OVER 12 - Quanto ai risultati raggiunti, gli esperti sono ottimisti. «La copertura non è altissima - dicono Silvia Declich, direttore del reparto di Epidemiologia del Cnesps e Cristina Giambi, che ha curato il rapporto - ma è un buon punto di partenza». Ora però è sempre più pressante la richiesta d’avere la vaccinazione gratuita anche per altre fasce d’età, per le quali al momento quasi tutte le regioni offrono meccanismi di co-payment o pagamento agevolato (un ciclo di vaccinazione da tre dosi costa in farmacia oltre 450 euro, ma è possibile rivolgersi a strutture pubbliche o private che vaccinano a costi nettamente inferiori, fino ad un terzo della cifra, grazie alla compartecipazione alla spesa offerta dalla regione). O per i maschi, visto che il virus Hpv è responsabile anche dei tumori del cavo oro-faringeo. «Il vaccino potrebbe essere utilizzato nelle donne adulte fino a 45 anni - spiega il presidente dell’Aifa (Agenzia italiana del farmaco), Sergio Pecorelli -. E il Consiglio Superiore di Sanità presto esprimerà un parere sull’estensione al maschile, visto che la scienza ha ormai dimostrato che gli uomini non sono solo veicolo di infezione per le loro compagne ma anche vittime del virus». E in attesa di decisioni ufficiali, cosa dovrebbero fare le ragazze escluse dall’attuale campagna d’immunizzazione? Vaccinarsi a loro spese e fare sempre i controlli di prevenzione. «Le giovani donne di età inferiore ai 26 anni beneficiano comunque dalla vaccinazione (indipendentemente dal fatto che abbiano già avuto rapporti sessuali o meno, ndr), ma la vaccinazione deve comunque e sempre integrare e non sostituire lo screening - spiega Paolo Cristoforoni, responsabile dell’Unità di Ginecologia oncologica all’Istituto tumori di Genova -. E in base ai risultati degli ultime ricerche scientifiche la prevenzione dei tumori cervicali nelle donne con più di 35 anni è più efficace impiegando l’Hpv Dna test, mentre per le più giovani il Pap test resta l’esame di primo livello più indicato, utilizzando esami di approfondimento (colposcopia, eventualmente Hpv Dna test) solo in caso di sua positività».

AMORE ANTIDOLORIFICO: STIMOLA DOPAMINA, E' MEGLIO DEI FARMACI

L`amore può alleviare il dolore alla pari dei farmaci antidolorificI.
Quando si pensa al proprio amato - spiega Arthur Aron, uno degli autori dello studio guidati da Sean Mackey della Stanford University Medical Center - viene attivata, nel cervello, la zona deputata alla ricompensa, la stessa che si illumina quando si assume cocaina o quando si vincono un sacco di soldi".

I ricercatori hanno reclutato 15 studenti (otto donne e sette uomini). A ognuno è stato chiesto di portare foto di persone care e di sconosciuti ugualmente attraenti: i ricercatori hanno poi sottoposto i volontari a stimoli termici alle mani mentre mostravano loro le immagini delle persone amate e degli sconosciuti. Dagli scanner cerebrali effettuati durante l`esperimento è emerso che le foto delle persone care erano in grado di lenire il dolore, a differenza delle immagini dei soggetti non conosciuti.

"Abbiamo scoperto che le aree del cervello attivate dall`amore sono le stesse su cui agiscono i farmaci utilizzati perridurre il dolore - spiega Mackey -. Quando le persone provano un sentimento d`amore, nel loro cervello non avvengono alterazioni significative che influiscono sulla sensazione dolorosa perché l`amore attiva i sistemi di ricompensa nel cervello che coinvolgono la dopamina, un neurotrasmettitore che influenza umore, ricompensa e motivazione".